Le prime ore della sessione europea si aprono con un’impostazione complessivamente costruttiva, ma tutt’altro che lineare. Le borse del Vecchio Continente mostrano un progresso inizialmente modesto e poi un po’ più “misto” man mano che i listini scivolano dai massimi intraday: lo STOXX 600 resta vicino alla parità/leggermente positivo, mentre i future USA sono più incerti, con gli indici in area piatta e il Russell 2000 (RTY) sotto una leggera pressione.
Il mercato, in sintesi, sembra voler continuare a “comprare” la narrativa di un atterraggio morbido e di un’inflazione europea in raffreddamento, ma lo fa con cautela: il catalizzatore più immediato non è un singolo dato, bensì la combinazione tra segnali macro europei (PMI e inflazione tedesca regionale), una nuova scintilla sul fronte commerciale Asia (misure cinesi verso il Giappone) e l’attesa di appuntamenti politici statunitensi in agenda più tardi.