La fiducia dei consumatori statunitensi è salita leggermente ad aprile, ma il miglioramento appare più fragile che convincente. Il Consumer Confidence Index del Conference Board è aumentato di 0,6 punti, portandosi a 92,8 dai 92,2 di marzo, dato rivisto al rialzo. Il movimento indica una stabilizzazione del sentiment, ma non un vero cambio di passo: sotto la superficie, infatti, restano forti le preoccupazioni legate ai prezzi, al petrolio, alla guerra in Medio Oriente e al rischio recessione.
Il dato è particolarmente significativo perché il periodo di rilevazione, compreso tra il 1° e il 22 aprile, ha incluso due elementi di segno opposto: da un lato la tregua temporanea di due settimane nel conflitto mediorientale iniziata l’8 aprile, dall’altro il forte aumento del prezzo del Brent causato dalla guerra. A sostenere parzialmente l’umore dei consumatori è stato anche il rimbalzo degli indici azionari statunitensi, che ha contribuito ad attenuare le preoccupazioni finanziarie dopo il picco di tensione registrato a marzo.