Il mercato petrolifero torna a muoversi sotto il peso della geopolitica. Il Brent ha registrato un forte rialzo dopo la riaccensione delle tensioni nel Golfo Persico, con gli investitori nuovamente concentrati sul rischio di interruzioni dell’offerta e sulla tenuta dei flussi energetici regionali. Secondo gli analisti di ING, Warren Patterson ed Ewa Manthey, i timori legati alla sicurezza delle forniture stanno sostenendo i prezzi, mentre il ritorno degli attacchi iraniani contro infrastrutture dell’area aumenta la sensibilità del mercato a ogni nuovo segnale di escalation.
La rottura progressiva del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran rappresenta il principale fattore di tensione. Il Brent ICE ha guadagnato il 5,8% nella seduta precedente, chiudendo sopra quota 114 dollari al barile. Il movimento riflette l’impatto immediato della nuova fase di scontro nel Golfo Persico, dove gli Stati Uniti hanno colpito alcune imbarcazioni iraniane e dove l’Iran ha ripreso gli attacchi contro infrastrutture nei Paesi vicini.