I mercati globali stanno vivendo una fase a doppia velocità, in cui l’entusiasmo per la tecnologia e per alcuni segnali di riapertura diplomatica convive con un fondo di fragilità ancora molto evidente. Da una parte, i future su S&P 500 e Nasdaq aggiornano nuovi massimi, sostenuti dalla forza di Nvidia, mentre il Nikkei giapponese tocca a sua volta un record storico in scia allo stesso entusiasmo per il comparto tech. Dall’altra, il quadro resta attraversato da tensioni geopolitiche irrisolte, con la guerra in Iran ancora capace di influenzare energia, valute e percezione del rischio a livello globale.
Il punto centrale è proprio questo contrasto. Il mercato vuole continuare a premiare crescita, tecnologia e possibili aperture diplomatiche, come mostrano il rafforzamento dello yuan ai massimi da tre anni e l’attenzione per il summit Trump-Xi. Ma allo stesso tempo non riesce a scrollarsi di dosso il peso dell’inflazione energetica, delle pressioni sulle valute emergenti e del rischio che la crisi mediorientale torni a dominare il sentiment da un momento all’altro.