I mercati finanziari stanno vivendo una fase di transizione in cui la geopolitica lascia progressivamente spazio alla politica monetaria. L'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha ridotto sensibilmente il premio per il rischio incorporato negli asset finanziari, favorendo un deciso ritorno dell'appetito per il rischio. Allo stesso tempo, però, le decisioni delle banche centrali e la divergenza tra le principali economie mondiali stanno diventando il nuovo motore dei mercati valutari.
Il clima è tornato costruttivo: il calo dei prezzi energetici ha sostenuto le borse internazionali, il Nikkei ha aggiornato nuovi massimi storici oltre quota 70.000 e i rendimenti obbligazionari hanno continuato a diminuire, riflettendo aspettative di uno scenario macroeconomico meno teso rispetto alle settimane precedenti.