La settimana finanziaria compresa tra il 10 e il 14 agosto 2026 si è sviluppata attorno a un paradosso sempre più evidente: mentre le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno riportato con forza il rischio energetico al centro dello scenario macroeconomico, i mercati non hanno reagito con un generalizzato movimento di avversione al rischio.
Il Brent ha terminato la settimana a 88,52 dollari al barile, con un rialzo di circa il 6%, mentre il WTI è avanzato del 5,4%, a 82,40 dollari. Nonostante ciò, Wall Street è riuscita a conservare gran parte dei propri massimi: l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,4% e il Nasdaq circa lo 0,1%. Più debole l’Europa, con lo STOXX 600 in calo dello 0,3%, mentre il vero protagonista dell’azionario globale è stato il Giappone, dove il Nikkei ha messo a segno un rialzo vicino al 4,7%.