La nuova settimana finanziaria si apre in Asia con un quadro decisamente fragile. I mercati dell’area Asia-Pacifico hanno mostrato una marcata dispersione, ma il tono complessivo è rimasto prudente, condizionato da rendimenti obbligazionari globali ancora elevati, tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran e importanti operazioni societarie che hanno colpito alcuni dei principali titoli tecnologici della regione.
La pressione arrivata dal mercato obbligazionario continua infatti a rappresentare uno dei principali ostacoli per l’azionario globale. La scorsa settimana il rendimento del Treasury statunitense a 30 anni ha superato il 5,3%, raggiungendo livelli che non si vedevano da quasi vent’anni, mentre anche i rendimenti in Giappone, Francia e Germania sono saliti verso massimi pluriennali. Allo stesso tempo, il mercato continua a interrogarsi sulla durata del conflitto tra Stati Uniti e Iran e sulle conseguenze che un petrolio strutturalmente più elevato potrebbe avere sull’inflazione e, di riflesso, sulla politica monetaria.