I mercati globali entrano in una fase ancora più delicata, con il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni sopra il 5% per la prima volta dal 2007 e il Brent oltre 107 dollari al barile. La combinazione tra shock energetico, tensioni geopolitiche e aspettative di nuovi rialzi dei tassi sta producendo un evidente irrigidimento delle condizioni finanziarie.
L’azionario asiatico si muove con cautela in vista delle prossime decisioni della Federal Reserve, mentre in Europa i rendimenti obbligazionari raggiungono nuovi massimi pluriennali. Sul Forex aumentano le divergenze: la rupia indiana registra la peggiore seduta degli ultimi due mesi, mentre lo yen prova a rafforzarsi sulle speculazioni relative a un possibile cambiamento della politica monetaria giapponese.
In questo contesto, l’oro perde terreno: la domanda difensiva generata dalla geopolitica non riesce, almeno per il momento, a compensare la pressione esercitata dalle aspettative sui tassi americani.