I mercati finanziari internazionali aprono una nuova fase di incertezza, divisi tra i primi segnali di distensione sul fronte energetico, la persistente forza del dollaro e le preoccupazioni legate all’inflazione. Il Brent arretra dell’1,2% a 103,68 dollari al barile, dopo gli annunci favoriti da Donald Trump sulle forniture petrolifere russe, mentre i futures statunitensi rimangono sostanzialmente stabili e quelli europei avanzano dello 0,4%.
La prudenza continua tuttavia a dominare il mercato valutario. Il dollaro rimane vicino ai massimi degli ultimi 18 mesi, sostenuto dalle tensioni nel Golfo e dall’attenzione degli investitori verso i prossimi dati sull’inflazione americana. Una combinazione che continua a penalizzare l’oro, scivolato dai massimi dell’ultima settimana, nonostante il quadro geopolitico rimanga instabile.
In Asia, invece, il clima è decisamente più negativo. Il KOSPI sudcoreano perde il 3,7%, penalizzato dalle preoccupazioni sul settore dell’intelligenza artificiale e dai rendimenti obbligazionari globali elevati.