La Federal Reserve sceglie la prudenza, ma dietro l’apparente immobilismo monetario emerge un messaggio molto più duro per i mercati: l’inflazione americana non è più percepita come un problema temporaneo e il conflitto in Medio Oriente rischia di trasformarsi in un detonatore capace di mantenere elevate le pressioni sui prezzi ancora per molti trimestri.
È questo il quadro che emerge dai verbali del FOMC del 28-29 aprile 2026. La banca centrale americana mostra infatti una crescente preoccupazione per il rischio di una nuova fase inflazionistica alimentata da energia, supply chain e costi industriali.