Recap Sessione Europea: 28 Aprile 2026
28/04/2026
Le prime ore della sessione europea del 28 aprile 2026 si sono aperte con un mercato diviso tra il tentativo di recupero dell’azionario e la persistente tensione geopolitica attorno allo Stretto di Hormuz. Le borse europee, dopo un avvio contenuto e incerto, hanno progressivamente migliorato il tono, pur restando condizionate dal rialzo dell’energia e dalle ultime indicazioni sul negoziato tra Stati Uniti e Iran. Il quadro resta fragile: da un lato emergono segnali secondo cui Washington e Teheran non sarebbero così distanti come appare; dall’altro, il presidente Donald Trump viene descritto come insoddisfatto della proposta iraniana e poco incline ad accettarla nella forma attuale.
Recap Sessione Asiatica: 28 Aprile 2026
28/04/2026
La sessione asiatica del 28 aprile 2026 si è sviluppata sotto il peso di due forze dominanti: da un lato l’incertezza geopolitica legata al negoziato tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz, dall’altro il segnale più restrittivo del previsto arrivato dalla Bank of Japan. Il risultato è stato un quadro di mercato fragile, con le borse dell’area Asia-Pacifico prevalentemente in calo, il petrolio sostenuto dai timori sulla continuità delle forniture energetiche e lo yen favorito da una decisione della BoJ formalmente invariata, ma sostanzialmente più aggressiva nelle sue sfumature.
Gold & FX Setup - Mercato in attesa delle banche centrali, dollaro più incerto e prezzi inchiodati ai supporti chiave
27/04/2026
La giornata si apre con un quadro di mercato che resta complessivamente neutrale o moderatamente rialzista su base giornaliera, ma con un tono decisamente più prudente nel breve. Il portafoglio composto da oro e principali cambi mostra infatti una struttura di consolidamento, più che di estensione, dentro un contesto in cui il dollaro continua a esercitare un’influenza trasversale senza però riuscire a imporre una direzione unica a tutti gli asset. I rendimenti elevati, l’incertezza sulla Fed, i nuovi sviluppi sul fronte Iran-Stretto di Hormuz e il peso ancora vivo dell’inflazione stanno creando un ambiente in cui il mercato preferisce restare disciplinato attorno ai livelli tecnici, piuttosto che sbilanciarsi in modo netto.
Recap Sessione Europea: 27 Aprile 2026
27/04/2026
Le prime ore della sessione europea del 27 aprile 2026 si sono aperte in un clima di prudenza controllata. I mercati azionari del Vecchio Continente hanno mostrato un andamento moderatamente misto, mentre i futures statunitensi sono rimasti vicini alla parità. Il fattore dominante resta la crisi tra Stati Uniti e Iran, con lo Stretto di Hormuz al centro delle valutazioni degli investitori, delle banche centrali e dei mercati energetici.
Recap Sessione Asiatica: 27 Aprile 2026
26/04/2026
La sessione asiatica del 27 aprile 2026 si è sviluppata sotto il segno di una fragile ma evidente ricostruzione del sentiment di mercato. Dopo un avvio condizionato dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran, dalle incertezze sullo Stretto di Hormuz e dalla volatilità del petrolio, gli asset rischiosi hanno trovato sostegno nelle indiscrezioni secondo cui Teheran avrebbe comunicato a Washington, tramite intermediari, un processo negoziale articolato in tre fasi.

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Azionario

PPI USA, il mercato si gioca tutto sui dettagli: tra shock energetico e Fed narrative, dollaro e oro si preparano al verdetto
14/04/2026
14/04/2026
NFP, banche e mercato in allerta: perché il Jobs Report di oggi può scuotere dollaro
03/04/2026
03/04/2026
Petrolio, bluff diplomatico e rimbalzo mancato: i mercati
24/03/2026
24/03/2026
CPI USA in uscita domani: il “consenso” regge, ma le banche guardano soprattutto a Fed, energia e spread CPI‑PCE
10/03/2026
10/03/2026
Petrolio oltre 110 dollari: la guerra con l’Iran chiude Hormuz, soffoca l’offerta globale e riporta i mercati nell’incubo dello shock energetico
09/03/2026
09/03/2026

Federal Reserve

Warsh davanti al Senato: indipendenza promessa, ombre su Trump e una Fed già al centro della battaglia politica
21/04/2026
L’audizione di Kevin Warsh davanti alla Commissione bancaria del Senato ha messo in scena molto più di un normale passaggio istituzionale per la guida della Federal Reserve. Il confronto ha infatti fatto emergere con forza il vero nodo della sua candidatura: la capacità di convincere il Congresso, i mercati e l’opinione pubblica che, se confermato, non sarà un’estensione politica della Casa Bianca ma un presidente della Fed capace di difenderne l’autonomia in una fase in cui Donald Trump continua a esercitare una pressione pubblica sempre più esplicita sui tassi e sulla banca centrale.
Bessent detta la linea: tagli sì, ma con prudenza. E intanto spinge Warsh verso la Fed
14/04/2026
Le dichiarazioni del Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent hanno riportato al centro del dibattito il delicato equilibrio tra inflazione, politica monetaria e leadership futura della Federal Reserve. Il messaggio emerso nelle ultime ore è duplice solo in apparenza: da un lato Bessent si è detto convinto che la banca centrale dovrà tagliare i tassi, dall’altro ha chiarito che il momento non è ancora quello di agire con precipitazione. La linea proposta è quella di un approccio attendista, un “wait and see” che rinvia l’allentamento monetario ma non lo mette in discussione nella sostanza.
Fed in bilico tra inflazione e shock geopolitico: dalle minute FOMC emerge una banca centrale pronta a tutto
08/04/2026
Le minute del FOMC del 17-18 marzo 2026 mostrano una Federal Reserve ferma sui tassi solo in apparenza. La decisione di lasciare invariato il target dei Fed Funds nella forchetta 3,50%-3,75% non racconta una banca centrale serena, ma un’istituzione che si muove con estrema cautela in un contesto diventato più instabile. Il Comitato, infatti, ritiene che l’economia statunitense continui a crescere a un ritmo solido, ma riconosce allo stesso tempo che l’incertezza sul quadro macroeconomico è aumentata sensibilmente. In questo equilibrio fragile, la Fed preferisce non impegnarsi in anticipo su una direzione precisa e ribadisce che ogni prossima decisione dipenderà dai dati, dall’evoluzione dello scenario e dal bilanciamento dei rischi.
Fed, pausa con allarme sullo sfondo: tassi fermi, inflazione rivista al rialzo e incertezza geopolitica al centro della scena
18/03/2026
La Federal Reserve sceglie la continuità sul piano operativo, ma il messaggio che emerge dall’aggiornamento di marzo è tutt’altro che immobile. Il Federal Open Market Committee ha lasciato invariato il target dei Fed Funds al 3,50%-3,75%, ribadendo che l’economia statunitense continua a espandersi a un ritmo solido, mentre l’inflazione resta ancora “somewhat elevated”, cioè moderatamente elevata. A colpire, però, non è soltanto la decisione sui tassi, bensì il quadro complessivo che accompagna la scelta: la banca centrale ammette che l’incertezza sullo scenario economico resta alta e sottolinea apertamente che gli sviluppi in Medio Oriente rappresentano una variabile dai contorni ancora incerti per l’economia americana. È un passaggio importante, perché segnala una Fed che non sta solo guardando ai dati interni, ma che inserisce il rischio geopolitico tra i fattori in grado di condizionare la traiettoria futura della politica monetaria.
CPI USA, inflazione senza strappi ma con crepe interne: a febbraio i prezzi rallentano solo in apparenza
11/03/2026
L’inflazione statunitense di febbraio consegna ai mercati e alla Federal Reserve un quadro meno rumoroso di quanto temuto, ma non per questo davvero rassicurante. L’indice dei prezzi al consumo per gli urban consumers è salito dello 0,3% su base mensile destagionalizzata, dopo il +0,2% di gennaio, mentre il dato annuo si è attestato al +2,4%, invariato rispetto al mese precedente. Anche il CPI core, cioè l’indice al netto di alimentari ed energia, ha mostrato un incremento dello 0,2% nel mese e del 2,5% su base annua, anch’esso stabile rispetto a gennaio. A prima vista, il messaggio sembrerebbe quello di un’inflazione che non accelera e che resta contenuta entro un range relativamente compatibile con una traiettoria di graduale normalizzazione. Ma è proprio nella composizione del dato che emerge la vera storia del report.

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Nvidia: Il Colosso dell’AI Sfida il Mondo tra Geopolitica, Chips e Data Center
Riduzione dei dazi alla Cina: Trump rilancia, ma i mercati chiedono fatti
“Un’opportunità straordinaria”: Bessent apre alla Cina e invoca una nuova era del commercio globale
Goolsbee tra Inflazione, Dazi e Fed Indipendente: “Effetto Modesto, Ma Serve Prudenza”
Scandalo Insider Trading: Schiff Accusa Trump di Corruzione e Abusi di Potere
Trump Ruggisce al NRCC: ‘Solo io posso salvare l’America’
I dazi universali: la tassa invisibile che rischia di frenare l’economia americana. La visione di Win Thin
Trump e il Rischio Recessione: "Fase di Transizione" o Tempesta in Arrivo?
Trump infiamma il Congresso: "L’America è tornata!"

Recap Sessioni

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28 aprile 2026
Recap Sessione Europea: 28 Aprile 2026
Le prime ore della sessione europea del 28 aprile 2026 si sono aperte con un mercato diviso tra il tentativo di recupero dell’azionario e la persistente tensione geopolitica attorno allo Stretto di Hormuz. Le borse europee, dopo un avvio contenuto e incerto, hanno progressivamente migliorato il tono, pur restando condizionate dal rialzo dell’energia e dalle ultime indicazioni sul negoziato tra Stati Uniti e Iran. Il quadro resta fragile: da un lato emergono segnali secondo cui Washington e Teheran non sarebbero così distanti come appare; dall’altro, il presidente Donald Trump viene descritto come insoddisfatto della proposta iraniana e poco incline ad accettarla nella forma attuale.
28 aprile 2026
Recap Sessione Asiatica: 28 Aprile 2026
La sessione asiatica del 28 aprile 2026 si è sviluppata sotto il peso di due forze dominanti: da un lato l’incertezza geopolitica legata al negoziato tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz, dall’altro il segnale più restrittivo del previsto arrivato dalla Bank of Japan. Il risultato è stato un quadro di mercato fragile, con le borse dell’area Asia-Pacifico prevalentemente in calo, il petrolio sostenuto dai timori sulla continuità delle forniture energetiche e lo yen favorito da una decisione della BoJ formalmente invariata, ma sostanzialmente più aggressiva nelle sue sfumature.
27 aprile 2026
Recap Sessione Europea: 27 Aprile 2026
Le prime ore della sessione europea del 27 aprile 2026 si sono aperte in un clima di prudenza controllata. I mercati azionari del Vecchio Continente hanno mostrato un andamento moderatamente misto, mentre i futures statunitensi sono rimasti vicini alla parità. Il fattore dominante resta la crisi tra Stati Uniti e Iran, con lo Stretto di Hormuz al centro delle valutazioni degli investitori, delle banche centrali e dei mercati energetici.
26 aprile 2026
Recap Sessione Asiatica: 27 Aprile 2026
La sessione asiatica del 27 aprile 2026 si è sviluppata sotto il segno di una fragile ma evidente ricostruzione del sentiment di mercato. Dopo un avvio condizionato dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran, dalle incertezze sullo Stretto di Hormuz e dalla volatilità del petrolio, gli asset rischiosi hanno trovato sostegno nelle indiscrezioni secondo cui Teheran avrebbe comunicato a Washington, tramite intermediari, un processo negoziale articolato in tre fasi.
24 aprile 2026
Recap Sessione Europea: 24 Aprile 2026
Le prime ore della sessione europea del 24 aprile 2026 si sono sviluppate sotto il peso di un clima di mercato chiaramente prudente. Il sentiment negativo già emerso in Asia si è trasferito sui listini del Vecchio Continente, con gli investitori costretti a misurarsi con una combinazione particolarmente delicata: tensioni ancora vive tra Stati Uniti e Iran, fragile tregua tra Israele e Libano, petrolio in forte rialzo, aspettative d’inflazione nuovamente sotto pressione e banche centrali meno libere di ammorbidire la propria posizione.
24 aprile 2026
Recap Sessione Europea: 24 Aprile 2026
La sessione asiatica del 24 aprile 2026 si è sviluppata sotto il segno della prudenza, con il mercato costretto ancora una volta a misurarsi non soltanto con la cronaca diplomatica e militare in Medio Oriente, ma soprattutto con le implicazioni concrete che tale instabilità continua a proiettare su energia, inflazione, commercio globale e politica monetaria. Il baricentro del rischio resta il Golfo, e in particolare lo Stretto di Hormuz, dove il confronto tra Stati Uniti e Iran continua a rappresentare il vero moltiplicatore di volatilità dell’intero quadro macrofinanziario.
23 aprile 2026
Recap Sessione Europea: 23 Aprile 2026
La sessione europea del 23 aprile 2026 si è aperta sotto il segno di una tensione che non riguarda più soltanto il conflitto tra Stati Uniti e Iran, ma la possibilità che l’intero sistema dei commerci energetici globali entri in una fase di strozzatura prolungata. I mercati del continente hanno immediatamente incorporato questo rischio con un’impostazione prudente: le borse europee si sono mosse prevalentemente in calo, i futures azionari statunitensi hanno esteso le perdite e il tono generale si è fatto rapidamente difensivo, con il dollaro e la corona norvegese in sovraperformance, le materie prime energetiche sostenute e i metalli sotto pressione.
23 aprile 2026
Recap Sessione Asiatica: 23 Aprile 2026
La sessione asiatica del 23 aprile 2026 si è sviluppata sotto il peso di un equilibrio estremamente precario, in cui ogni movimento di mercato è apparso subordinato alla credibilità, sempre più incerta, della tregua legata al conflitto con l’Iran e alla tenuta della navigazione nello Stretto di Hormuz. Il quadro emerso nelle ore notturne ha restituito un mercato dominato da due forze contrapposte: da un lato il tentativo politico di mantenere aperto un canale negoziale, dall’altro la persistenza di eventi operativi e militari tali da impedire qualsiasi reale normalizzazione del premio per il rischio energetico.
22 aprile 2026
Recap Sessione Europea: 22 Aprile 2026
Le prime ore della sessione europea del 22 aprile 2026 si sono mosse in un equilibrio instabile, in cui il sollievo iniziale dei mercati ha rapidamente lasciato spazio a una cautela più marcata. Al centro di tutto resta ancora una volta il confronto tra Stati Uniti e Iran, con lo Stretto di Hormuz che continua a rappresentare il vero snodo strategico dell’intera vicenda: non solo per la sicurezza energetica globale, ma anche per le implicazioni dirette su inflazione, trasporti marittimi, rischio geopolitico e direzione degli asset finanziari.
22 aprile 2026
Recap Sessione Asiatica: 22 Aprile 2026
La sessione asiatica di oggi si è sviluppata in un clima di incertezza estrema, dominato quasi interamente dall’evoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran e dalle sue implicazioni sullo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per i flussi energetici globali. Il tono dei mercati è rimasto prudente, a tratti nervoso, mentre investitori e operatori hanno cercato di decifrare segnali profondamente contraddittori: da un lato l’estensione della tregua annunciata da Donald Trump, dall’altro il mantenimento del blocco navale, la prosecuzione delle minacce reciproche e il deterioramento del quadro negoziale.
21 aprile 2026
Recap Sessione Europea: 21 Aprile 2026
Le prime ore della sessione europea del 21 aprile 2026 si sono sviluppate in un clima di cauta instabilità, con i mercati costretti a navigare tra segnali apparentemente costruttivi sul dossier Stati Uniti-Iran e un improvviso ritorno di confusione sulla reale consistenza dei colloqui attesi a Islamabad. Il tema centrale non è stato tanto l’assenza di notizie, quanto piuttosto l’eccesso di notizie contrastanti: da una parte la narrativa di una trattativa ormai vicina a un punto di svolta, dall’altra la smentita iraniana sull’invio di qualsiasi delegazione, primaria o secondaria, nella capitale pakistana.
21 aprile 2026
Recap Sessione Asiatica: 21 Aprile 202
La sessione asiatica del 21 aprile 2026 si è sviluppata in un clima di cauta attesa, con i mercati intenti a valutare se il nuovo flusso di notizie sul dossier Iran-Stati Uniti rappresenti davvero l’inizio di una de-escalation oppure soltanto un’altra tregua narrativa destinata a scontrarsi con la realtà dei fatti. Dopo le forti tensioni degli ultimi giorni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz, il tono complessivo delle contrattazioni è apparso meno aggressivo sul fronte delle materie prime energetiche e più misurato sulle altre asset class, ma senza che ciò si traducesse in un vero recupero lineare del rischio.

Recap Settimanale

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19 aprile 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 13 - 17 Aprile 2026
La settimana finanziaria dal 13 al 17 aprile si è chiusa con un bilancio molto diverso da quello che i mercati temevano nei giorni iniziali. Il filo conduttore è stato il petrolio: nella prima parte dell’ottava gli operatori hanno continuato a prezzare il rischio di un’inflazione più ostinata e di una crescita frenata dal conflitto in Medio Oriente e dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz; nella parte finale, invece, la riapertura del traffico commerciale ha ridotto drasticamente il premio geopolitico, provocando un netto sollievo su azioni, valute cicliche e rendimenti obbligazionari. È stata quindi una settimana di forte riaggiustamento del prezzo del rischio, più che di vero miglioramento strutturale del quadro macroeconomico.
12 aprile 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 06 - 10 Aprile 2026
La settimana tra il 6 e il 10 aprile non è stata una semplice settimana di assestamento dopo gli shock di fine marzo. È stata, più precisamente, una settimana in cui i mercati hanno cercato di capire se il picco del panico energetico fosse alle spalle oppure se la tregua fosse solo una parentesi tecnica dentro un quadro ancora profondamente instabile. Il punto centrale è stato questo: non appena si è diffusa l’idea di una possibile de-escalation tra Stati Uniti e Iran, il mercato ha ridotto il premio per il rischio su petrolio, dollaro e obbligazionario; ma ogni segnale di fragilità del cessate il fuoco ha impedito un vero ritorno alla normalità. In altre parole, il sentiment è migliorato, ma non si è mai trasformato in piena fiducia.
29 marzo 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 23 - 27 Marzo 2026
La settimana dal 23 al 27 marzo si è chiusa sotto il segno di una marcata avversione al rischio, con i mercati finanziari globali travolti da una combinazione esplosiva di guerra, shock energetico, inflazione e incertezza monetaria. La chiusura dello Stretto di Hormuz, il riaccendersi del conflitto tra Israele e Iran e il timore di nuove interruzioni dell’offerta hanno spinto il petrolio bruscamente al rialzo, alimentando pressioni inflazionistiche e costringendo gli investitori a rivedere le attese sui tassi in senso più restrittivo. In questo contesto, il dollaro e l’oro hanno beneficiato dei flussi rifugio, mentre le borse hanno subito un arretramento diffuso. Letto per aree geografiche, il quadro della settimana mostra come ogni paese abbia reagito allo stesso shock globale secondo le proprie fragilità strutturali.
15 marzo 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 09 - 13 Marzo 2026
La settimana dal 9 al 13 marzo 2026 ha segnato una vera frattura nel quadro macro-finanziario globale. Quello che fino a pochi giorni prima poteva ancora essere letto come un rischio geopolitico estremo ma transitorio si è trasformato in una nuova struttura permanente dei mercati: lo shock su Hormuz, il petrolio stabilmente sopra i 100 dollari e la brusca riscrittura delle attese sui tassi hanno seppellito il racconto del “soft landing” e rimesso al centro uno scenario di stagflazione.
08 marzo 2026
Recap Settimanale dei Mercati Fianziari: 02 - 06 Marzo 2026
La settimana dal 2 al 6 marzo 2026 ha segnato un passaggio brutale nei mercati finanziari globali. L’escalation militare in Medio Oriente e la paralisi di fatto dello Stretto di Hormuz hanno innescato uno shock energetico di proporzioni sistemiche, trascinando con sé valute, azioni, obbligazioni e aspettative sui tassi. Nel finale, il crollo dei Non-Farm Payrolls statunitensi ha aggiunto un secondo colpo: non più soltanto inflazione da guerra, ma anche il concreto rischio di una frenata economica accompagnata da pressioni sui prezzi ancora elevate. Ne è emerso un quadro dominato dalla stagflazione, con effetti molto diversi da paese a paese.
01 marzo 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 23 - 27 Febbraio 2026
La settimana finanziaria conclusasi il 27 febbraio 2026 ha segnato un cambio di passo radicale per i mercati globali. I listini, le valute e le aspettative di politica monetaria hanno dovuto assorbire in rapida sequenza l’inasprimento della linea commerciale americana, un’inflazione statunitense ancora scomoda, il collasso del lender britannico MFS e, sul finale, la prospettiva di un’escalation militare in Medio Oriente destinata a riaprire marzo sotto il segno dell’avversione al rischio. Ne è uscito un quadro nel quale il tema del “higher for longer” non è scomparso, ma si è intrecciato con un premio per il rischio geopolitico e finanziario molto più elevato.
21 febbraio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 16 - 20 Febbraio 2026
La settimana è stata un concentrato di volatilità “vera”: dati macro complessi e in parte distorti, uno scontro istituzionale che ha rimesso il commercio globale in allerta, e un rischio geopolitico tornato a prezzarsi in modo aggressivo su energia e valute. Il punto di svolta è arrivato venerdì: la Corte Suprema USA ha stroncato i dazi basati su IEEPA, scatenando un iniziale sollievo “risk-on” e un sell-off momentaneo del Dollaro. Ma l’ottimismo è durato pochissimo: l’amministrazione ha reagito con una tariffa globale del 10% via Section 122 (150 giorni) e con l’avvio di azioni Section 301, riportando l’incertezza commerciale al centro del pricing.
15 febbraio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 09 - 13 Febbraio 2026
Nella settimana dal 9 al 13 febbraio i mercati hanno smesso di vivere di “rumore” e hanno iniziato a prezzare struttura: negli Stati Uniti il ritorno dei dati post-shutdown ha rimesso in asse le aspettative sui tagli Fed; in Giappone una supermaggioranza politica ha accelerato il repricing della Bank of Japan e scatenato la rivincita dello yen; nel Regno Unito la valuta ha galleggiato tra scandalo politico e crescita anemica; in Canada il rischio “esistenziale” sull’USMCA ha inciso sul premio al rischio; in Svizzera il franco ha beneficiato della combinazione classica di safe haven e flussi; nell’area euro la moneta unica è rimasta resiliente più per dinamiche globali che per spinta interna; in Australia e Nuova Zelanda il driver è stato il risk sentiment, con l’ulteriore complicazione di una RBA ancora falco.
08 febbraio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 02 - 06 Febbraio 2026
La settimana 2–6 febbraio non è stata “solo America”. È stata, piuttosto, una fotografia globale in cui ogni area ha mosso una tessera diversa: gli Stati Uniti hanno dominato la narrativa di rischio con il Dow sopra 50.000 e l’“effetto Warsh”, ma l’Europa ha imposto il tema disinflazione, il Regno Unito ha sorpreso con una Bank of England spaccata e più morbida del previsto, il Giappone ha visto uno Yen zavorrato dalla politica, la Svizzera ha funzionato da termometro “risk-off/risk-on”, mentre Australia e Nuova Zelanda hanno ballato al ritmo di tassi e commodity. In mezzo, un cambio di passo geopolitico – i colloqui in Oman descritti come “seri” e un “buon inizio” – ha agito da interruttore sul premio per il rischio a fine settimana.
01 febbraio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 26 - 30 Gennaio 2026
La settimana finanziaria del 26-30 gennaio 2026 è stata dominata da un delicato equilibrio tra segnali di distensione e nuove fonti di tensione. Da un lato, la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi fornendo stabilità ai mercati, e una potenziale crisi diplomatica tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia è rientrata grazie a un accordo dell’ultimo minuto. Dall’altro, persistono incertezze e attriti: Washington ha rilanciato la guerra commerciale con minacce di nuovi dazi, mentre l’oro ha toccato massimi storici segnalando la ricerca di rifugio da parte degli investitori. In questo contesto misto, le principali valute hanno registrato movimenti significativi – con il dollaro in indebolimento e divise rifugio come franco svizzero e yen in rafforzamento – e i mercati azionari hanno chiuso contrastati tra timori geopolitici e fiducia nella solida stagione degli utili societari.
25 gennaio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 19 - 23 Gennaio 2026
La settimana dal 19 al 23 gennaio 2026 (ridotta a quattro sessioni a Wall Street per la festività di lunedì) è stata dominata da forte volatilità sui mercati globali e da notizie geopolitiche di rilievo. Negli Stati Uniti gli indici azionari hanno chiuso leggermente in calo, dopo un avvio difficile dovuto a nuove minacce tariffarie di Washington verso l’Europa (che hanno intaccato il sentiment degli investitori) seguito però da un rimbalzo dei titoli tecnologici che ha permesso di recuperare parte delle perdite iniziali.
18 gennaio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 12 - 16 Gennaio 2026
La settimana che si è chiusa il 16 gennaio è stata un esercizio di equilibrio tra titoli politici “tossici” e fondamentali economici ostinatamente solidi. L’avvio ha avuto il sapore del “Sell America”: l’apertura di un’indagine penale del Dipartimento di Giustizia sulla spesa per le ristrutturazioni attribuite a Jerome Powell ha acceso un test senza precedenti sulla percezione di autonomia della Federal Reserve. Eppure il Dollaro ha resistito, e proprio nel finale ha ribaltato la narrativa: la realtà macro—vendite al dettaglio robuste e sussidi di disoccupazione ai minimi di quasi due anni—ha costretto il mercato a riavvolgere parte delle scommesse recessive e a ridimensionare l’idea di un pivot imminente.

Recap Speech

Pubblicato il 18/03/2026
Recap Speech Powell: 18 Marzo 2026
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 28/01/2026
Recap Speech Powell: 28 Gennaio 2026
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 10/12/2025
Recap Speech Powell: 10 Dicembre 2025
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Pubblicato il 29/10/2025
Recap Speech Powell: 29 Ottobre 2025
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Pubblicato il 17/09/2025
Recap Speech Powell: 17 Settembre 2025
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Pubblicato il 30/07/2025
Recap Speech Powell: 30 Luglio 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 18/06/2025
Recap Speech Powell: 18 Giugno 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 07/05/2025
Recap Speech Powell: 07 Maggio 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 19/03/2025
Recap Speech Powell: 19 Marzo 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 29/01/2025
Recap Speech Powell: 29 Gennaio 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 18/12/2024
Recap Speech Powell: 18 Dicembre 2024
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 08/11/2024
Recap Speech Powell: 07 Novembre 2024
Redazione Forex Gump
14 aprile 2026
PPI USA, il mercato si gioca tutto sui dettagli: tra shock energetico e Fed narrative, dollaro e oro si preparano al verdetto
Il Producer Price Index statunitense di marzo, atteso oggi 14 aprile 2026 alle 14:30 in Italia, arriva sul mercato con un peso specifico superiore a quello di una normale pubblicazione inflazionistica. Per i desk macro non è soltanto il “secondo tempo” dopo il CPI, ma soprattutto il passaggio decisivo per capire se l’ondata di rincari osservata a monte dell’economia resterà confinata nello shock energetico oppure inizierà a contaminare in modo più persistente il resto del sistema dei prezzi.
10 aprile 2026
Inflazione USA, marzo riaccende l’allarme: il balzo dell’energia spinge il CPI e cambia la qualità della corsa dei prezzi
Il dato sull’inflazione statunitense di marzo consegna un quadro molto più teso di quanto suggerirebbe una lettura superficiale del solo indice generale. Il Consumer Price Index per gli urban consumers è salito dello 0,9% su base mensile destagionalizzata, dopo il +0,3% di febbraio, mentre il tasso annuo è accelerato al 3,3% dal 2,4% precedente. È un salto netto, che interrompe il profilo più moderato visto nel mese prima e riporta al centro il tema della persistenza inflazionistica negli Stati Uniti.
26 marzo 2026
Oro travolto dal doppio shock: dollaro e petrolio affondano il metallo giallo
L’oro perde violentemente terreno e scivola sotto la soglia dei 4.400 dollari, schiacciato da una combinazione di fattori che in questa fase stanno agendo tutti nella stessa direzione: il rialzo del petrolio, il rafforzamento del dollaro e il riprezzamento di una Federal Reserve più aggressiva. Il metallo giallo, tradizionalmente associato alla ricerca di protezione nei momenti di tensione, si trova così intrappolato in una fase in cui il mercato preferisce premiare il biglietto verde e i rendimenti americani, mentre il rincaro dell’energia riaccende le paure inflazionistiche.
25 marzo 2026
Oro tra panico, ricoperture e zone di liquidità: XAU/USD riscrive il quadro in 48 ore
Nelle ultime 48 ore XAU/USD ha offerto una delle sequenze più istruttive delle ultime settimane, disegnando una struttura di prezzo che, letta con lente istituzionale, parla chiaramente di shock, liquidazione e successiva ricopertura. Il movimento non è stato lineare, né tantomeno puramente tecnico: al contrario, si è sviluppato all’incrocio tra tensioni geopolitiche, repricing del dollaro, variazioni del petrolio e una microstruttura intraday che sui timeframe M5 e M15 ha messo in evidenza il ruolo dominante dei livelli chiave istituzionali.
19 marzo 2026
Oro sotto assedio: il conflitto incrina il “trade affollato” e fa crollare il metallo sotto quota 4.600
L’oro sta attraversando una fase di forte debolezza proprio mentre il contesto internazionale resta carico di tensioni. È questo il paradosso che emerge dal movimento delle ultime sedute: un asset tradizionalmente percepito come bene rifugio non sta riuscendo a capitalizzare il rischio geopolitico, ma anzi continua a correggere. Il metallo è sceso sotto quota 4.600 dollari l’oncia, toccando nuovi minimi di diverse settimane e infilando una lunga sequenza negativa, mentre il dollaro recupera marginalmente terreno e i rendimenti dei Treasury statunitensi, soprattutto sul tratto breve, tornano a salire.
18 marzo 2026
Fed, pausa con allarme sullo sfondo: tassi fermi, inflazione rivista al rialzo e incertezza geopolitica al centro della scena
La Federal Reserve sceglie la continuità sul piano operativo, ma il messaggio che emerge dall’aggiornamento di marzo è tutt’altro che immobile. Il Federal Open Market Committee ha lasciato invariato il target dei Fed Funds al 3,50%-3,75%, ribadendo che l’economia statunitense continua a espandersi a un ritmo solido, mentre l’inflazione resta ancora “somewhat elevated”, cioè moderatamente elevata. A colpire, però, non è soltanto la decisione sui tassi, bensì il quadro complessivo che accompagna la scelta: la banca centrale ammette che l’incertezza sullo scenario economico resta alta e sottolinea apertamente che gli sviluppi in Medio Oriente rappresentano una variabile dai contorni ancora incerti per l’economia americana. È un passaggio importante, perché segnala una Fed che non sta solo guardando ai dati interni, ma che inserisce il rischio geopolitico tra i fattori in grado di condizionare la traiettoria futura della politica monetaria.
10 marzo 2026
CPI USA in uscita domani: il “consenso” regge, ma le banche guardano soprattutto a Fed, energia e spread CPI‑PCE
Il dato sull’inflazione americana di febbraio, in uscita domani 11 marzo e arriva in un momento particolarmente delicato per i mercati. Non si tratta soltanto di una pubblicazione macro di primo piano, ma di un passaggio che cade a ridosso della riunione FOMC del 17-18 marzo e in un contesto in cui gli operatori stanno leggendo l’inflazione come un indicatore di transizione: utile per capire dove si trovava l’economia statunitense prima che lo shock energetico e geopolitico più recente iniziasse a propagarsi con maggiore intensità, ma forse meno definitivo per spiegare la traiettoria dei prezzi dei prossimi mesi.
10 marzo 2026
Oro, la tregua percepita in Iran rilancia il metallo giallo: per Commerzbank il sostegno di fondo resta intatto
Il prezzo dell’oro torna a recuperare terreno, spinto da un improvviso alleggerimento delle tensioni sui tassi dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato intendere una possibile conclusione imminente della guerra in Iran. Secondo l’analisi di Commerzbank, il rimbalzo del metallo prezioso si spiega soprattutto con il ridimensionamento dei timori di un irrigidimento monetario legato al rincaro dell’energia, in un contesto in cui il mercato del lavoro americano appare più debole e la Federal Reserve resta esposta a una forte pressione politica affinché proceda con tagli dei tassi. È proprio questa combinazione, tra minori paure di una stretta e persistente fragilità macroeconomica, a mantenere ben sostenute le prospettive dell’oro nel medio termine.
06 marzo 2026
Lavoro USA, febbraio in frenata: payroll in calo, disoccupazione stabile e segnali di raffreddamento sotto la superficie
Il mercato del lavoro statunitense si presenta all’appuntamento di marzo con un volto molto meno solido di quanto il solo tasso di disoccupazione potrebbe far pensare. A febbraio l’occupazione non agricola registra infatti una contrazione di 92 mila unità, mentre il tasso di disoccupazione resta sostanzialmente fermo al 4,4%. In apparenza il quadro potrebbe sembrare quello di un rallentamento contenuto, quasi di una semplice pausa dopo mesi di crescita irregolare. In realtà, osservando il dato nella sua interezza, emerge una fotografia più fragile: la tenuta della disoccupazione non basta a nascondere l’indebolimento della dinamica occupazionale, né a cancellare i segnali di raffreddamento che si stanno accumulando sotto la superficie.
02 marzo 2026
Guerra aperta in Medio Oriente: Trump alza la posta, i mercati tremano e il conflitto con l’Iran entra in una fase senza ritorno
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran è entrato in una nuova e più pericolosa fase, trasformandosi in una guerra regionale dai contorni sempre più estesi, dagli esiti ancora indefiniti e dagli effetti già tangibili su energia, trasporti, mercati finanziari e stabilità geopolitica. Nel terzo giorno delle operazioni militari, Washington ha chiarito che la campagna non si esaurirà in un’azione rapida e simbolica, mentre Teheran continua a rispondere colpendo obiettivi in tutto il Medio Oriente, inclusi Paesi del Golfo formalmente non coinvolti nell’attacco iniziale.
01 marzo 2026
Medio Oriente in Fiamme: Oro, Petrolio e Wall Street Verso un Lunedì di Fuoco
Il Medio Oriente torna al centro della scena globale e, come spesso accade, la reazione dei mercati finanziari è immediata, istintiva e profondamente legata alla percezione del rischio più che ai fatti già accertati. Cosa succedera' all'apertura? Analizziamo passo per passo.
28 febbraio 2026
Pioggia di fuoco sul Medio Oriente: gli Stati Uniti entrano in guerra contro l’Iran e i mercati si preparano allo shock
Le tensioni che per settimane avevano incendiato il dossier nucleare iraniano sono esplose nella loro forma più brutale: l’apertura di vere e proprie “major combat operations” statunitensi contro l’Iran. La conferma è arrivata direttamente dal presidente Donald Trump, che ha annunciato l’avvio delle operazioni militari con l’obiettivo dichiarato di “difendere il popolo americano” ed eliminare quelle che la Casa Bianca considera minacce imminenti provenienti dal regime iraniano. È un salto di scala che cambia radicalmente il quadro geopolitico, perché trasforma una crisi regionale fatta di pressione diplomatica, deterrenza militare e raid mirati in uno scontro diretto con il rischio concreto di un effetto domino su sicurezza, energia, traffico aereo e mercati globali.

Insider News

PPI USA, il mercato si gioca tutto sui dettagli: tra shock energetico e Fed narrative, dollaro e oro si preparano al verdetto
14/04/2026
Il Producer Price Index statunitense di marzo, atteso oggi 14 aprile 2026 alle 14:30 in Italia, arriva sul mercato con un peso specifico superiore a quello di una normale pubblicazione inflazionistica. Per i desk macro non è soltanto il “secondo tempo” dopo il CPI, ma soprattutto il passaggio decisivo per capire se l’ondata di rincari osservata a monte dell’economia resterà confinata nello shock energetico oppure inizierà a contaminare in modo più persistente il resto del sistema dei prezzi.
CPI USA del 10 aprile 2026: headline e core, confronto con attese bancarie e scenario Fed tra shock energetico e mercato del lavoro
10/04/2026
Il dato CPI di marzo negli Stati Uniti, pubblicato il 10 aprile 2026, rappresenta il punto di snodo per comprendere se l’attuale accelerazione inflattiva sia un fenomeno temporaneo e confinato all’energia oppure l’inizio di una nuova fase più insidiosa, caratterizzata da contaminazione del core. Il consenso raccolto da Reuters converge su un quadro chiaro: headline in forte accelerazione (circa +0,9% m/m e +3,3% a/a) e core più contenuto (+0,3% m/m e circa +2,7% a/a).
NFP, banche e mercato in allerta: perché il Jobs Report di oggi può scuotere dollaro
03/04/2026
Il mercato arriva al Non Farm Payrolls di marzo 2026 con un misto di attesa e nervosismo. Il report “Employment Situation” del Bureau of Labor Statistics è atteso oggi, venerdì 3 aprile, alle 08:30 ET, cioè alle 14:30 ora di Roma, e si presenta come uno snodo cruciale non solo per misurare lo stato del mercato del lavoro americano, ma soprattutto per capire come Wall Street e il mercato valutario possano riprezzare il sentiero della Federal Reserve nelle prossime settimane.
CPI USA in uscita domani: il “consenso” regge, ma le banche guardano soprattutto a Fed, energia e spread CPI‑PCE
10/03/2026
Il dato sull’inflazione americana di febbraio, in uscita domani 11 marzo e arriva in un momento particolarmente delicato per i mercati. Non si tratta soltanto di una pubblicazione macro di primo piano, ma di un passaggio che cade a ridosso della riunione FOMC del 17-18 marzo e in un contesto in cui gli operatori stanno leggendo l’inflazione come un indicatore di transizione: utile per capire dove si trovava l’economia statunitense prima che lo shock energetico e geopolitico più recente iniziasse a propagarsi con maggiore intensità, ma forse meno definitivo per spiegare la traiettoria dei prezzi dei prossimi mesi.
Oro, la tregua percepita in Iran rilancia il metallo giallo: per Commerzbank il sostegno di fondo resta intatto
10/03/2026
Il prezzo dell’oro torna a recuperare terreno, spinto da un improvviso alleggerimento delle tensioni sui tassi dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato intendere una possibile conclusione imminente della guerra in Iran. Secondo l’analisi di Commerzbank, il rimbalzo del metallo prezioso si spiega soprattutto con il ridimensionamento dei timori di un irrigidimento monetario legato al rincaro dell’energia, in un contesto in cui il mercato del lavoro americano appare più debole e la Federal Reserve resta esposta a una forte pressione politica affinché proceda con tagli dei tassi. È proprio questa combinazione, tra minori paure di una stretta e persistente fragilità macroeconomica, a mantenere ben sostenute le prospettive dell’oro nel medio termine.

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