Recap Sessione Europea: 20 Marzo 2025
20/03/2026
Le prime ore della sessione europea hanno mostrato con chiarezza quanto il tentativo di rimbalzo dei mercati resti fragile e condizionato da un contesto macro-finanziario ancora estremamente instabile. Dopo un avvio in territorio positivo, le borse del continente hanno rapidamente perso slancio, schiacciate dal nuovo rialzo del petrolio e da una lettura sempre più prudente delle ultime mosse delle banche centrali europee. Il rimbalzo, insomma, è apparso fin da subito più tecnico che sostanziale, incapace di trasformarsi in una vera ricostruzione della fiducia.
Recap Sessione Asiatica: 20 Marzo 2026
20/03/2026
La sessione asiatica di oggi si è sviluppata in un clima di cautela diffusa, dominato ancora una volta dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dalle oscillazioni del petrolio e dall’effetto cumulato delle ultime decisioni delle principali banche centrali. I listini dell’area Asia-Pacifico hanno mostrato un’impostazione perlopiù debole, ma senza una vera accelerazione ribassista, segno di un mercato che continua a muoversi con prudenza, cercando di assorbire una quantità eccezionale di fattori di rischio senza però cedere al panico.
Oro sotto assedio: il conflitto incrina il “trade affollato” e fa crollare il metallo sotto quota 4.600
19/03/2026
L’oro sta attraversando una fase di forte debolezza proprio mentre il contesto internazionale resta carico di tensioni. È questo il paradosso che emerge dal movimento delle ultime sedute: un asset tradizionalmente percepito come bene rifugio non sta riuscendo a capitalizzare il rischio geopolitico, ma anzi continua a correggere. Il metallo è sceso sotto quota 4.600 dollari l’oncia, toccando nuovi minimi di diverse settimane e infilando una lunga sequenza negativa, mentre il dollaro recupera marginalmente terreno e i rendimenti dei Treasury statunitensi, soprattutto sul tratto breve, tornano a salire.
Jobless claims, il lavoro USA tiene la linea: calano le richieste iniziali, ma il quadro resta da leggere con cautela
19/03/2026
Le nuove richieste settimanali di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti hanno mostrato un nuovo arretramento, offrendo un segnale di tenuta del mercato del lavoro americano. Nella settimana conclusa il 14 marzo, le initial claims destagionalizzate sono scese a 205.000 unità, in calo di 8.000 rispetto alle 213.000 della settimana precedente. Anche la media mobile a quattro settimane, parametro più utile per filtrare la volatilità settimanale, è diminuita a 210.750 da 211.500. Si tratta di numeri che, nel complesso, continuano a collocarsi su livelli storicamente compatibili con un mercato del lavoro ancora ordinato, lontano da una dinamica di deterioramento rapido.
Recap Sessione Europea: 19 Marzo 2026
19/03/2026
Le prime ore della sessione europea si sono aperte con una brusca ondata di vendite, in un mercato travolto dall’inasprimento del conflitto tra Israele e Iran e dalle sue ricadute sempre più evidenti sul fronte energetico. L’Europa ha immediatamente prezzato un peggioramento del quadro macro-finanziario, con lo Stoxx 600 in calo di oltre il 2% e tutte le principali piazze continentali in territorio negativo. A Londra il FTSE 100 ha ceduto l’1,95%, a Francoforte il DAX il 2,38%, a Parigi il CAC 40 l’1,76%, a Milano il FTSE MIB il 2,16% e a Madrid l’IBEX 35 il 2,09%.

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Azionario

CPI USA in uscita domani: il “consenso” regge, ma le banche guardano soprattutto a Fed, energia e spread CPI‑PCE
10/03/2026
10/03/2026
Petrolio oltre 110 dollari: la guerra con l’Iran chiude Hormuz, soffoca l’offerta globale e riporta i mercati nell’incubo dello shock energetico
09/03/2026
09/03/2026
Recap Sessione Asiatica: 09 Marzo 2026
09/03/2026
09/03/2026
Guerra aperta in Medio Oriente: Trump alza la posta, i mercati tremano e il conflitto con l’Iran entra in una fase senza ritorno
02/03/2026
02/03/2026
La sentenza che abbatte i dazi non scioglie la nebbia: il dollaro arretra, l’incertezza resta sovrana
23/02/2026
23/02/2026

Federal Reserve

Fed, pausa con allarme sullo sfondo: tassi fermi, inflazione rivista al rialzo e incertezza geopolitica al centro della scena
18/03/2026
La Federal Reserve sceglie la continuità sul piano operativo, ma il messaggio che emerge dall’aggiornamento di marzo è tutt’altro che immobile. Il Federal Open Market Committee ha lasciato invariato il target dei Fed Funds al 3,50%-3,75%, ribadendo che l’economia statunitense continua a espandersi a un ritmo solido, mentre l’inflazione resta ancora “somewhat elevated”, cioè moderatamente elevata. A colpire, però, non è soltanto la decisione sui tassi, bensì il quadro complessivo che accompagna la scelta: la banca centrale ammette che l’incertezza sullo scenario economico resta alta e sottolinea apertamente che gli sviluppi in Medio Oriente rappresentano una variabile dai contorni ancora incerti per l’economia americana. È un passaggio importante, perché segnala una Fed che non sta solo guardando ai dati interni, ma che inserisce il rischio geopolitico tra i fattori in grado di condizionare la traiettoria futura della politica monetaria.
CPI USA, inflazione senza strappi ma con crepe interne: a febbraio i prezzi rallentano solo in apparenza
11/03/2026
L’inflazione statunitense di febbraio consegna ai mercati e alla Federal Reserve un quadro meno rumoroso di quanto temuto, ma non per questo davvero rassicurante. L’indice dei prezzi al consumo per gli urban consumers è salito dello 0,3% su base mensile destagionalizzata, dopo il +0,2% di gennaio, mentre il dato annuo si è attestato al +2,4%, invariato rispetto al mese precedente. Anche il CPI core, cioè l’indice al netto di alimentari ed energia, ha mostrato un incremento dello 0,2% nel mese e del 2,5% su base annua, anch’esso stabile rispetto a gennaio. A prima vista, il messaggio sembrerebbe quello di un’inflazione che non accelera e che resta contenuta entro un range relativamente compatibile con una traiettoria di graduale normalizzazione. Ma è proprio nella composizione del dato che emerge la vera storia del report.
CPI USA in uscita domani: il “consenso” regge, ma le banche guardano soprattutto a Fed, energia e spread CPI‑PCE
10/03/2026
Il dato sull’inflazione americana di febbraio, in uscita domani 11 marzo e arriva in un momento particolarmente delicato per i mercati. Non si tratta soltanto di una pubblicazione macro di primo piano, ma di un passaggio che cade a ridosso della riunione FOMC del 17-18 marzo e in un contesto in cui gli operatori stanno leggendo l’inflazione come un indicatore di transizione: utile per capire dove si trovava l’economia statunitense prima che lo shock energetico e geopolitico più recente iniziasse a propagarsi con maggiore intensità, ma forse meno definitivo per spiegare la traiettoria dei prezzi dei prossimi mesi.
Oro, la tregua percepita in Iran rilancia il metallo giallo: per Commerzbank il sostegno di fondo resta intatto
10/03/2026
Il prezzo dell’oro torna a recuperare terreno, spinto da un improvviso alleggerimento delle tensioni sui tassi dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato intendere una possibile conclusione imminente della guerra in Iran. Secondo l’analisi di Commerzbank, il rimbalzo del metallo prezioso si spiega soprattutto con il ridimensionamento dei timori di un irrigidimento monetario legato al rincaro dell’energia, in un contesto in cui il mercato del lavoro americano appare più debole e la Federal Reserve resta esposta a una forte pressione politica affinché proceda con tagli dei tassi. È proprio questa combinazione, tra minori paure di una stretta e persistente fragilità macroeconomica, a mantenere ben sostenute le prospettive dell’oro nel medio termine.
La Fed guarda a Teheran: la guerra con l’Iran complica il sentiero dei tagli e riaccende il nodo inflazione
09/03/2026
La guerra con l’Iran sta entrando con forza nel radar della Federal Reserve, non come semplice variabile geopolitica esterna, ma come possibile fattore capace di alterare il profilo dell’inflazione americana e di aumentare ulteriormente l’incertezza sul quadro economico. È questo il messaggio emerso dalle ultime dichiarazioni di diversi esponenti della banca centrale statunitense, mentre il balzo del petrolio e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz costringono i policymaker a interrogarsi su un punto cruciale: se lo shock energetico resterà temporaneo, la Fed potrà continuare a guardare oltre; se invece dovesse protrarsi, il calendario di eventuali tagli dei tassi rischierebbe di slittare più avanti nel corso dell’anno.

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Recap Sessioni

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20 marzo 2026
Recap Sessione Europea: 20 Marzo 2025
Le prime ore della sessione europea hanno mostrato con chiarezza quanto il tentativo di rimbalzo dei mercati resti fragile e condizionato da un contesto macro-finanziario ancora estremamente instabile. Dopo un avvio in territorio positivo, le borse del continente hanno rapidamente perso slancio, schiacciate dal nuovo rialzo del petrolio e da una lettura sempre più prudente delle ultime mosse delle banche centrali europee. Il rimbalzo, insomma, è apparso fin da subito più tecnico che sostanziale, incapace di trasformarsi in una vera ricostruzione della fiducia.
20 marzo 2026
Recap Sessione Asiatica: 20 Marzo 2026
La sessione asiatica di oggi si è sviluppata in un clima di cautela diffusa, dominato ancora una volta dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dalle oscillazioni del petrolio e dall’effetto cumulato delle ultime decisioni delle principali banche centrali. I listini dell’area Asia-Pacifico hanno mostrato un’impostazione perlopiù debole, ma senza una vera accelerazione ribassista, segno di un mercato che continua a muoversi con prudenza, cercando di assorbire una quantità eccezionale di fattori di rischio senza però cedere al panico.
19 marzo 2026
Recap Sessione Europea: 19 Marzo 2026
Le prime ore della sessione europea si sono aperte con una brusca ondata di vendite, in un mercato travolto dall’inasprimento del conflitto tra Israele e Iran e dalle sue ricadute sempre più evidenti sul fronte energetico. L’Europa ha immediatamente prezzato un peggioramento del quadro macro-finanziario, con lo Stoxx 600 in calo di oltre il 2% e tutte le principali piazze continentali in territorio negativo. A Londra il FTSE 100 ha ceduto l’1,95%, a Francoforte il DAX il 2,38%, a Parigi il CAC 40 l’1,76%, a Milano il FTSE MIB il 2,16% e a Madrid l’IBEX 35 il 2,09%.
19 marzo 2026
Recap Sessione Asiatica: 19 Marzo 2026
La sessione asiatica si è sviluppata in un clima di forte avversione al rischio, con i mercati costretti a digerire contemporaneamente l’inasprimento del conflitto in Medio Oriente e una svolta comunicativa più rigida da parte delle banche centrali. Il tema dominante non è stato soltanto geopolitico, ma pienamente macrofinanziario: l’attacco alle infrastrutture energetiche tra Iran e area del Golfo ha rimesso al centro il rischio di uno shock sull’offerta, mentre Federal Reserve e Bank of Japan hanno confermato che il controllo dell’inflazione resta prioritario anche in un contesto globale sempre più fragile.
18 marzo 2026
Recap Sessione Europea: 18 Marzo 2026
Le prime ore della sessione europea si sono aperte con un tono complessivamente costruttivo per gli asset di rischio, ma dentro una cornice geopolitica che resta estremamente instabile. I listini del Vecchio Continente hanno imboccato la via del rialzo, sostenuti da un parziale alleggerimento della pressione energetica e dal buon passaggio di consegne dall’Asia, mentre i mercati globali si sono avvicinati in modalità attendista al principale appuntamento della giornata: la decisione della Federal Reserve.
18 marzo 2026
Recap Sessione Asiatica: 18 Marzo 2026
La sessione asiatica si è sviluppata in un contesto ancora dominato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran, ma con mercati finanziari capaci, almeno nelle prime ore, di assorbire il flastuono geopolitico senza scivolare apertamente in modalità panic selling. L’intonazione complessiva della regione è stata infatti perlopiù positiva: le piazze azionarie Asia-Pacifico hanno seguito il passaggio di consegne favorevole di Wall Street e hanno beneficiato dell’arretramento del petrolio, mentre gli operatori hanno iniziato a spostare progressivamente il baricentro dell’attenzione verso il fitto calendario di banche centrali, con il FOMC atteso più tardi in giornata come principale catalizzatore macro.
17 marzo 2026
Recap Sessione Europea: 17 Marzo 2026
Le prime ore della sessione europea di oggi si sono mosse in un contesto ancora dominato dalla geopolitica, con il conflitto Iran-Israele che continua a tenere il petrolio al centro della scena e a condizionare azionario, valute e obbligazionario. Il tono di fondo resta prudente: i mercati europei provano a salire, ma senza una direzione pienamente convincente, mentre gli operatori continuano a reagire soprattutto alle oscillazioni del greggio e alle notizie provenienti dal Medio Oriente.
17 marzo 2026
Recap Sessione Asiatica: 17 Marzo 2026
La sessione asiatica del 17 marzo 2026 si è mossa in un contesto di forte incertezza, con i mercati sospesi tra i segnali contraddittori provenienti dal fronte iraniano, l’andamento del petrolio e l’avvio di una settimana cruciale per le banche centrali. Il tono iniziale era stato sostenuto dall’impostazione positiva di Wall Street, ma nel corso della notte il rimbalzo del greggio e l’assenza di una vera distensione geopolitica hanno riportato cautela sui listini e sui cambi.
16 marzo 2026
Recap Sessione Europea: 16 Marzo 2026
Le prime ore della sessione europea di oggi si sono aperte sotto il segno di una cauta instabilità, con i mercati del continente costretti ancora una volta a muoversi all’ombra del conflitto in Medio Oriente e del rischio crescente legato allo Stretto di Hormuz. Il quadro resta dominato da un mix delicatissimo di tensione geopolitica, prezzi energetici elevati e attesa per una settimana che si preannuncia cruciale sul fronte delle banche centrali. Ne emerge un’Europa divisa, con listini misti, valute che provano a recuperare terreno contro un dollaro in lieve pausa e un mercato obbligazionario che resta compresso in attesa di nuovi segnali.
16 marzo 2026
Recap Sessione Asiatica: 16 Marzo 2026
La sessione asiatica di oggi si è aperta in un clima di forte cautela, con gli operatori costretti a muoversi tra il peso di un nuovo fine settimana di escalation geopolitica, la volatilità del petrolio e l’avvicinarsi di una delle settimane più dense di decisioni da parte delle banche centrali globali. Il risultato è stato un avvio prudente, segnato da listini perlopiù in calo nella regione Asia-Pacifico, da un sentiment ancora fragile e da un mercato che continua a prezzare non solo il rischio bellico, ma anche la possibilità che la crisi nello Stretto di Hormuz si trasformi in un problema strutturale per commercio, energia e politica monetaria.
13 marzo 2026
Recap Sessione Europea: 13 Marzo 2026
Le prime ore della sessione europea si sono aperte all’insegna della prudenza, con i principali listini del continente in calo mentre il mercato continua a valutare le conseguenze economiche e finanziarie del conflitto in Medio Oriente. A pesare è soprattutto la tenuta del petrolio sopra i 100 dollari al barile, un livello che mantiene alta la tensione sui mercati e alimenta i timori per la crescita.
13 marzo 2026
Recap Sessione Asiatica: 13 Marzo 2026
La sessione asiatica si è mossa in un clima di prudenza diffusa, con gli operatori costretti a navigare tra l’impennata dei prezzi energetici, il deterioramento del quadro geopolitico in Medio Oriente e il ritorno di timori inflazionistici che stanno rapidamente modificando la lettura dei mercati globali. L’Asia non ha assistito a un vero e proprio crollo generalizzato, ma il tono dominante è stato quello della cautela: listini per lo più fiacchi, scambi selettivi, rimbalzi poco convinti e un sentiment che resta ostaggio di un’incertezza strategica sempre più ampia.

Recap Settimanale

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15 marzo 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 09 - 13 Marzo 2026
La settimana dal 9 al 13 marzo 2026 ha segnato una vera frattura nel quadro macro-finanziario globale. Quello che fino a pochi giorni prima poteva ancora essere letto come un rischio geopolitico estremo ma transitorio si è trasformato in una nuova struttura permanente dei mercati: lo shock su Hormuz, il petrolio stabilmente sopra i 100 dollari e la brusca riscrittura delle attese sui tassi hanno seppellito il racconto del “soft landing” e rimesso al centro uno scenario di stagflazione.
08 marzo 2026
Recap Settimanale dei Mercati Fianziari: 02 - 06 Marzo 2026
La settimana dal 2 al 6 marzo 2026 ha segnato un passaggio brutale nei mercati finanziari globali. L’escalation militare in Medio Oriente e la paralisi di fatto dello Stretto di Hormuz hanno innescato uno shock energetico di proporzioni sistemiche, trascinando con sé valute, azioni, obbligazioni e aspettative sui tassi. Nel finale, il crollo dei Non-Farm Payrolls statunitensi ha aggiunto un secondo colpo: non più soltanto inflazione da guerra, ma anche il concreto rischio di una frenata economica accompagnata da pressioni sui prezzi ancora elevate. Ne è emerso un quadro dominato dalla stagflazione, con effetti molto diversi da paese a paese.
01 marzo 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 23 - 27 Febbraio 2026
La settimana finanziaria conclusasi il 27 febbraio 2026 ha segnato un cambio di passo radicale per i mercati globali. I listini, le valute e le aspettative di politica monetaria hanno dovuto assorbire in rapida sequenza l’inasprimento della linea commerciale americana, un’inflazione statunitense ancora scomoda, il collasso del lender britannico MFS e, sul finale, la prospettiva di un’escalation militare in Medio Oriente destinata a riaprire marzo sotto il segno dell’avversione al rischio. Ne è uscito un quadro nel quale il tema del “higher for longer” non è scomparso, ma si è intrecciato con un premio per il rischio geopolitico e finanziario molto più elevato.
21 febbraio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 16 - 20 Febbraio 2026
La settimana è stata un concentrato di volatilità “vera”: dati macro complessi e in parte distorti, uno scontro istituzionale che ha rimesso il commercio globale in allerta, e un rischio geopolitico tornato a prezzarsi in modo aggressivo su energia e valute. Il punto di svolta è arrivato venerdì: la Corte Suprema USA ha stroncato i dazi basati su IEEPA, scatenando un iniziale sollievo “risk-on” e un sell-off momentaneo del Dollaro. Ma l’ottimismo è durato pochissimo: l’amministrazione ha reagito con una tariffa globale del 10% via Section 122 (150 giorni) e con l’avvio di azioni Section 301, riportando l’incertezza commerciale al centro del pricing.
15 febbraio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 09 - 13 Febbraio 2026
Nella settimana dal 9 al 13 febbraio i mercati hanno smesso di vivere di “rumore” e hanno iniziato a prezzare struttura: negli Stati Uniti il ritorno dei dati post-shutdown ha rimesso in asse le aspettative sui tagli Fed; in Giappone una supermaggioranza politica ha accelerato il repricing della Bank of Japan e scatenato la rivincita dello yen; nel Regno Unito la valuta ha galleggiato tra scandalo politico e crescita anemica; in Canada il rischio “esistenziale” sull’USMCA ha inciso sul premio al rischio; in Svizzera il franco ha beneficiato della combinazione classica di safe haven e flussi; nell’area euro la moneta unica è rimasta resiliente più per dinamiche globali che per spinta interna; in Australia e Nuova Zelanda il driver è stato il risk sentiment, con l’ulteriore complicazione di una RBA ancora falco.
08 febbraio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 02 - 06 Febbraio 2026
La settimana 2–6 febbraio non è stata “solo America”. È stata, piuttosto, una fotografia globale in cui ogni area ha mosso una tessera diversa: gli Stati Uniti hanno dominato la narrativa di rischio con il Dow sopra 50.000 e l’“effetto Warsh”, ma l’Europa ha imposto il tema disinflazione, il Regno Unito ha sorpreso con una Bank of England spaccata e più morbida del previsto, il Giappone ha visto uno Yen zavorrato dalla politica, la Svizzera ha funzionato da termometro “risk-off/risk-on”, mentre Australia e Nuova Zelanda hanno ballato al ritmo di tassi e commodity. In mezzo, un cambio di passo geopolitico – i colloqui in Oman descritti come “seri” e un “buon inizio” – ha agito da interruttore sul premio per il rischio a fine settimana.
01 febbraio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 26 - 30 Gennaio 2026
La settimana finanziaria del 26-30 gennaio 2026 è stata dominata da un delicato equilibrio tra segnali di distensione e nuove fonti di tensione. Da un lato, la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi fornendo stabilità ai mercati, e una potenziale crisi diplomatica tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia è rientrata grazie a un accordo dell’ultimo minuto. Dall’altro, persistono incertezze e attriti: Washington ha rilanciato la guerra commerciale con minacce di nuovi dazi, mentre l’oro ha toccato massimi storici segnalando la ricerca di rifugio da parte degli investitori. In questo contesto misto, le principali valute hanno registrato movimenti significativi – con il dollaro in indebolimento e divise rifugio come franco svizzero e yen in rafforzamento – e i mercati azionari hanno chiuso contrastati tra timori geopolitici e fiducia nella solida stagione degli utili societari.
25 gennaio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 19 - 23 Gennaio 2026
La settimana dal 19 al 23 gennaio 2026 (ridotta a quattro sessioni a Wall Street per la festività di lunedì) è stata dominata da forte volatilità sui mercati globali e da notizie geopolitiche di rilievo. Negli Stati Uniti gli indici azionari hanno chiuso leggermente in calo, dopo un avvio difficile dovuto a nuove minacce tariffarie di Washington verso l’Europa (che hanno intaccato il sentiment degli investitori) seguito però da un rimbalzo dei titoli tecnologici che ha permesso di recuperare parte delle perdite iniziali.
18 gennaio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 12 - 16 Gennaio 2026
La settimana che si è chiusa il 16 gennaio è stata un esercizio di equilibrio tra titoli politici “tossici” e fondamentali economici ostinatamente solidi. L’avvio ha avuto il sapore del “Sell America”: l’apertura di un’indagine penale del Dipartimento di Giustizia sulla spesa per le ristrutturazioni attribuite a Jerome Powell ha acceso un test senza precedenti sulla percezione di autonomia della Federal Reserve. Eppure il Dollaro ha resistito, e proprio nel finale ha ribaltato la narrativa: la realtà macro—vendite al dettaglio robuste e sussidi di disoccupazione ai minimi di quasi due anni—ha costretto il mercato a riavvolgere parte delle scommesse recessive e a ridimensionare l’idea di un pivot imminente.
11 gennaio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 05 - 09 Gennaio 2026
La prima settimana del 2026 (5-9 gennaio) ha visto i mercati finanziari mondiali partire con il piede giusto nonostante shock geopolitici e segnali economici misti. In un clima da risk-on, gli indici azionari hanno toccato nuovi massimi, spinti dall’ottimismo su inflazione e tassi, mentre gli operatori hanno mostrato notevole resilienza di fronte a eventi clamorosi come l’operazione militare statunitense in Venezuela. I trader, infatti, hanno rapidamente spostato l’attenzione dal dramma politico ai fondamentali macro, in vista di dati cruciali come i PMI di servizi e soprattutto il rapporto sull’occupazione USA di venerdì. Ne è emerso un braccio di ferro tra due narrative opposte: da un lato le tensioni globali (dall’America Latina fino all’Artico), dall’altro i “freddi numeri” economici – con i secondi che hanno finito per guidare il sentiment. Di seguito ripercorriamo i fatti salienti della settimana nei principali Paesi, includendo i dati macro…
21 dicembre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 15 - 19 Dicembre 2025
L’ultima settimana completa di contrattazioni del 2025 (15-19 dicembre) ha riservato ai mercati finanziari un finale d’anno movimentato e denso di notizie. Dagli Stati Uniti all’Asia, inflazione in calo e decisioni sui tassi d’interesse hanno dettato il sentiment degli investitori, alimentando oscillazioni marcate su azioni, obbligazioni e valute. Molte piazze azionarie hanno iniziato la settimana in ribasso, zavorrate dai timori per le valutazioni tecnologiche e dal clima pre-festivo prudente, per poi rimbalzare con vigore dopo dati sull’inflazione più benigni del previsto. Nel frattempo, le banche centrali delle principali economie hanno offerto indicazioni contrastanti: negli USA e in Europa prevale una linea accomodante di fronte al rallentamento dei prezzi, mentre in Giappone si registra una storica stretta monetaria. In questo contesto, il dollaro ha oscillato contro le altre valute chiave, mantenendosi solido soprattutto verso…
14 dicembre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 08 - 12 Dicembre 2025
Negli Stati Uniti la settimana è stata dominata dalla riunione della Federal Reserve, che mercoledì 10 dicembre ha annunciato un taglio dei tassi di 25 punti base come ampiamente previsto. Il target dei Fed Funds è sceso così a un intervallo 3,50%–3,75%, con un voto FOMC insolitamente diviso (9 favorevoli e 3 contrari). Più del dato in sé, a incidere sui mercati è stato il tono accomodante del presidente Jerome Powell, che ha attribuito l’inflazione in eccesso soprattutto ai dazi (definendone l’impatto “transitorio”). Questo messaggio ha sorpreso per dovishness e ha alimentato aspettative di ulteriore allentamento nel 2026, indebolendo il dollaroamericano in modo generalizzato fino a fine settimana. Contestualmente, Powell ha segnalato che la politica futura dipenderà dai dati, con la Fed pronta a sospendere i tagli se l’economia sorprende al rialzo, ma al momento le proiezioni ufficiali indicano un solo taglio

Recap Speech

Pubblicato il 18/03/2026
Recap Speech Powell: 18 Marzo 2026
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 28/01/2026
Recap Speech Powell: 28 Gennaio 2026
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Pubblicato il 10/12/2025
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Pubblicato il 29/10/2025
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Pubblicato il 17/09/2025
Recap Speech Powell: 17 Settembre 2025
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Pubblicato il 30/07/2025
Recap Speech Powell: 30 Luglio 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 18/06/2025
Recap Speech Powell: 18 Giugno 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 07/05/2025
Recap Speech Powell: 07 Maggio 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 19/03/2025
Recap Speech Powell: 19 Marzo 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 29/01/2025
Recap Speech Powell: 29 Gennaio 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 18/12/2024
Recap Speech Powell: 18 Dicembre 2024
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 08/11/2024
Recap Speech Powell: 07 Novembre 2024
Redazione Forex Gump
19 marzo 2026
Oro sotto assedio: il conflitto incrina il “trade affollato” e fa crollare il metallo sotto quota 4.600
L’oro sta attraversando una fase di forte debolezza proprio mentre il contesto internazionale resta carico di tensioni. È questo il paradosso che emerge dal movimento delle ultime sedute: un asset tradizionalmente percepito come bene rifugio non sta riuscendo a capitalizzare il rischio geopolitico, ma anzi continua a correggere. Il metallo è sceso sotto quota 4.600 dollari l’oncia, toccando nuovi minimi di diverse settimane e infilando una lunga sequenza negativa, mentre il dollaro recupera marginalmente terreno e i rendimenti dei Treasury statunitensi, soprattutto sul tratto breve, tornano a salire.
18 marzo 2026
Fed, pausa con allarme sullo sfondo: tassi fermi, inflazione rivista al rialzo e incertezza geopolitica al centro della scena
La Federal Reserve sceglie la continuità sul piano operativo, ma il messaggio che emerge dall’aggiornamento di marzo è tutt’altro che immobile. Il Federal Open Market Committee ha lasciato invariato il target dei Fed Funds al 3,50%-3,75%, ribadendo che l’economia statunitense continua a espandersi a un ritmo solido, mentre l’inflazione resta ancora “somewhat elevated”, cioè moderatamente elevata. A colpire, però, non è soltanto la decisione sui tassi, bensì il quadro complessivo che accompagna la scelta: la banca centrale ammette che l’incertezza sullo scenario economico resta alta e sottolinea apertamente che gli sviluppi in Medio Oriente rappresentano una variabile dai contorni ancora incerti per l’economia americana. È un passaggio importante, perché segnala una Fed che non sta solo guardando ai dati interni, ma che inserisce il rischio geopolitico tra i fattori in grado di condizionare la traiettoria futura della politica monetaria.
10 marzo 2026
CPI USA in uscita domani: il “consenso” regge, ma le banche guardano soprattutto a Fed, energia e spread CPI‑PCE
Il dato sull’inflazione americana di febbraio, in uscita domani 11 marzo e arriva in un momento particolarmente delicato per i mercati. Non si tratta soltanto di una pubblicazione macro di primo piano, ma di un passaggio che cade a ridosso della riunione FOMC del 17-18 marzo e in un contesto in cui gli operatori stanno leggendo l’inflazione come un indicatore di transizione: utile per capire dove si trovava l’economia statunitense prima che lo shock energetico e geopolitico più recente iniziasse a propagarsi con maggiore intensità, ma forse meno definitivo per spiegare la traiettoria dei prezzi dei prossimi mesi.
10 marzo 2026
Oro, la tregua percepita in Iran rilancia il metallo giallo: per Commerzbank il sostegno di fondo resta intatto
Il prezzo dell’oro torna a recuperare terreno, spinto da un improvviso alleggerimento delle tensioni sui tassi dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato intendere una possibile conclusione imminente della guerra in Iran. Secondo l’analisi di Commerzbank, il rimbalzo del metallo prezioso si spiega soprattutto con il ridimensionamento dei timori di un irrigidimento monetario legato al rincaro dell’energia, in un contesto in cui il mercato del lavoro americano appare più debole e la Federal Reserve resta esposta a una forte pressione politica affinché proceda con tagli dei tassi. È proprio questa combinazione, tra minori paure di una stretta e persistente fragilità macroeconomica, a mantenere ben sostenute le prospettive dell’oro nel medio termine.
06 marzo 2026
Lavoro USA, febbraio in frenata: payroll in calo, disoccupazione stabile e segnali di raffreddamento sotto la superficie
Il mercato del lavoro statunitense si presenta all’appuntamento di marzo con un volto molto meno solido di quanto il solo tasso di disoccupazione potrebbe far pensare. A febbraio l’occupazione non agricola registra infatti una contrazione di 92 mila unità, mentre il tasso di disoccupazione resta sostanzialmente fermo al 4,4%. In apparenza il quadro potrebbe sembrare quello di un rallentamento contenuto, quasi di una semplice pausa dopo mesi di crescita irregolare. In realtà, osservando il dato nella sua interezza, emerge una fotografia più fragile: la tenuta della disoccupazione non basta a nascondere l’indebolimento della dinamica occupazionale, né a cancellare i segnali di raffreddamento che si stanno accumulando sotto la superficie.
02 marzo 2026
Guerra aperta in Medio Oriente: Trump alza la posta, i mercati tremano e il conflitto con l’Iran entra in una fase senza ritorno
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran è entrato in una nuova e più pericolosa fase, trasformandosi in una guerra regionale dai contorni sempre più estesi, dagli esiti ancora indefiniti e dagli effetti già tangibili su energia, trasporti, mercati finanziari e stabilità geopolitica. Nel terzo giorno delle operazioni militari, Washington ha chiarito che la campagna non si esaurirà in un’azione rapida e simbolica, mentre Teheran continua a rispondere colpendo obiettivi in tutto il Medio Oriente, inclusi Paesi del Golfo formalmente non coinvolti nell’attacco iniziale.
01 marzo 2026
Medio Oriente in Fiamme: Oro, Petrolio e Wall Street Verso un Lunedì di Fuoco
Il Medio Oriente torna al centro della scena globale e, come spesso accade, la reazione dei mercati finanziari è immediata, istintiva e profondamente legata alla percezione del rischio più che ai fatti già accertati. Cosa succedera' all'apertura? Analizziamo passo per passo.
28 febbraio 2026
Pioggia di fuoco sul Medio Oriente: gli Stati Uniti entrano in guerra contro l’Iran e i mercati si preparano allo shock
Le tensioni che per settimane avevano incendiato il dossier nucleare iraniano sono esplose nella loro forma più brutale: l’apertura di vere e proprie “major combat operations” statunitensi contro l’Iran. La conferma è arrivata direttamente dal presidente Donald Trump, che ha annunciato l’avvio delle operazioni militari con l’obiettivo dichiarato di “difendere il popolo americano” ed eliminare quelle che la Casa Bianca considera minacce imminenti provenienti dal regime iraniano. È un salto di scala che cambia radicalmente il quadro geopolitico, perché trasforma una crisi regionale fatta di pressione diplomatica, deterrenza militare e raid mirati in uno scontro diretto con il rischio concreto di un effetto domino su sicurezza, energia, traffico aereo e mercati globali.
27 febbraio 2026
PPI USA, gennaio apre con un’accelerazione solo in apparenza uniforme: i servizi spingono, i beni frenano
Il Producer Price Index statunitense di gennaio presenta un quadro che, a una lettura superficiale, appare decisamente robusto, ma che in realtà nasconde una struttura molto più articolata. L’indice dei prezzi alla produzione per la domanda finale è aumentato dello 0,5% su base mensile e del 2,9% su base annua, confermando che le pressioni a monte della catena economica non sono scomparse. Tuttavia, l’elemento davvero rilevante non è soltanto la forza del dato generale, bensì il modo in cui questa forza si distribuisce tra le sue componenti. La crescita, infatti, non è stata omogenea: a sostenere il dato sono stati soprattutto i servizi, mentre il comparto dei beni ha mostrato una flessione.
18 febbraio 2026
Wall Street ritrova i compratori: Dow Jones Industrial Average su di 300 punti tra attesa Minutes e “effetto AI” firmato Nvidia
La seduta di mercoledì si sta trasformando in un terzo giorno consecutivo di recupero per l’azionario statunitense, con i compratori “di ribasso” che tornano a farsi vedere dopo lo scivolone della scorsa settimana legato al selloff sull’AI. Il Dow Jones Industrial Average avanza di circa 300 punti (circa +0,65%), mentre S&P 500 sale dello 0,6% e il Nasdaq Composite guadagna intorno allo 0,5%. A guidare l’intonazione sono i semiconduttori e i big tecnologici più colpiti, ma il mercato resta “a metà strada”: la parte più importante della giornata è ancora davanti, con le Minutes di gennaio in arrivo nel pomeriggio.
16 febbraio 2026
Oro sotto quota 5.000 dollari: il rimbalzo del biglietto verde e la liquidità “festiva” frenano il rally
L’oro scivola sotto la soglia psicologica dei 5.000 dollari in una seduta dal respiro corto, dove l’assenza di profondità di mercato amplifica i movimenti e rende ogni spinta più fragile. Il metallo giallo arretra di quasi l’1% e torna a testare la tenuta del supporto simbolico proprio mentre il dollaro rialza la testa: una combinazione che, nelle prime ore di contrattazione di lunedì, basta per raffreddare l’entusiasmo dei compratori nonostante il mercato continui a scommettere su tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.
13 febbraio 2026
CPI USA, gennaio rafforza la narrativa della disinflazione: ma il “nocciolo duro” passa ancora dall’abitare
L’inflazione statunitense apre il 2026 con un segnale di graduale normalizzazione. Il Consumer Price Index di gennaio mostra una dinamica contenuta su base mensile e un ulteriore raffreddamento su base annua, alimentando la narrativa di un contesto sempre più compatibile con una politica monetaria meno restrittiva nei prossimi mesi.

Insider News

CPI USA in uscita domani: il “consenso” regge, ma le banche guardano soprattutto a Fed, energia e spread CPI‑PCE
10/03/2026
Il dato sull’inflazione americana di febbraio, in uscita domani 11 marzo e arriva in un momento particolarmente delicato per i mercati. Non si tratta soltanto di una pubblicazione macro di primo piano, ma di un passaggio che cade a ridosso della riunione FOMC del 17-18 marzo e in un contesto in cui gli operatori stanno leggendo l’inflazione come un indicatore di transizione: utile per capire dove si trovava l’economia statunitense prima che lo shock energetico e geopolitico più recente iniziasse a propagarsi con maggiore intensità, ma forse meno definitivo per spiegare la traiettoria dei prezzi dei prossimi mesi.
Oro, la tregua percepita in Iran rilancia il metallo giallo: per Commerzbank il sostegno di fondo resta intatto
10/03/2026
Il prezzo dell’oro torna a recuperare terreno, spinto da un improvviso alleggerimento delle tensioni sui tassi dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato intendere una possibile conclusione imminente della guerra in Iran. Secondo l’analisi di Commerzbank, il rimbalzo del metallo prezioso si spiega soprattutto con il ridimensionamento dei timori di un irrigidimento monetario legato al rincaro dell’energia, in un contesto in cui il mercato del lavoro americano appare più debole e la Federal Reserve resta esposta a una forte pressione politica affinché proceda con tagli dei tassi. È proprio questa combinazione, tra minori paure di una stretta e persistente fragilità macroeconomica, a mantenere ben sostenute le prospettive dell’oro nel medio termine.
NFP USA e tasso di disoccupazione: ultimi dati BLS, attese su febbraio 2026 e la prova del nove per Fed e mercati
05/03/2026
Il 6 marzo, alle 8:30 ET, il Bureau of Labor Statistics pubblica l’“Employment Situation” relativo a febbraio 2026. Al momento della stesura (prima del rilascio), l’ultimo quadro completo resta gennaio 2026: Nonfarm Payrolls +130mila, tasso di disoccupazione 4,3%, partecipazione 62,5%. Un’accelerazione dopo due mesi più deboli (+48milaa dicembre e +41mila a novembre, entrambi rivisti) e con disoccupazione rispettivamente al 4,4% e 4,5%.
Schmid alza il cartello “Stop”: tagliare ancora i tassi rischia di tenere l’inflazione alta più a lungo
11/02/2026
Nel momento in cui l’inflazione “si avvicina al 3%”, la linea della prudenza torna a dominare il lessico della banca centrale. Jeffrey Schmid, presidente della Federal Reserve Bank of Kansas City, ha messo nero su bianco un messaggio chiaro: mantenere una politica monetaria restrittiva resta appropriato, perché ulteriori tagli dei tassi potrebbero consentire all’inflazione di persistere su livelli più elevati più a lungo. Le sue osservazioni, preparate per un forum economico ad Albuquerque, arrivano con un punto di fondo: il percorso verso il 2% non è un automatismo, e abbassare la guardia troppo presto rischia di trasformare un rientro lento in una “convivenza” prolungata con un’inflazione superiore all’obiettivo.
Lavoro USA: attesa per i dati NFP rinviati, previsioni delle banche e scenari per oro, dollaro e azioni
10/02/2026
Il rapporto sull’occupazione Non-Farm Payrolls (NFP) di gennaio, originariamente previsto venerdì scorso, è stato posticipato a domani (11 febbraio) a causa di un parziale shutdown del governo statunitense. Questa insolita dilazione dei dati lascia mercati e Federal Reserve in una posizione di attesa carica di incertezza, poiché il rapporto NFP fornirà indicazioni cruciali sullo stato del mercato del lavoro ad inizio 2026. Secondo gli analisti, il consenso di mercato si aggira attorno a +70.000 nuovi occupati (dopo i +50.000 di dicembre), con un tasso di disoccupazione stabile al 4,4%. Tuttavia, la recente assenza di dati ufficiali ha aumentato la volatilità e costretto gli operatori ad affidarsi a indicatori privati come ADP e indagini aziendali, i quali suggeriscono possibili sorprese. In particolare, il deludente dato ADP di gennaio (occupazione privata sotto le attese) e il calo delle offerte di lavoro ai minimi dal 2020…

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