Improvvisa discesa dell’oro: 700 pips in 15 minuti nel venerdì di prese di profitto

Scritto il 16/01/2026
da Redazione Forex Gump


La settimana era stata brillante per il prezzo dell’oro (Gold), con i mercati in crescita costante e nuovi massimi toccati a metà settimana. Tuttavia, nel pomeriggio di venerdì si è verificato un brusco cambio di rotta. Verso le ore 16:00 (CET), l’oro ha subito un calo repentino: in circa 15 minuti (tre candele da 5 minuti sul grafico) il prezzo è sceso di oltre 700 pips, un movimento equivalente a circa 70 dollari per oncia in meno. Questo significa che un’oncia d’oro, che pochi giorni prima aveva raggiunto un record di $4.642,72, è precipitata fin quasi a $4.560 nel giro di pochi attimi. In termini percentuali, parliamo di un calo di oltre 1% in un intervallo di tempo brevissimo – una variazione piuttosto drastica per un bene rifugio come l’oro.


Nonostante lo scivolone pomeridiano, è importante notare che l’oro ha comunque mantenuto la maggior parte dei guadagni accumulati durante la settimana. La quotazione, dopo essere scesa vicino ai $4.560, ha recuperato leggermente chiudendo intorno a $4.582 per oncia (circa -0,7% rispetto al giorno precedente). L’oro è quindi rimasto vicino ai suoi massimi storici e ha archiviato la seconda settimana consecutiva in rialzo. Questo scenario evidenzia come la flessione di venerdì sia stata, più che un’inversione di tendenza di lungo periodo, una correzione temporanea dopo una corsa settimanale al rialzo. Ma cosa ha provocato questa improvvisa discesa? Entrano in gioco le prese di profitto del venerdì e altri fattori chiave di mercato.

Venerdì: il giorno delle prese di profitto

Chi segue i mercati sa che il venerdì pomeriggio spesso si accompagna a movimenti particolari, e l’episodio di questa settimana ne è un esempio lampante. Dopo diversi giorni di rialzo, molti trader – specialmente i grandi investitori istituzionali e i fondi – scelgono di “incassare” i profitti accumulati durante la settimana, chiudendo le posizioni prima del weekend. Questo comportamento, noto come profit-taking (presa di profitto), non dipende da un cambiamento improvviso nei fondamentali dell’oro, bensì dalla volontà di mettere al sicuro i guadagni settimanali. Di conseguenza, anche un mercato fortemente rialzista può vedere un calo significativo il venerdì semplicemente perché i grandi operatori stanno vendendo per realizzare i profitti. In altre parole, l’oro potrebbe scendere anche senza brutte notizie: spesso è “solo” il risultato delle prese di beneficio di fine settimana.

Questa tendenza ricorrente si spiega con diverse ragioni. Primo, chi ha guadagnato durante la settimana preferisce non rischiare di perdere quei profitti nel caso di eventi imprevisti durante il weekend. Secondo, molti fondi chiudono i bilanci settimanalmente, quindi consolidano i risultati ogni venerdì. Il risultato? Forti inversioni intraday: anche se fino a giovedì il mercato era in salita, venerdì pomeriggio l’oro può invertire rotta bruscamente. Un esempio didattico: immaginate che l’oro sia salito di $50 da lunedì a giovedì; non è raro vedere che venerdì parte di quel guadagno venga “cancellato” da vendite di realizzo. Ed è esattamente ciò che è accaduto: dopo una settimana di rally, molti trader hanno deciso di vendere venerdì pomeriggio, causando quella rapida discesa di prezzo.

Da sottolineare che queste vendite del venerdì non implicano necessariamente un cambiamento di sentiment di lungo periodo sul metallo prezioso. Nel nostro caso, gli indicatori fondamentali dell’oro non sono mutati bruscamente in quel quarto d’ora: infatti, l’appetito per il “bene rifugio” oro era già in lieve calo a causa di alcune notizie rassicuranti (tensioni geopolitiche in attenuazione, dati economici USA solidi). Ma la flessione repentina è stata soprattutto un fenomeno tecnico e di mercato, dovuto ai realizzi di breve termine. Insomma, molti venditori e pochi acquirenticoncentrati nel medesimo momento possono far scendere il prezzo velocemente, anche in assenza di news catastrofiche.

Liquidità ridotta e volatilità nei pomeriggi di venerdì

Un altro fattore che ha amplificato il movimento dell’oro è la riduzione della liquidità tipica del venerdì pomeriggio. Verso fine settimana, specialmente dopo l’ora di pranzo di New York, numerosi operatori abbandonano gradualmente i mercati: meno operatori attivi significa meno volumi scambiati. Quando i volumi si assottigliano, il mercato diventa più fragile: anche ordini relativamente piccoli possono spostare il prezzo in modo significativo. In condizioni di bassa liquidità, dunque, i movimenti di prezzo possono diventare erratici e amplificati. È come se il mercato, con pochi partecipanti a fine giornata, fosse più “leggero” e quindi più soggetto a oscillazioni brusche.

Nel caso di venerdì, mentre in Europa si avvicinava la chiusura settimanale e negli Stati Uniti calava l’attività, l’ondata di vendite per prese di profitto ha trovato un terreno fertile per causare una caduta rapida. Con meno compratori attivi sul mercato a bilanciare le vendite, il prezzo dell’oro è scivolato giù più velocemente del solito. Inoltre, eventuali notizie uscite nel tardo pomeriggio venerdì (come dati macro o aggiornamenti geopolitici) avrebbero potuto avere un impatto sproporzionato sui prezzi proprio a causa di questa bassa liquidità. Fortunatamente, nel nostro scenario non si è verificata alcuna news straordinaria a fine giornata; se ci fosse stata, l’effetto sul prezzo sarebbe potuto essere ancora più marcato data la minor presenza di compratori pronti ad assorbire il movimento.

Va detto che questo fenomeno non è insolito. Gli esperti spesso sconsigliano di aprire nuove posizioni di grosso calibro il venerdì pomeriggio, proprio perché riconoscono che il mercato in quel momento può comportarsi in modo anomalo rispetto agli altri giorni. L’alta volatilità del venerdì è un fattore di cui tenere conto: si tratta di un “ultimo giro di giostra” settimanale in cui i prezzi possono diventare particolarmente instabili. L’episodio dei 700 pips persi in 15 minuti è un caso eclatante, ma illustra bene come il venerdì pomeriggio l’oro (e non solo) possa vivere una sorta di “montagna russa” finale indipendentemente dal trend generale dei giorni precedenti.

Importanza della gestione del rischio prima del weekend

Questa vicenda offre un’importante lezione ai trader, soprattutto a chi ha meno esperienza: mai sottovalutare il rischio del weekend e la peculiarità del venerdì. I mercati chiudono nel fine settimana, ma il mondo non si ferma – notizie ed eventi geopolitici possono accadere di sabato e domenica, e trovarci impreparati lunedì. Ecco alcuni concetti chiave e consigli pratici per gestire al meglio il rischio a fine settimana:

  • Mettere al sicuro i profitti: molti operatori preferiscono ridurre o chiudere le posizioni il venerdì pomeriggioinvece di lasciarle aperte, proprio per evitare sorprese nei due giorni di chiusura. Rinunciare a un piccolo guadagno aggiuntivo a fine settimana può essere saggio se serve a proteggere i risultati ottenuti.

  • Consapevolezza del weekend risk: tenere posizioni aperte oltre il weekend espone al rischio di gap di prezzoall’apertura del lunedì. Un evento inatteso tra sabato e domenica (es. una crisi geopolitica, un annuncio a mercati chiusi) può far sì che l’oro riapra lunedì con un salto di decine di dollari in su o in giù. In tal caso, non avresti modo di intervenire finché il mercato non riapre, e potresti subire perdite maggiori dello stop-loss previsto.

  • Liquidità e stop-loss adeguati: sapendo che il venerdì pomeriggio la liquidità cala e la volatilità aumenta, è prudente ridurre la dimensione delle posizioni e impostare stop-loss più stretti o trailing stop prima del weekend. In questo modo si limita l’esposizione a movimenti anomali di fine sessione e si protegge il conto da oscillazioni impreviste. Come regola generale, meglio non sovraesporsi nelle ultime ore di contrattazione settimanale.

  • Pianificazione e disciplina: un trader accorto ha sempre un piano per il fine settimana. Se si è ottenuto un buon profitto durante la settimana, può valer la pena di realizzarlo e passare il weekend senza posizioni aperte, evitando l’ansia di possibili news negative. In ogni caso, conoscere queste dinamiche tipiche del mercato (prese di profitto del venerdì, bassa liquidità, etc.) aiuta a non farsi trovare impreparati. È preferibile “chiudere prima, piuttosto che curare dopo”, mantenendo la disciplina e non facendosi tentare da operazioni last-minute il venerdì sera.

In sintesi, il crollo improvviso dell’oro di venerdì – oltre a ricordarci che nessun rally è privo di scossoni – evidenzia due principi fondamentali nel trading: l’importanza di capire il comportamento ricorrente del mercato e quella di gestire il rischio in modo attento. Eventi come questo non vanno interpretati come misteriosi capricci del grafico, ma come il risultato di azioni ben precise degli operatori (come le prese di profitto) accentuate da condizioni di mercato particolari (bassa liquidità pre-weekend). Un pubblico generale, anche con conoscenze di base sul trading, può trarre da questa vicenda un insegnamento prezioso: prima di lanciarsi nel mercato è bene conoscerne i ritmi e le abitudini, soprattutto quando si avvicina il weekend. In un tono educativo ma creativo potremmo dire che il venerdì pomeriggio per l’oro è un po’ come l’ultimo atto di una rappresentazione teatrale: i protagonisti (i trader) salutano il palco chiudendo le loro parti, il sipario (il mercato) sta per calare per due giorni, e nel frattempo sul palco può succedere di tutto in pochi minuti. Prepararsi a questo “finale del venerdì” – con prudenza, strategia e gestione del rischio – è la chiave per trasformare un episodio potenzialmente traumatico in una lezione di trading consapevole.