L'attenzione degli investitori si concentra su un equilibrio sempre più delicato tra politica monetaria e tensioni geopolitiche. La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi d'interesse, mentre anche la Bank of England ha confermato il costo del denaro al 3,75%, segnalando però che i rischi inflazionistici restano elevati. Sullo sfondo, il rendimento del Treasury statunitense a 30 anni è salito ai livelli più elevati dal 2007, evidenziando come il mercato continui a prezzare uno scenario di tassi destinati a rimanere restrittivi ancora a lungo.
Parallelamente, il nuovo deterioramento del quadro geopolitico, con i raid statunitensi contro obiettivi iraniani, l'intensificarsi del conflitto in Ucraina e le crescenti preoccupazioni per le rotte energetiche in Medio Oriente, mantiene elevata l'avversione al rischio. Ne emerge uno scenario nel quale valute, materie prime e metalli preziosi potrebbero continuare a muoversi soprattutto in funzione dell'evoluzione della politica monetaria e delle tensioni internazionali.