Il quadro dei mercati torna a farsi più complesso. Il deterioramento delle prospettive per un accordo tra Stati Uniti e Iran ha riportato il rischio geopolitico al centro delle contrattazioni, spingendo il petrolio oltre il 2% e aumentando nuovamente i timori che l'energia possa alimentare pressioni inflazionistiche.
L'oro, dopo aver raggiunto i massimi degli ultimi due mesi, consolida invece su livelli elevati. La domanda di protezione rimane presente, ma il metallo prezioso deve confrontarsi con un effetto opposto: se il rialzo del greggio dovesse tradursi in maggiore inflazione, le aspettative di una politica monetaria più restrittiva potrebbero tornare a salire.
Sul Forex, il dollaro mantiene una posizione relativamente solida, lo yen perde parte del sostegno ottenuto dagli interventi precedenti e il dollaro australiano rimane stabile dopo la decisione della Reserve Bank of Australia di mantenere i tassi al 4,35%.