Gold&Fx Setup - Petrolio a 113 dollari, oro in caduta e borse asiatiche sotto pressione: la crisi in Medio Oriente spaventa i mercati, mentre i PMI europei riaccendono l’allarme crescita

Scritto il 23/10/2026
da Redazione Forex Gump


I mercati finanziari internazionali si avviano alla conclusione della settimana in un clima di crescente avversione al rischio, dominato dall'escalation geopolitica in Medio Oriente, dal nuovo rialzo dei prezzi energetici e dai segnali di rallentamento dell'economia europea. Il petrolio Brent registra un'impennata del 4%, raggiungendo i 113,17 dollari al barile, mentre le preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture alimentano il timore di una nuova ondata inflazionistica globale.
Le borse asiatiche mostrano segnali di debolezza, con i futures sul Nikkei giapponese in calo a causa delle preoccupazioni legate al settore dell'intelligenza artificiale e i mercati azionari cinesi diretti verso un'ulteriore settimana negativa. Sul fronte valutario, lo yen torna protagonista come bene rifugio, registrando il rafforzamento più significativo dall'inizio di settembre, mentre il dollaro americano mostra segnali di debolezza nei confronti della valuta giapponese.
A sorprendere è soprattutto il comportamento dell'oro, che invece di beneficiare delle tensioni internazionali registra una pesante perdita settimanale. Il metallo prezioso risente delle preoccupazioni per le prospettive monetarie della Federal Reserve, con il rialzo del petrolio che alimenta il rischio di un'inflazione più persistente e, di conseguenza, di tassi d'interesse elevati più a lungo.
Dall'Europa arrivano indicazioni contrastanti. In Germania, il PMI manifatturiero preliminare supera le aspettative raggiungendo quota 54,2, ma l'indice composito scende a 52,8, deludendo le previsioni. In Francia, invece, il PMI composito precipita a 48,4, ben al di sotto del 50,5 atteso, segnalando una contrazione dell'attività economica.
Il quadro complessivo evidenzia un rischio sempre più concreto: l'economia globale potrebbe dover affrontare contemporaneamente un nuovo shock energetico, condizioni monetarie restrittive e segnali di indebolimento della crescita.