Le prime ore della sessione europea del 6 maggio 2026 si sono aperte sotto il segno di un deciso ritorno della propensione al rischio. La pausa annunciata da Donald Trump a “Project Freedom”, unita alle indiscrezioni secondo cui Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a un memorandum d’intesa per porre fine al conflitto, ha cambiato rapidamente il tono dei mercati. Il risultato è stato netto: petrolio e dollaro sotto pressione, azioni in forte rialzo e obbligazionario sostenuto dal calo delle tensioni energetiche.
Il movimento è stato trasversale. Il Brent è sceso sotto area 101,50 dollari al barile, mentre il WTI si è portato verso 93,96 dollari. In parallelo, i futures azionari statunitensi hanno mostrato un tono positivo, con l’S&P 500 in rialzo dello 0,7% e il Nasdaq 100 in progresso dell’1,3%, sostenuto anche dall’exploit di AMD. In Europa il DAX 40 ha accelerato fino a un rialzo del 2,5%, mentre sul valutario l’EUR/USD si è spinto sopra 1,1770. Anche il mercato obbligazionario ha beneficiato del nuovo scenario, con i Bund in rialzo di oltre 80 tick.