Le prime ore della sessione europea di martedì si sono aperte all’insegna di un cauto ritorno della propensione al rischio. Gli investitori sembrano temporaneamente disposti a guardare oltre l’ennesima escalation militare in Medio Oriente, concentrandosi maggiormente sulle prospettive degli utili societari, sulla ripresa del comparto tecnologico e sui primi segnali di una possibile mediazione tra Stati Uniti e Iran.
Il quadro rimane tuttavia estremamente fragile. La decima notte consecutiva di attacchi statunitensi contro l’Iran, le rappresaglie di Teheran contro obiettivi militari americani e la minaccia degli Houthi di imporre un embargo marittimo contro l’Arabia Saudita continuano infatti a rappresentare un rischio diretto per i mercati energetici, per l’inflazione e per la stabilità delle catene commerciali internazionali.