La sessione asiatica di mercoledì 19 agosto si è sviluppata sotto il segno di una marcata avversione al rischio, con le principali piazze dell’area Asia-Pacifico penalizzate dalla combinazione di rendimenti obbligazionari globali in forte rialzo, nuove pressioni sui prezzi del petrolio e persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. A subire l’impatto maggiore è stato soprattutto il comparto tecnologico, particolarmente sensibile all’aumento dei tassi a lunga scadenza, mentre Corea del Sud e Giappone hanno registrato le correzioni più profonde.
Il quadro asiatico si inserisce inoltre in una fase già fragile per gli asset rischiosi internazionali. Wall Street arrivava infatti da tre sedute consecutive negative: nella giornata precedente il Dow Jones aveva perso lo 0,2%, l’S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq Composite l’1,3%, risultando il principale ritardatario. Anche i futures statunitensi sono rimasti sostanzialmente immobili durante le ore asiatiche, con il Dow leggermente positivo, mentre S&P 500 e Nasdaq 100 mostravano variazioni marginalmente negative.