La sessione asiatica di giovedì si è chiusa senza una direzione univoca, in un mercato che continua a muoversi tra due forze contrapposte: da una parte il parziale raffreddamento della pressione sui rendimenti obbligazionari globali, dall’altra il permanere delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran e il conseguente rischio di nuove pressioni sul mercato energetico.
A catalizzare l’attenzione è stato soprattutto il forte movimento dello yen, arrivato a guadagnare circa l’1% contro il dollaro e a toccare il livello più alto degli ultimi quattro mesi. Un movimento che riporta immediatamente al centro del dibattito la politica monetaria della Bank of Japan, le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi e il rischio di nuovi interventi sul mercato valutario.