La sessione asiatica di giovedì si è sviluppata in un clima complesso e fortemente selettivo, con gli investitori divisi tra il nuovo balzo dei rendimenti obbligazionari, le persistenti tensioni tra Stati Uniti e Iran e i segnali distensivi arrivati invece sul fronte commerciale tra Washington e Pechino.
Il quadro regionale è risultato nettamente contrastato. Il Nikkei 225 giapponese ha guadagnato circa l’1% al ritorno dalle festività, mentre il Topix ha perso lo 0,09%. L’S&P/ASX 200 australiano ha ceduto lo 0,76%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong è sceso dello 0,52% e il CSI 300 della Cina continentale ha perso l’1,29%. I mercati sudcoreani sono rimasti chiusi per festività.
Il filo conduttore della giornata è stato soprattutto il mercato obbligazionario. Il brusco aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi ha alimentato nuove aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve e ha avuto ricadute immediate anche sul Giappone, dove il rendimento del titolo decennale ha raggiunto il livello più alto degli ultimi trent’anni.