La nuova settimana si apre con un clima decisamente più prudente sui mercati asiatici, dove il ritorno delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, il nuovo rialzo del petrolio e la pressione esercitata dall’aumento dei rendimenti obbligazionari hanno riportato gli investitori su posizioni difensive. A pesare sul sentiment è soprattutto il deterioramento delle prospettive legate allo Stretto di Hormuz, mentre dalla Cina arrivano nuovi segnali di rallentamento della dinamica degli utili industriali.
Il quadro della sessione è stato quindi fortemente frammentato: Hong Kong è riuscita a muoversi in controtendenza grazie soprattutto ai settori energetico e tecnologico, mentre Cina continentale e Corea del Sud hanno subito vendite molto più marcate. Anche il Giappone ha terminato in territorio negativo, mentre l’Australia ha mostrato una maggiore capacità di tenuta.