Il meeting di dicembre della Federal Reserve rappresenta il momento in cui la banca centrale americana deve riconoscere che l’economia statunitense, pur non essendo in recessione, sta entrando in una fase di equilibrio più fragile. Secondo il documento ufficiale Goldman Sachs del 7 dicembre 2025, la Fed è orientata verso un nuovo taglio dei tassi, portando il corridoio al 3,50–3,75%, ma ciò non rappresenta un allentamento nel senso tradizionale del termine. È piuttosto la formalizzazione di una fase in cui le pressioni inflazionistiche si sono attenuate più rapidamente del previsto, mentre le condizioni del mercato del lavoro si stanno deteriorando con una velocità che non può più essere ignorata.
Goldman Sachs sottolinea con insistenza che questa riunione sarà probabilmente contenziosa, un aggettivo carico di implicazioni: significa che non esiste un consenso sulla direzione futura della politica monetaria e che il vero nodo riguarda non tanto la decisione immediata, quanto la strategia del 2026. La Fed è costretta a muoversi nel punto più delicato dell’intero ciclo post-pandemico, dove la credibilità anti-inflazione deve convivere con la necessità di evitare un rallentamento troppo brusco dell’attività economica.
