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Redazione Forex GumpRedazione Forex Gump
| 16 gennaio 2026

Improvvisa discesa dell’oro: 700 pips in 15 minuti nel venerdì di prese di profitto

La settimana era stata brillante per il prezzo dell’oro (Gold), con i mercati in crescita costante e nuovi massimi toccati a metà settimana. Tuttavia, nel pomeriggio di venerdì si è verificato un brusco cambio di rotta. Verso le ore 16:00 (CET), l’oro ha subito un calo repentino: in circa 15 minuti (tre candele da 5 minuti sul grafico) il prezzo è sceso di oltre 700 pips, un movimento equivalente a circa 70 dollari per oncia in meno. Questo significa che un’oncia d’oro, che pochi giorni prima aveva raggiunto un record di $4.642,72, è precipitata fin quasi a $4.560 nel giro di pochi attimi. In termini percentuali, parliamo di un calo di oltre 1% in un intervallo di tempo brevissimo – una variazione piuttosto drastica per un bene rifugio come l’oro.

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| 16 gennaio 2026

Bowman avverte la Fed: “Il lavoro è fragile”. E spinge per non “congelare” i tagli dei tassi

Nel dibattito interno alla Federal Reserve, la Vice Chair Michelle Bowman alza il tono su un punto preciso: il rischio maggiore, adesso, non sarebbe l’inflazione, ma il lavoro. In un intervento al New England Economic Forum, a Foxborough (Massachusetts), Bowman ha sostenuto che, “dato il profilo dei rischi”, la banca centrale non dovrebbe comunicare alcuna intenzione di pausa nella campagna di tagli dei tassi. Il messaggio è chiaro: se l’economia resta resiliente, il mercato del lavoro potrebbe non esserlo altrettanto — e la Fed deve farsi trovare pronta.

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| 16 gennaio 2026

Recap Sessione Europea: 16 Gennaio 2026

Nelle prime ore della sessione europea, il mercato ha mostrato un tono meno costruttivo rispetto all’Asia: le borse europee scambiano perlopiù in calo, mentre i futures USA sono in rialzo, con una moderata sovraperformance del Nasdaq. Il contrasto è evidente: in Asia la spinta “AI/semiconduttori” ha sostenuto l’azionario; in Europa, invece, il sentiment appare più fragile e privo di un driver macro immediato che giustifichi un ritorno convinto al rischio.

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| 16 gennaio 2026

Recap Sessione Asiatica: 16 Gennaio 2026

La sessione asiatica ha avuto un baricentro chiaro: l’ottimismo sul tech (alimentato dalla spinta del settore semiconduttori dopo un report inizialmente brillante di TSMC) si è scontrato con un contesto che resta nervoso, dominato da trade policy USA, potenziali nuove misure sui chip e un Giappone tornato al centro del mercato FX per via del tema intervento sullo yen e delle aspettative sulla Bank of Japan.

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| 15 gennaio 2026

Fed divisa tra tagli e prudenza: Goolsbee elogia Powell, Bostic avverte “inflazione troppo alta”

Il punto di partenza, nelle parole del presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee, è la fotografia del lavoro: le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione sono uscite sotto le previsioni e, per lui, non è una sorpresa. Anzi: quel dato “basso” viene letto come un segnale di stabilità, più che come un’eccezione statistica. Il messaggio è chiaro: il mercato del lavoro, nel complesso, resta solido; c’è ancora forza nell’occupazione e la crescita appare “buona”, con un’economia che continua a macinare passo senza inciampi evidenti.

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| 15 gennaio 2026

Sussulto del lavoro USA: richieste di sussidio a 198mila, il dollaro accelera

Il termometro più rapido del mercato del lavoro statunitense torna a raffreddarsi. Nella settimana chiusa il 10 gennaio, le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione (Initial Claims) destagionalizzate sono scese a 198.000, in calo di 9.000rispetto alla settimana precedente (rivista a 207.000 da 208.000). Il dato arriva anche sotto le stime iniziali (215.000) e contribuisce a spiegare la reazione immediata descritta dopo la pubblicazione: dollaro in rafforzamento, con il DXY sopra 99,00 e rendimenti Treasury in salita.

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| 15 gennaio 2026

Recap Sessione Europea: 15 Gennaio 2026

Le prime ore della sessione europea si aprono con un tono costruttivo e una leadership chiara: l’azionario sale, ma lo fa soprattutto dove c’è visibilità sugli utili e sulla domanda strutturale. Le borse europee risultano complessivamente più toniche, i future USA sono in verde e il Nasdaq future sovraperforma grazie al post-earnings di TSMC, che nel pre-market guadagna con decisione. È una seduta che, per impostazione, somiglia a una rotazione “risk-on selettiva”: il mercato premia il ciclo tecnologico legato all’AI e, contemporaneamente, tiene la testa girata verso due fonti di rischio che possono cambiare la trama della giornata in pochi minuti: dazi/tariffe sui semiconduttori e aggiornamenti geopolitici sul Medio Oriente.

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| 15 gennaio 2026

Recap Sessione Asiatica: 15 Gennaio 2026

La sessione asiatica si è aperta in un clima di apparente calma solo dopo una delle notti più tese degli ultimi mesi. Le Borse dell’area Asia-Pacifico hanno mostrato una resilienza sorprendente rispetto al sell-off tecnologico di Wall Street, ma dietro la tenuta degli indici resta una miscela esplosiva di geopolitica, guerra commerciale sui semiconduttori e nervosismo sulle materie prime.

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| 14 gennaio 2026

Fed a due voci: Paulson vede tagli “più avanti”, Kashkari frena per l’inflazione e l’effetto tariffe

Il dibattito interno alla Federal Reserve torna a farsi esplicito: da un lato, la presidente della Fed di Philadelphia Anna Paulson si dice “cautamente ottimista” sul ritorno dell’inflazione verso il target e apre a ulteriori tagli dei tassi più avanti nell’anno, a patto che le previsioni si rivelino corrette. Dall’altro, il presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari mette in guardia dal correre troppo, sostenendo che i tassi dovrebbero restare fermi questo mese e che l’inflazione potrebbe rimanere sopra il 2% ancora per due o tre anni, anche per via dell’effetto nel tempo delle tariffe di Trump sui prezzi.

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| 14 gennaio 2026

Vendite al dettaglio USA: novembre sorprende al rialzo, ma il “vero” messaggio è sulla tenuta dei consumi sotto pressione

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate a novembre fino a 735,9 miliardi di dollari, segnando un +0,6% su base mensile. Il risultato non solo ribalta la contrazione di ottobre (-0,1%), ma supera anche le attese di mercato, ferme a +0,4%. Sullo sfondo, il quadro trimestrale resta costruttivo: le vendite complessive nel periodo settembre–novembre 2025 risultano in crescita del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un segnale che, almeno in aggregato, la domanda interna continua a reggere.

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| 14 gennaio 2026

PPI USA: l’inflazione alla produzione risale, ma è l’energia a scrivere la trama di novembre

Il Producer Price Index (PPI) statunitense per la final demand registra a novembre un incremento +0,2% m/m(destagionalizzato), dopo +0,1% in ottobre e +0,6% in settembre. Su base annua, l’indice sale del +3,0% nei dodici mesi fino a novembre (non destagionalizzato). La crescita mensile, però, è tutt’altro che uniforme: il movimento complessivo nasce quasi interamente dai beni, mentre i servizi risultano fermi.

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| 14 gennaio 2026

Recap Sessione Europea: 14 Gennaio 2026

Le prime ore della sessione europea si sono trasformate rapidamente da “apertura costruttiva” a “risk-off controllato”. Le borse del Vecchio Continente hanno iniziato la giornata con un tono positivo, ma hanno poi virato broadly in negativo (STOXX 600 -0,1%) man mano che il flusso di dichiarazioni sull’Iran ha deteriorato la propensione al rischio. In parallelo, anche i future USA si sono appesantiti (ES -0,4%, NQ -0,6%, RTY -0,2%), mentre i mercati hanno iniziato a prezzare con maggiore urgenza il premio geopolitico: non tanto per un evento già avvenuto, quanto per la combinazione di minacce incrociate e segnali operativi sul terreno.

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| 14 gennaio 2026

Recap Sessione Asiatica: 14 Gennaio 2026

La sessione asiatica si è mossa su un equilibrio apparentemente paradossale: azioni in gran parte in rialzo (con Tokyo protagonista), dollaro in ritracciamento dopo il massimo intraday e materie prime ancora in modalità “super-ciclo”, mentre sullo sfondo si alza il volume del dossier più sensibile del momento — rapporti USA-Cina, export di semiconduttori e Taiwan Strait. Il mercato ha letto una nottata ricca di headline come un mix di “rischio gestibile” e “rischio che cambia forma”: meno shock immediati, più incertezza strutturale.

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| 14 gennaio 2026

Oro a un passo da 4.650: tagli Fed, “bene rifugio” e ombre sull’indipendenza della banca centrale spingono XAU/USD

Nella sessione asiatica di mercoledì, l’oro (XAU/USD) ha aggiornato ancora una volta i massimi storici, toccando 4.639,77 dollari e trattando in area 4.650. Il movimento non nasce da un singolo catalizzatore, ma dall’incastro di tre forze che, quando si allineano, tendono a rendere il metallo giallo particolarmente “reattivo”: aspettative di tagli dei tassi Fed, domanda di copertura geopolitica e un tema più raro ma potentissimo, cioè il rischio percepito sull’indipendenza della Federal Reserve.

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| 13 gennaio 2026

CPI USA di dicembre: l’inflazione risale nel mese, ma la “storia” la scrivono affitti e servizi

Il Consumer Price Index statunitense (CPI-U) accelera a dicembre: +0,3% su base mensile (destagionalizzata) e +2,7% su base annua (non destagionalizzata). Il dato annuale resta invariato rispetto ai dodici mesi chiusi a novembre, ma la composizione del mese racconta un’inflazione meno “lineare” di quanto suggerisca il titolo: a trainare l’aumento sono soprattutto shelter e alcune componenti di servizi, mentre l’energia si muove in modo disomogeneo e il cibo torna a farsi sentire con forza nel carrello.

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| 13 gennaio 2026

Inflazione USA: attesa per l’IPC annuale (standard e core) e possibili impatti sui mercati

Oggi alle 14:30 (ora italiana) è in programma la pubblicazione di un dato molto atteso: l’indice dei prezzi al consumo (IPC) degli Stati Uniti, sia nella versione headline (inflazione complessiva) sia core (al netto di alimentari ed energia), su base annua. Si tratta di un indicatore chiave dell’andamento dei prezzi al consumo, che influenza le decisioni delle banche centrali e le reazioni dei mercati finanziari. Di seguito vediamo cosa si aspettano le principali banche d’investimento (JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, UBS e altri), le previsioni degli hedge fund istituzionali, e quali potrebbero essere gli effetti sulla politica monetaria e sui mercati.

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| 13 gennaio 2026

Recap Sessione Europea: 13 Gennaio 2026

Le prime ore della sessione europea si sono mosse in modalità attendista: listini del Vecchio Continente tentennano e i future USA arretrano moderatamente, con il mercato che concentra tutta l’attenzione sul dato di inflazione statunitense (CPI) di dicembre. Sullo sfondo, un mix di tensioni geopolitiche (Iran e Mar Nero), frizioni commerciali (tariffe e filiere strategiche) e un tema politico-industriale che rimbalza sui titoli tech: la richiesta di Trump di ridurre i costi elettrici legati ai data center per i cittadini americani.

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| 13 gennaio 2026

Recap Sessione Asiatica: 13 Gennaio 2026

La sessione asiatica del si è mossa su un equilibrio delicato tra euforia azionaria, tensioni geopolitiche e nuove faglie nel sistema commerciale globale. A dominare la scena sono stati tre fattori: l’avanzamento dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Taiwan con al centro TSMC, la rinnovata volatilità dello yen legata alla politica giapponese e l’ombra di un possibile confronto militare tra Washington e Teheran. Sullo sfondo, i mercati hanno iniziato a posizionarsi in vista del CPI USA, consapevoli che il tema dell’indipendenza della Fed resta un rischio sistemico.

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| 12 gennaio 2026

Recap Sessione Europea: 12 Gennaio 2026

Le prime ore della sessione europea del 12 gennaio 2026 si aprono con un mix che raramente lascia indifferenti: tensione istituzionale negli Stati Uniti, geopolitica in escalation e mercati che rispondono in modo quasi “da manuale” quando la fiducia nel perno del sistema viene messa in discussione. Il catalizzatore è il fronte Federal Reserve: secondo quanto riportato, i procuratori federali USA hanno avviato un’indagine penale sul presidente della Fed Jerome Powell legata ai lavori di ristrutturazione della sede di Washington e alla veridicità delle sue dichiarazioni al Congresso. La reazione è immediata e trasversale: dollaro sotto pressione, curva dei rendimenti che si irripidisce, oro che stampa nuovi massimi storici oltre 4.6k, e azionario europeo che fatica a trovare appoggi, mentre i future USA scivolano.

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| 12 gennaio 2026

Recap Sessione Asiatica: 12 Gennaio 2026

La sessione asiatica del si è aperta con un tono apparentemente costruttivo sugli indici, ma con un sottofondo di rischio istituzionale e geopolitico che ha rapidamente spostato i flussi su metalli preziosi e contro biglietto verde. Il driver centrale è diventato politico-monetario: l’apertura di un’indagine penale su Jerome Powell, con il tema dell’indipendenza della Federal Reserve che torna improvvisamente un fattore di prezzo.

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| 12 gennaio 2026

Oro a 4.600 dollari: il mercato sta votando contro la Fed

L’oro ha toccato un nuovo massimo storico a 4.600 dollari l’oncia, ma questo movimento non nasce da un eccesso speculativo né da un segnale tecnico isolato. È il risultato di una crisi istituzionale nel cuore del sistema monetario americano che ha spinto i capitali globali a cercare rifugio fuori dal dollaro e fuori dalla Federal Reserve.

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| 11 gennaio 2026

Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 05 - 09 Gennaio 2026

La prima settimana del 2026 (5-9 gennaio) ha visto i mercati finanziari mondiali partire con il piede giusto nonostante shock geopolitici e segnali economici misti. In un clima da risk-on, gli indici azionari hanno toccato nuovi massimi, spinti dall’ottimismo su inflazione e tassi, mentre gli operatori hanno mostrato notevole resilienza di fronte a eventi clamorosi come l’operazione militare statunitense in Venezuela. I trader, infatti, hanno rapidamente spostato l’attenzione dal dramma politico ai fondamentali macro, in vista di dati cruciali come i PMI di servizi e soprattutto il rapporto sull’occupazione USA di venerdì. Ne è emerso un braccio di ferro tra due narrative opposte: da un lato le tensioni globali (dall’America Latina fino all’Artico), dall’altro i “freddi numeri” economici – con i secondi che hanno finito per guidare il sentiment. Di seguito ripercorriamo i fatti salienti della settimana nei principali Paesi, includendo i dati macro…

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| 09 gennaio 2026

Oro scosso dal report sul lavoro: NFP debole, il mercato rilegge la Fed

Il focus del report è chiaro: la crescita dell’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls, NFP) rallenta, e lo fa in modo che il mercato fatica a ignorare. A dicembre, gli Stati Uniti registrano un aumento di +50.000 posti di lavoro: un numero contenuto, che pesa sulla narrativa di un mercato del lavoro “in accelerazione” e riporta al centro la domanda più sensibile per gli asset: quanto spazio avrà la Federal Reserve per allentare la politica monetaria nei prossimi mesi.

Redazione Forex GumpRedazione Forex Gump
| 09 gennaio 2026

Recap Sessione Europea: 09 Gennaio 2026

Le prime ore della sessione europea del 09/01/2026 si aprono con un tono costruttivo: le azioni del Vecchio Continente avanzano e il STOXX 600 guadagna circa lo 0,4%, in scia a un’Asia-Pacifico prevalentemente positiva, ma senza quella convinzione tipica delle giornate “libere da eventi”. Il mercato resta infatti in modalità “conto alla rovescia”: oggi il baricentro si sposta sul Jobs Report statunitense di dicembre (NFP), con in calendario anche il Michigan Sentiment preliminare di gennaio e il Canadian Jobs Report. Sullo sfondo incombe inoltre un potenziale passaggio chiave sul fronte tariffe (attenzione a una possibile decisione della Corte Suprema USA), mentre sul palco dei banchieri centrali compaiono, tra gli altri, Lane per la BCE e Kashkari e Barkin per la Fed.