Le prime ore della sessione europea del 27 aprile 2026 si sono aperte in un clima di prudenza controllata. I mercati azionari del Vecchio Continente hanno mostrato un andamento moderatamente misto, mentre i futures statunitensi sono rimasti vicini alla parità. Il fattore dominante resta la crisi tra Stati Uniti e Iran, con lo Stretto di Hormuz al centro delle valutazioni degli investitori, delle banche centrali e dei mercati energetici.
Il quadro è reso più complesso dalla nuova proposta iraniana comunicata agli Stati Uniti attraverso intermediari. Teheran avrebbe delineato un processo negoziale in tre fasi: prima la fine della guerra e garanzie contro una sua ripresa, poi il dossier dello Stretto di Hormuz, infine le questioni nucleari. È proprio questa sequenza, però, a creare incertezza: se da un lato indica un’apertura diplomatica, dall’altro rinvia il tema nucleare alla fase finale, rendendo meno probabile una rapida accettazione da parte di Washington.
