I mercati globali stanno entrando in una fase di tensione crescente, nella quale il rialzo del petrolio, l’escalation geopolitica in Medio Oriente e l’incertezza delle banche centrali stanno ridefinendo rapidamente il profilo del rischio. Il baricentro della giornata è chiarissimo: il Brent volato a un massimo di quattro anni a 124,67 dollari al barile sta riaccendendo le paure inflazionistiche globali, mettendo sotto pressione azioni, valute più vulnerabili e aspettative di politica monetaria.
Il mercato si presenta con un’impostazione difensiva ma non lineare. L’oro torna a essere cercato come bene rifugio, lo yen registra il suo rimbalzo più forte dal 2022 grazie ai segnali di possibile intervento delle autorità giapponesi, mentre il dollaro resta al centro del quadro ma non riesce più a muoversi con la stessa forza uniforme delle fasi precedenti. È una seduta in cui la paura dell’inflazione e quella dello shock energetico si sommano, e ogni asset viene giudicato in base alla sua capacità di resistere a questo doppio urto.
