I mercati globali continuano a muoversi dentro una fase nervosa e selettiva, in cui il rischio geopolitico e le aspettative sui tassi stanno mantenendo alta la pressione su valute, bond e materie prime. Il quadro della giornata mostra listini azionari senza una direzione uniforme, con i future statunitensi in calo per effetto delle perdite nel settore dei semiconduttori e dei timori inflazionistici, mentre in Europa prevale un tono più costruttivo grazie ad alcuni commenti meno pessimisti sull’Iran. Sul forex, però, il messaggio è più netto: il dollaro torna a rafforzarsi, sostenuto sia dall’incertezza sul Medio Oriente sia dalla convinzione che la Federal Reserve non abbia ancora spazio per diventare davvero morbida.
Il punto essenziale è che il mercato continua a leggere il quadro globale come una combinazione scomoda di inflazione persistente, energia instabile e crescita sotto osservazione. I rendimenti dell’Eurozona restano vicini ai massimi pluriennali, l’oro staziona sui minimi di un mese e mezzo e il biglietto verde beneficia di un contesto in cui la prudenza torna a prevalere sugli slanci di rischio.
