I mercati globali stanno tornando a muoversi in un contesto chiaramente più difensivo, dove la geopolitica e il rischio inflazionistico si stanno saldando in un’unica narrativa capace di mettere sotto pressione azioni, valute e metalli. Le borse arretrano, il petrolio accelera dopo l’annuncio iraniano sul nucleare, l’oro scende e il dollaro si rafforza insieme ai rendimenti, mentre il deterioramento dell’attività economica europea aggiunge un secondo fronte di vulnerabilità al quadro già fragile.
Il messaggio di fondo è molto chiaro: il mercato sta tornando a prezzare uno scenario in cui lo shock energetico non è più soltanto un problema geopolitico, ma un fattore che alimenta inflazione, indebolisce la crescita e rende più difficile qualunque ipotesi di allentamento monetario. È esattamente questo intreccio a guidare la seduta.
