Dopo settimane dominate dalle tensioni geopolitiche, i mercati iniziano a mostrare un graduale cambio di narrativa. Il riavvicinamento diplomatico tra Stati Uniti e Iran alimenta aspettative di una riduzione dei rischi sull'offerta energetica, favorendo un calo del petrolio e un leggero indebolimento del dollaro. Parallelamente, l'oro raggiunge i massimi dell'ultimo mese, mentre gli investitori tornano a concentrarsi sulle prospettive delle principali banche centrali e sulla tenuta dell'economia globale.
Il quadro resta comunque complesso. Se da un lato diminuisce il premio per il rischio legato al Medio Oriente, dall'altro persistono elementi di incertezza provenienti dalla guerra tra Russia e Ucraina e da un contesto macroeconomico ancora molto eterogeneo. Il risultato è un mercato che sembra abbandonare la modalità puramente difensiva per tornare a valutare soprattutto crescita economica, inflazione e politica monetaria.
