Il quadro torna a complicarsi. Dopo una fase in cui il ridimensionamento delle aspettative di nuovi rialzi della Federal Reserve aveva favorito gli asset rischiosi e sostenuto l’oro, il mercato deve ora confrontarsi con un nuovo elemento di pressione: l’impennata dei rendimenti obbligazionari accompagnata dal ritorno del rischio energetico.
Il rendimento del Treasury americano a 30 anni ha raggiunto i livelli più elevati dal 2007, mentre il petrolio è salito verso 91 dollari al barile in seguito al deterioramento della situazione in Medio Oriente, alla chiusura dello Stretto di Hormuz e agli attacchi contro infrastrutture di Saudi Aramco.
La combinazione è particolarmente importante per oro e Forex. Da una parte, le aspettative di nuovi rialzi Fed stanno diminuendo e questo limita il potenziale del dollaro; dall’altra, petrolio e rendimenti elevati mantengono vivo il rischio inflazionistico e stanno esercitando pressione sull’oro.
