I mercati globali chiudono la settimana con un equilibrio sempre più fragile tra rendimenti obbligazionari elevati, petrolio in forte rialzo e crescente debolezza del dollaro. L’azionario internazionale ha registrato la peggiore performance settimanale da metà luglio, mentre le borse asiatiche hanno terminato la settimana in territorio negativo e i futures statunitensi cercano una stabilizzazione dopo il sell-off della seduta precedente.
In questo scenario emerge soprattutto l’oro, salito sui massimi degli ultimi tre mesi grazie alla debolezza del biglietto verde e a condizioni tecniche favorevoli. Parallelamente, il petrolio ha guadagnato oltre il 5% nella settimana, con le sanzioni statunitensi contro l’Iran e l’inasprimento delle tensioni geopolitiche che mantengono elevato il premio per il rischio energetico.
La configurazione rimane però complessa: un dollaro più debole sostiene XAU/USD, ma rendimenti e petrolio elevati mantengono aperto il rischio di nuove pressioni inflazionistiche e, di conseguenza, di politiche monetarie restrittive più a lungo.
