I mercati globali rimangono in una fase di forte volatilità, con petrolio e rendimenti obbligazionari nuovamente al centro dello scenario. Il Brent si mantiene sopra la soglia dei 100 dollari al barile, alimentando i timori che lo shock energetico possa tradursi in pressioni inflazionistiche più persistenti, mentre negli Stati Uniti i rendimenti dei Treasury raggiungono i livelli più elevati dal 2023 dopo un’operazione di riacquisto obbligazionario più debole delle attese.
Le borse asiatiche arretrano e le valute della regione risentono dell’aumento del costo dell’energia. L’oro attraversa invece una seduta più complessa: inizialmente penalizzato dall’aumento dei rendimenti americani, riesce successivamente a recuperare terreno grazie all’indebolimento del dollaro.
Il quadro continua quindi a essere dominato dalla stessa catena di trasmissione: Hormuz e tensioni geopolitiche spingono il petrolio, il petrolio alimenta il rischio inflazione e l’inflazione mantiene sotto pressione il mercato obbligazionario.
