La settimana compresa tra il 7 e l’11 settembre 2026 ha riportato la politica monetaria e l’inflazione al centro dell’attenzione degli investitori, in un contesto caratterizzato da forte nervosismo, rendimenti obbligazionari in crescita e una propensione al rischio progressivamente più fragile.
Il passaggio più importante è arrivato dall’Europa, dove il 10 settembre la Banca Centrale Europea ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50%. Una decisione accompagnata da un’impostazione ancora restrittiva e dalla disponibilità a ulteriori interventi qualora le pressioni inflazionistiche dovessero dimostrarsi persistenti.
