I mercati globali provano a recuperare terreno mentre l’attenzione degli investitori converge sulla decisione della Federal Reserve, destinata a rappresentare il principale spartiacque per la prossima fase di dollaro, rendimenti, oro e mercati azionari. Dopo le forti tensioni provocate dal rialzo dell’energia e dall’aumento dei rendimenti obbligazionari, il quadro mostra infatti alcuni segnali di distensione: il petrolio arretra, i rendimenti si stabilizzano e le borse tornano moderatamente positive.
Le azioni asiatiche avanzano, mentre i futures europei e statunitensi registrano lievi rialzi. Sul mercato valutario prevale invece la prudenza, con movimenti contenuti in attesa della Fed. L’oro riesce a beneficiare della combinazione tra dollaro leggermente più debole e ridimensionamento delle pressioni provenienti dal petrolio, recuperando terreno proprio alla vigilia dell’appuntamento monetario.
La tregua, tuttavia, rimane fragile. Le tensioni in Medio Oriente non sono scomparse e i nuovi attacchi rivendicati dagli Houthi contro strutture Aramco e obiettivi sauditi ricordano quanto rapidamente il rischio energetico possa tornare al centro del mercato.
