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Inflazione USA, il CPI accelera al 4,2%: energia protagonista, ma il dato core racconta una storia più sfumata

Scritto il 10/06/2026
da Redazione Forex Gump


L’inflazione americana torna al centro della scena con una lettura che, almeno in superficie, appare pesante. A maggio 2026, l’indice dei prezzi al consumo per tutti i consumatori urbani, il CPI-U, è salito dello 0,5% su base mensile destagionalizzata, dopo il +0,6% registrato ad aprile. Su base annua, l’indice generale ha segnato un incremento del 4,2%, in accelerazione rispetto al +3,8% dei dodici mesi terminati ad aprile.

Il dato, dunque, conferma una dinamica inflazionistica ancora sostenuta, ma la lettura più attenta della composizione interna mostra un quadro meno lineare rispetto a quanto suggerirebbe il solo numero headline. La pressione principale arriva infatti dall’energia, che ha rappresentato oltre il 60% dell’aumento mensile dell’indice complessivo. In altre parole, la nuova fiammata dell’inflazione statunitense non nasce da un’accelerazione generalizzata e uniforme dei prezzi, ma da una spinta molto concentrata su alcune componenti specifiche.


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