L’oro prova a ripartire, ma il recupero perde forza proprio sopra una soglia decisiva. Nella seduta di lunedì, XAU/USD restituisce i guadagni iniziali e arretra verso 4.176 dollari, dopo aver raggiunto un massimo intraday di 4.217 dollari. Il mancato consolidamento sopra i 4.200 dollari mantiene il metallo prezioso all’interno di una fase di incertezza, mentre gli investitori attendono i dati americani sull’inflazione prima di assumere posizioni più consistenti.
A frenare le quotazioni sono soprattutto la solidità del dollaro e gli elevati rendimenti dei Treasury. Sul fronte opposto, gli acquisti delle banche centrali e gli afflussi negli ETF continuano a offrire sostegno alla domanda. Il risultato è un mercato ancora privo di una direzione convincente: da circa due settimane, l’oro oscilla prevalentemente tra 4.100 e 4.200 dollari, senza che compratori o venditori riescano a imporre un movimento duraturo.
