I mercati globali stanno vivendo una seduta di svolta, in cui il miglioramento delle prospettive diplomatiche tra Stati Uniti e Iran ha riaperto con forza il tema del risk-on e ha cambiato rapidamente il tono di valute, materie prime e azionario. La notizia chiave è il progresso dei colloqui sullo Stretto di Hormuz, con Teheran che si è detta disponibile a una gestione congiunta del passaggio insieme all’Oman e ad affrontare anche il dossier nucleare, purché Washington rispetti i propri impegni. Questo è bastato per ridurre sensibilmente il premio di rischio sull’energia, indebolire il dollaro e riaccendere l’interesse per gli asset più sensibili al miglioramento del sentiment.
Il quadro di fondo è quello di un mercato che sta rapidamente ricalibrando le proprie aspettative. Il Brent scivola verso area 98 dollari al barile, il Nikkei supera per la prima volta quota 65.000, l’oro accelera grazie al dollaro più debole e anche le valute più esposte ai costi energetici, come la rupia indiana, ritrovano ossigeno. Non è ancora una normalizzazione piena, ma è certamente un cambio di tono che può aprire a un nuovo equilibrio di breve.

