Il mercato torna rapidamente in modalità difensiva. L’escalation tra Stati Uniti e Iran, unita ai timori per lo Stretto di Hormuz, sta ridisegnando il comportamento degli investitori su valute, commodities e azionario globale. Il risultato è un classico scenario risk-off: petrolio in rialzo, dollaro forte, equity in difficoltà e valute cicliche sotto pressione.
Le borse europee e i futures americani mostrano debolezza diffusa, mentre il Nasdaq e il comparto tecnologico iniziano a perdere parte della spinta accumulata nelle ultime settimane. In Asia il Kospi crolla del 3%, segnale che il mercato sta iniziando a ridurre esposizione sugli asset più sensibili alla crescita globale.
Nel frattempo, il Brent torna sopra quota 96 dollari al barile. Il mercato energetico resta il principale termometro della crisi: ogni nuova minaccia sul traffico marittimo nel Golfo Persico alimenta immediatamente timori inflazionistici e pressioni sulle banche centrali.

