Dopo settimane in cui il mercato è stato dominato quasi esclusivamente dalle tensioni in Medio Oriente, l'attenzione degli investitori torna progressivamente a concentrarsi sulla politica monetaria. L'avvicinarsi della riunione della Federal Reserve rappresenta il principale appuntamento della settimana, ma lo scenario resta tutt'altro che lineare.
Da una parte, il petrolio è tornato a salire oltre gli 82 dollari al barile dopo la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran, riaccendendo il timore che le tensioni energetiche possano frenare il processo di disinflazione. Dall'altra, alcuni dati macro iniziano a mostrare segnali di rallentamento delle pressioni sui prezzi, come dimostra l'inflazione australiana inferiore alle attese.
Il mercato si trova quindi davanti a un equilibrio delicato: capire se prevarrà il messaggio proveniente dai dati economici oppure quello imposto dalla geopolitica.

