I mercati globali entrano in una fase particolarmente delicata, dominata dall’incrocio tra rendimenti obbligazionari elevati, nuove pressioni sul petrolio e persistente instabilità geopolitica. I rendimenti negli Stati Uniti e nell’Eurozona hanno raggiunto livelli pluridecennali, mentre il Brent rimane sopra i 91 dollari al barile, sostenuto dai rischi sulle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz.
L’oro riesce comunque a recuperare terreno grazie alla contemporanea debolezza del dollaro e alla domanda di beni rifugio. La situazione resta però fragile: XAU/USD deve confrontarsi con rendimenti ancora molto elevati, mentre l’aumento del petrolio potrebbe riaccendere quelle pressioni inflazionistiche che negli ultimi giorni sembravano essersi parzialmente raffreddate.

