La sessione asiatica si è sviluppata in un clima di cautela, con gli investitori divisi tra la spinta positiva arrivata da Wall Street e il ritorno aggressivo del rischio geopolitico legato all’Iran. Negli Stati Uniti, la seduta precedente si era chiusa con nuovi massimi storici per S&P 500 e Nasdaq 100, sostenuti ancora una volta dalla forza dei semiconduttori e dal tema dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, il rialzo del petrolio e l’incertezza sulla possibile ripresa delle operazioni militari contro Teheran hanno limitato l’entusiasmo.
Il risultato è stato un quadro asiatico misto: nessun vero crollo del sentiment, ma nemmeno una prosecuzione lineare del rally globale. L’azionario dell’area Asia-Pacifico ha risentito della combinazione tra prezzi dell’energia più alti, dollaro più solido, rendimenti in rialzo e attesa per il dato sull’inflazione statunitense di aprile, in uscita oggi. A confermare la prudenza anche i futures europei, che indicano un’apertura negativa per il Vecchio Continente, con l’Euro Stoxx 50 atteso in calo dello 0,7%.
