La sessione europea di venerdì si è aperta sotto il peso di una violenta ondata di vendite sul comparto tecnologico, propagatasi da Wall Street all’Asia e successivamente ai listini del Vecchio Continente. Al centro della correzione si trovano ancora una volta i semiconduttori, penalizzati dai crescenti dubbi sulla sostenibilità dell’enorme ciclo di investimenti legato all’intelligenza artificiale.
Il movimento non appare più circoscritto a qualche singola società o a una presa di profitto occasionale. La pressione sta coinvolgendo l’intera filiera dei chip, dai produttori di semiconduttori alle società specializzate nelle apparecchiature necessarie per la loro realizzazione. A peggiorare il quadro contribuisce inoltre la nuova escalation militare tra Stati Uniti e Iran, che sta spingendo gli investitori a ridurre l’esposizione agli asset più rischiosi e a cercare maggiore protezione nei titoli di Stato americani e nell’oro.
