Il primo giorno di settembre si apre con una decisa dose di prudenza sui mercati europei. Dopo un avvio inizialmente quasi invariato, le vendite hanno progressivamente preso il sopravvento, mentre gli investitori si sono trovati a fronteggiare contemporaneamente il ritorno delle pressioni inflazionistiche nell’Eurozona, il nuovo rialzo del petrolio e un’accelerazione dei rendimenti obbligazionari su scala globale.
Lo Stoxx 600, inizialmente in calo di appena lo 0,07%, è arrivato a perdere circa lo 0,6%-0,7% nel corso della mattinata. All’interno dell’indice, tuttavia, la performance è stata fortemente differenziata: il settore oil & gas ha guadagnato circa l’1,3%, beneficiando direttamente dell’aumento delle quotazioni del greggio, mentre il comparto travel ha registrato perdite della stessa entità. I titoli chimici, nelle prime battute, erano invece avanzati dell’1,3%.
Il quadro riflette un mercato in cui il problema non è più soltanto geopolitico. Il rialzo dell’energia sta infatti iniziando a trasmettersi nuovamente alle aspettative d’inflazione e, attraverso queste, alle prospettive sui tassi d’interesse.
Ed è proprio il dato sull’inflazione dell’Eurozona ad aver fornito uno dei segnali più importanti della mattinata.
