Le prime ore della sessione europea di giovedì 10 settembre si sviluppano in un equilibrio estremamente delicato. I listini del Vecchio Continente hanno tentato un recupero dopo le recenti vendite, ma il movimento rimane fragile mentre gli investitori si preparano contemporaneamente a due appuntamenti destinati a condizionare profondamente le aspettative sui tassi: la decisione della Banca Centrale Europea e il nuovo dato sull’inflazione alla produzione degli Stati Uniti.
A complicare ulteriormente lo scenario c’è un petrolio che continua a muoversi stabilmente sopra i 100 dollari al barile, conseguenza dell’escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Il Brent rimane sopra quota 101 dollari, mantenendo elevate le preoccupazioni sull’inflazione proprio nel momento in cui le banche centrali devono decidere quanto ancora irrigidire la politica monetaria.
