La sessione asiatica di lunedì 12 ottobre si è sviluppata in modo contrastato, con gli investitori divisi tra il sollievo generato dal calo del petrolio, le persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e l’attesa per una nuova settimana particolarmente intensa sul fronte degli utili societari e dell’inflazione statunitense.
Il quadro regionale è apparso profondamente disomogeneo. La Corea del Sud ha registrato la performance peggiore, con il Kospi in calo del 3,03%, mentre l’S&P/ASX 200 australiano è salito dello 0,74%. A Hong Kong, l’Hang Seng ha guadagnato lo 0,17%, mentre il CSI 300 cinese ha perso lo 0,15%. I mercati giapponesi sono rimasti chiusi per festività.
Sul fondo resta la questione energetica: il presidente Donald Trump ha riaperto nel fine settimana la possibilità di un maggiore coinvolgimento americano contro gli Houthi in Yemen, ma contemporaneamente l’annuncio di un “cessate il fuoco energetico” tra Russia e Ucraina ha contribuito a spingere al ribasso le quotazioni del petrolio.
