La sessione asiatica di martedì 13 ottobre si è sviluppata in un clima di forte avversione al rischio, con le vendite concentrate soprattutto sulla Corea del Sud e sul comparto tecnologico regionale.
Il movimento più violento è stato registrato dal Kospi, che ha perso oltre il 6% durante la giornata, scendendo sotto quota 6.000 e toccando i livelli più bassi dal 31 luglio. Anche il Giappone ha subito forti pressioni, con il Nikkei 225 in calo di oltre il 2%, mentre i titoli tecnologici asiatici hanno seguito la debolezza osservata a Wall Street.
Alla base della prudenza degli investitori ci sono soprattutto tre elementi: il ritorno delle tensioni sui prezzi del petrolio, ormai sopra i 106 dollari al barile, l’attesa per i nuovi dati sull’inflazione statunitense e l’avvio della stagione delle trimestrali delle grandi banche americane.
