La settimana conclusa il 3 luglio 2026 ha consegnato ai mercati finanziari un messaggio chiaro: la narrativa della resilienza economica resta in piedi, ma comincia a mostrare crepe sempre più visibili. Tra dati sul lavoro statunitense più deboli del previsto, tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz, volatilità estrema sullo yen e un raffreddamento dell’inflazione europea, gli investitori hanno progressivamente ridimensionato le aspettative di nuove strette monetarie immediate.
Il quadro globale è stato dominato da tre forze principali: la revisione delle attese sulle banche centrali, la selettività crescente sul tema dell’intelligenza artificiale e il progressivo rientro del premio geopolitico sul petrolio. Le borse hanno alternato entusiasmo per semiconduttori e AI a prese di profitto sui grandi nomi tecnologici, mentre il mercato obbligazionario ha reagito soprattutto ai dati macro e alla comunicazione di Fed, BCE, BoE e BoJ.
