La settimana finanziaria compresa tra il 24 e il 28 agosto 2026 si è chiusa con un’immagine apparentemente contraddittoria. I principali listini azionari mondiali hanno mostrato una sorprendente capacità di resistenza: Wall Street ha terminato in positivo, così come Europa, Giappone e Australia. Eppure, proprio mentre gli indici conservavano gran parte dei guadagni, il quadro macro-finanziario diventava progressivamente più complesso.
Il punto di svolta è arrivato venerdì da Jackson Hole, dove il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha riportato con forza l’inflazione e il rischio di nuovi rialzi dei tassi al centro del dibattito. Il messaggio è stato sufficientemente restrittivo da spingere il mercato a portare dal 35% a circa il 57,5% la probabilità implicita di un aumento di 25 punti base già a settembre. Il dollaro ha reagito con il miglior progresso settimanale delle ultime dieci settimane e i rendimenti dei Treasury a breve termine sono saliti, mentre l’azionario statunitense ha restituito parte dell’entusiasmo costruito nei giorni precedenti attorno all’intelligenza artificiale e ai risultati di Nvidia.
