La corsa dell’intelligenza artificiale non si ferma più a Wall Street. Dopo aver alimentato per mesi il dominio dei colossi tecnologici americani, il mercato sembra ora guardare con crescente convinzione verso l’Asia. E in particolare verso la Corea del Sud, diventata improvvisamente uno degli epicentri più caldi della nuova febbre AI.
Il protagonista di questa fase è il Kospi, l’indice azionario sudcoreano, reduce da una cavalcata violenta che lo ha portato prima oltre quota 7.000 e poi sopra area 7.800, sostenuto dall’esplosione dei titoli legati ai semiconduttori. A dare ulteriore benzina al movimento è arrivata JPMorgan, che avrebbe alzato il proprio scenario base sul Kospi a 9.000 punti e il proprio scenario rialzista a 10.000 punti, implicando un potenziale ulteriore upside superiore al 25% rispetto ai livelli recenti dell’indice.
La tesi della banca americana è semplice ma potente: se il ciclo delle memorie resterà sostenuto dall’AI, la Borsa coreana potrebbe non aver ancora prezzato interamente la nuova fase degli utili.
