Improvvisa discesa dell’oro: 700 pips in 15 minuti nel venerdì di prese di profitto
16/01/2026
La settimana era stata brillante per il prezzo dell’oro (Gold), con i mercati in crescita costante e nuovi massimi toccati a metà settimana. Tuttavia, nel pomeriggio di venerdì si è verificato un brusco cambio di rotta. Verso le ore 16:00 (CET), l’oro ha subito un calo repentino: in circa 15 minuti (tre candele da 5 minuti sul grafico) il prezzo è sceso di oltre 700 pips, un movimento equivalente a circa 70 dollari per oncia in meno. Questo significa che un’oncia d’oro, che pochi giorni prima aveva raggiunto un record di $4.642,72, è precipitata fin quasi a $4.560 nel giro di pochi attimi. In termini percentuali, parliamo di un calo di oltre 1% in un intervallo di tempo brevissimo – una variazione piuttosto drastica per un bene rifugio come l’oro.
Bowman avverte la Fed: “Il lavoro è fragile”. E spinge per non “congelare” i tagli dei tassi
16/01/2026
Nel dibattito interno alla Federal Reserve, la Vice Chair Michelle Bowman alza il tono su un punto preciso: il rischio maggiore, adesso, non sarebbe l’inflazione, ma il lavoro. In un intervento al New England Economic Forum, a Foxborough (Massachusetts), Bowman ha sostenuto che, “dato il profilo dei rischi”, la banca centrale non dovrebbe comunicare alcuna intenzione di pausa nella campagna di tagli dei tassi. Il messaggio è chiaro: se l’economia resta resiliente, il mercato del lavoro potrebbe non esserlo altrettanto — e la Fed deve farsi trovare pronta.
Recap Sessione Europea: 16 Gennaio 2026
16/01/2026
Nelle prime ore della sessione europea, il mercato ha mostrato un tono meno costruttivo rispetto all’Asia: le borse europee scambiano perlopiù in calo, mentre i futures USA sono in rialzo, con una moderata sovraperformance del Nasdaq. Il contrasto è evidente: in Asia la spinta “AI/semiconduttori” ha sostenuto l’azionario; in Europa, invece, il sentiment appare più fragile e privo di un driver macro immediato che giustifichi un ritorno convinto al rischio.
Recap Sessione Asiatica: 16 Gennaio 2026
16/01/2026
La sessione asiatica ha avuto un baricentro chiaro: l’ottimismo sul tech (alimentato dalla spinta del settore semiconduttori dopo un report inizialmente brillante di TSMC) si è scontrato con un contesto che resta nervoso, dominato da trade policy USA, potenziali nuove misure sui chip e un Giappone tornato al centro del mercato FX per via del tema intervento sullo yen e delle aspettative sulla Bank of Japan.
Fed divisa tra tagli e prudenza: Goolsbee elogia Powell, Bostic avverte “inflazione troppo alta”
15/01/2026
Il punto di partenza, nelle parole del presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee, è la fotografia del lavoro: le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione sono uscite sotto le previsioni e, per lui, non è una sorpresa. Anzi: quel dato “basso” viene letto come un segnale di stabilità, più che come un’eccezione statistica. Il messaggio è chiaro: il mercato del lavoro, nel complesso, resta solido; c’è ancora forza nell’occupazione e la crescita appare “buona”, con un’economia che continua a macinare passo senza inciampi evidenti.

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Azionario

Inflazione USA: attesa per l’IPC annuale (standard e core) e possibili impatti sui mercati
13/01/2026
13/01/2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 05 - 09 Gennaio 2026
11/01/2026
11/01/2026
In attesa dell'NFP USA del 9 gennaio 2026: previsioni, disoccupazione e impatto sui mercati
08/01/2026
08/01/2026
Minutes Fed sotto i riflettori: il dollaro si stabilizza, l’oro scivola e i mercati si preparano al nuovo anno
29/12/2025
29/12/2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 15 - 19 Dicembre 2025
21/12/2025
21/12/2025

Federal Reserve

Bowman avverte la Fed: “Il lavoro è fragile”. E spinge per non “congelare” i tagli dei tassi
16/01/2026
Nel dibattito interno alla Federal Reserve, la Vice Chair Michelle Bowman alza il tono su un punto preciso: il rischio maggiore, adesso, non sarebbe l’inflazione, ma il lavoro. In un intervento al New England Economic Forum, a Foxborough (Massachusetts), Bowman ha sostenuto che, “dato il profilo dei rischi”, la banca centrale non dovrebbe comunicare alcuna intenzione di pausa nella campagna di tagli dei tassi. Il messaggio è chiaro: se l’economia resta resiliente, il mercato del lavoro potrebbe non esserlo altrettanto — e la Fed deve farsi trovare pronta.
Fed divisa tra tagli e prudenza: Goolsbee elogia Powell, Bostic avverte “inflazione troppo alta”
15/01/2026
Il punto di partenza, nelle parole del presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee, è la fotografia del lavoro: le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione sono uscite sotto le previsioni e, per lui, non è una sorpresa. Anzi: quel dato “basso” viene letto come un segnale di stabilità, più che come un’eccezione statistica. Il messaggio è chiaro: il mercato del lavoro, nel complesso, resta solido; c’è ancora forza nell’occupazione e la crescita appare “buona”, con un’economia che continua a macinare passo senza inciampi evidenti.
Fed a due voci: Paulson vede tagli “più avanti”, Kashkari frena per l’inflazione e l’effetto tariffe
14/01/2026
Il dibattito interno alla Federal Reserve torna a farsi esplicito: da un lato, la presidente della Fed di Philadelphia Anna Paulson si dice “cautamente ottimista” sul ritorno dell’inflazione verso il target e apre a ulteriori tagli dei tassi più avanti nell’anno, a patto che le previsioni si rivelino corrette. Dall’altro, il presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari mette in guardia dal correre troppo, sostenendo che i tassi dovrebbero restare fermi questo mese e che l’inflazione potrebbe rimanere sopra il 2% ancora per due o tre anni, anche per via dell’effetto nel tempo delle tariffe di Trump sui prezzi.
Oro a un passo da 4.650: tagli Fed, “bene rifugio” e ombre sull’indipendenza della banca centrale spingono XAU/USD
14/01/2026
Nella sessione asiatica di mercoledì, l’oro (XAU/USD) ha aggiornato ancora una volta i massimi storici, toccando 4.639,77 dollari e trattando in area 4.650. Il movimento non nasce da un singolo catalizzatore, ma dall’incastro di tre forze che, quando si allineano, tendono a rendere il metallo giallo particolarmente “reattivo”: aspettative di tagli dei tassi Fed, domanda di copertura geopolitica e un tema più raro ma potentissimo, cioè il rischio percepito sull’indipendenza della Federal Reserve.
Inflazione USA: attesa per l’IPC annuale (standard e core) e possibili impatti sui mercati
13/01/2026
Oggi alle 14:30 (ora italiana) è in programma la pubblicazione di un dato molto atteso: l’indice dei prezzi al consumo (IPC) degli Stati Uniti, sia nella versione headline (inflazione complessiva) sia core (al netto di alimentari ed energia), su base annua. Si tratta di un indicatore chiave dell’andamento dei prezzi al consumo, che influenza le decisioni delle banche centrali e le reazioni dei mercati finanziari. Di seguito vediamo cosa si aspettano le principali banche d’investimento (JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, UBS e altri), le previsioni degli hedge fund istituzionali, e quali potrebbero essere gli effetti sulla politica monetaria e sui mercati.

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Riduzione dei dazi alla Cina: Trump rilancia, ma i mercati chiedono fatti
“Un’opportunità straordinaria”: Bessent apre alla Cina e invoca una nuova era del commercio globale
Goolsbee tra Inflazione, Dazi e Fed Indipendente: “Effetto Modesto, Ma Serve Prudenza”
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Trump e il Rischio Recessione: "Fase di Transizione" o Tempesta in Arrivo?
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Recap Sessioni

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16 gennaio 2026
Recap Sessione Europea: 16 Gennaio 2026
Nelle prime ore della sessione europea, il mercato ha mostrato un tono meno costruttivo rispetto all’Asia: le borse europee scambiano perlopiù in calo, mentre i futures USA sono in rialzo, con una moderata sovraperformance del Nasdaq. Il contrasto è evidente: in Asia la spinta “AI/semiconduttori” ha sostenuto l’azionario; in Europa, invece, il sentiment appare più fragile e privo di un driver macro immediato che giustifichi un ritorno convinto al rischio.
16 gennaio 2026
Recap Sessione Asiatica: 16 Gennaio 2026
La sessione asiatica ha avuto un baricentro chiaro: l’ottimismo sul tech (alimentato dalla spinta del settore semiconduttori dopo un report inizialmente brillante di TSMC) si è scontrato con un contesto che resta nervoso, dominato da trade policy USA, potenziali nuove misure sui chip e un Giappone tornato al centro del mercato FX per via del tema intervento sullo yen e delle aspettative sulla Bank of Japan.
15 gennaio 2026
Recap Sessione Europea: 15 Gennaio 2026
Le prime ore della sessione europea si aprono con un tono costruttivo e una leadership chiara: l’azionario sale, ma lo fa soprattutto dove c’è visibilità sugli utili e sulla domanda strutturale. Le borse europee risultano complessivamente più toniche, i future USA sono in verde e il Nasdaq future sovraperforma grazie al post-earnings di TSMC, che nel pre-market guadagna con decisione. È una seduta che, per impostazione, somiglia a una rotazione “risk-on selettiva”: il mercato premia il ciclo tecnologico legato all’AI e, contemporaneamente, tiene la testa girata verso due fonti di rischio che possono cambiare la trama della giornata in pochi minuti: dazi/tariffe sui semiconduttori e aggiornamenti geopolitici sul Medio Oriente.
15 gennaio 2026
Recap Sessione Asiatica: 15 Gennaio 2026
La sessione asiatica si è aperta in un clima di apparente calma solo dopo una delle notti più tese degli ultimi mesi. Le Borse dell’area Asia-Pacifico hanno mostrato una resilienza sorprendente rispetto al sell-off tecnologico di Wall Street, ma dietro la tenuta degli indici resta una miscela esplosiva di geopolitica, guerra commerciale sui semiconduttori e nervosismo sulle materie prime.
14 gennaio 2026
Recap Sessione Europea: 14 Gennaio 2026
Le prime ore della sessione europea si sono trasformate rapidamente da “apertura costruttiva” a “risk-off controllato”. Le borse del Vecchio Continente hanno iniziato la giornata con un tono positivo, ma hanno poi virato broadly in negativo (STOXX 600 -0,1%) man mano che il flusso di dichiarazioni sull’Iran ha deteriorato la propensione al rischio. In parallelo, anche i future USA si sono appesantiti (ES -0,4%, NQ -0,6%, RTY -0,2%), mentre i mercati hanno iniziato a prezzare con maggiore urgenza il premio geopolitico: non tanto per un evento già avvenuto, quanto per la combinazione di minacce incrociate e segnali operativi sul terreno.
14 gennaio 2026
Recap Sessione Asiatica: 14 Gennaio 2026
La sessione asiatica si è mossa su un equilibrio apparentemente paradossale: azioni in gran parte in rialzo (con Tokyo protagonista), dollaro in ritracciamento dopo il massimo intraday e materie prime ancora in modalità “super-ciclo”, mentre sullo sfondo si alza il volume del dossier più sensibile del momento — rapporti USA-Cina, export di semiconduttori e Taiwan Strait. Il mercato ha letto una nottata ricca di headline come un mix di “rischio gestibile” e “rischio che cambia forma”: meno shock immediati, più incertezza strutturale.
13 gennaio 2026
Recap Sessione Europea: 13 Gennaio 2026
Le prime ore della sessione europea si sono mosse in modalità attendista: listini del Vecchio Continente tentennano e i future USA arretrano moderatamente, con il mercato che concentra tutta l’attenzione sul dato di inflazione statunitense (CPI) di dicembre. Sullo sfondo, un mix di tensioni geopolitiche (Iran e Mar Nero), frizioni commerciali (tariffe e filiere strategiche) e un tema politico-industriale che rimbalza sui titoli tech: la richiesta di Trump di ridurre i costi elettrici legati ai data center per i cittadini americani.
13 gennaio 2026
Recap Sessione Asiatica: 13 Gennaio 2026
La sessione asiatica del si è mossa su un equilibrio delicato tra euforia azionaria, tensioni geopolitiche e nuove faglie nel sistema commerciale globale. A dominare la scena sono stati tre fattori: l’avanzamento dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Taiwan con al centro TSMC, la rinnovata volatilità dello yen legata alla politica giapponese e l’ombra di un possibile confronto militare tra Washington e Teheran. Sullo sfondo, i mercati hanno iniziato a posizionarsi in vista del CPI USA, consapevoli che il tema dell’indipendenza della Fed resta un rischio sistemico.
12 gennaio 2026
Recap Sessione Europea: 12 Gennaio 2026
Le prime ore della sessione europea del 12 gennaio 2026 si aprono con un mix che raramente lascia indifferenti: tensione istituzionale negli Stati Uniti, geopolitica in escalation e mercati che rispondono in modo quasi “da manuale” quando la fiducia nel perno del sistema viene messa in discussione. Il catalizzatore è il fronte Federal Reserve: secondo quanto riportato, i procuratori federali USA hanno avviato un’indagine penale sul presidente della Fed Jerome Powell legata ai lavori di ristrutturazione della sede di Washington e alla veridicità delle sue dichiarazioni al Congresso. La reazione è immediata e trasversale: dollaro sotto pressione, curva dei rendimenti che si irripidisce, oro che stampa nuovi massimi storici oltre 4.6k, e azionario europeo che fatica a trovare appoggi, mentre i future USA scivolano.
12 gennaio 2026
Recap Sessione Asiatica: 12 Gennaio 2026
La sessione asiatica del si è aperta con un tono apparentemente costruttivo sugli indici, ma con un sottofondo di rischio istituzionale e geopolitico che ha rapidamente spostato i flussi su metalli preziosi e contro biglietto verde. Il driver centrale è diventato politico-monetario: l’apertura di un’indagine penale su Jerome Powell, con il tema dell’indipendenza della Federal Reserve che torna improvvisamente un fattore di prezzo.
09 gennaio 2026
Recap Sessione Europea: 09 Gennaio 2026
Le prime ore della sessione europea del 09/01/2026 si aprono con un tono costruttivo: le azioni del Vecchio Continente avanzano e il STOXX 600 guadagna circa lo 0,4%, in scia a un’Asia-Pacifico prevalentemente positiva, ma senza quella convinzione tipica delle giornate “libere da eventi”. Il mercato resta infatti in modalità “conto alla rovescia”: oggi il baricentro si sposta sul Jobs Report statunitense di dicembre (NFP), con in calendario anche il Michigan Sentiment preliminare di gennaio e il Canadian Jobs Report. Sullo sfondo incombe inoltre un potenziale passaggio chiave sul fronte tariffe (attenzione a una possibile decisione della Corte Suprema USA), mentre sul palco dei banchieri centrali compaiono, tra gli altri, Lane per la BCE e Kashkari e Barkin per la Fed.
09 gennaio 2026
Recap Sessione Asiatica: 09 Gennaio 2026
La sessione asiatica di venerdì 9 gennaio si è mossa in un equilibrio delicato tra propensione al rischio e cautela macro, riflettendo una Wall Street chiusa la vigilia in modo disomogeneo e un’agenda globale carica di potenziali detonatori. Le borse dell’area Asia-Pacifico hanno chiuso prevalentemente in rialzo, ma con volumi e convinzione contenuti, mentre gli investitori hanno preferito non sbilanciarsi in vista del cruciale rapporto sul mercato del lavoro statunitense e della possibile decisione della Corte Suprema USA sui dazi.

Recap Settimanale

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11 gennaio 2026
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 05 - 09 Gennaio 2026
La prima settimana del 2026 (5-9 gennaio) ha visto i mercati finanziari mondiali partire con il piede giusto nonostante shock geopolitici e segnali economici misti. In un clima da risk-on, gli indici azionari hanno toccato nuovi massimi, spinti dall’ottimismo su inflazione e tassi, mentre gli operatori hanno mostrato notevole resilienza di fronte a eventi clamorosi come l’operazione militare statunitense in Venezuela. I trader, infatti, hanno rapidamente spostato l’attenzione dal dramma politico ai fondamentali macro, in vista di dati cruciali come i PMI di servizi e soprattutto il rapporto sull’occupazione USA di venerdì. Ne è emerso un braccio di ferro tra due narrative opposte: da un lato le tensioni globali (dall’America Latina fino all’Artico), dall’altro i “freddi numeri” economici – con i secondi che hanno finito per guidare il sentiment. Di seguito ripercorriamo i fatti salienti della settimana nei principali Paesi, includendo i dati macro…
21 dicembre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 15 - 19 Dicembre 2025
L’ultima settimana completa di contrattazioni del 2025 (15-19 dicembre) ha riservato ai mercati finanziari un finale d’anno movimentato e denso di notizie. Dagli Stati Uniti all’Asia, inflazione in calo e decisioni sui tassi d’interesse hanno dettato il sentiment degli investitori, alimentando oscillazioni marcate su azioni, obbligazioni e valute. Molte piazze azionarie hanno iniziato la settimana in ribasso, zavorrate dai timori per le valutazioni tecnologiche e dal clima pre-festivo prudente, per poi rimbalzare con vigore dopo dati sull’inflazione più benigni del previsto. Nel frattempo, le banche centrali delle principali economie hanno offerto indicazioni contrastanti: negli USA e in Europa prevale una linea accomodante di fronte al rallentamento dei prezzi, mentre in Giappone si registra una storica stretta monetaria. In questo contesto, il dollaro ha oscillato contro le altre valute chiave, mantenendosi solido soprattutto verso…
14 dicembre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 08 - 12 Dicembre 2025
Negli Stati Uniti la settimana è stata dominata dalla riunione della Federal Reserve, che mercoledì 10 dicembre ha annunciato un taglio dei tassi di 25 punti base come ampiamente previsto. Il target dei Fed Funds è sceso così a un intervallo 3,50%–3,75%, con un voto FOMC insolitamente diviso (9 favorevoli e 3 contrari). Più del dato in sé, a incidere sui mercati è stato il tono accomodante del presidente Jerome Powell, che ha attribuito l’inflazione in eccesso soprattutto ai dazi (definendone l’impatto “transitorio”). Questo messaggio ha sorpreso per dovishness e ha alimentato aspettative di ulteriore allentamento nel 2026, indebolendo il dollaroamericano in modo generalizzato fino a fine settimana. Contestualmente, Powell ha segnalato che la politica futura dipenderà dai dati, con la Fed pronta a sospendere i tagli se l’economia sorprende al rialzo, ma al momento le proiezioni ufficiali indicano un solo taglio
07 dicembre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 01 - 05 Dicembre 2025
Il panorama macroeconomico degli Stati Uniti si è trasformato in un labirinto di segnali incoerenti. Mercoledì, l’ADP ha lanciato un allarme con un calo di 32 mila posti di lavoro nel settore privato, un dato che ha immediatamente alimentato timori di un rallentamento più pronunciato del previsto. Eppure, nel giro di ventiquattro ore, la narrativa è stata bruscamente ribaltata dalle Initial Jobless Claims, precipitate ai minimi dal 2022 e interpretate come un segno di estrema solidità occupazionale. Questa sequenza dissonante ha reso impossibile tracciare una traiettoria chiara del mercato del lavoro, proprio mentre il rinvio del Non-Farm Payrolls privava il FOMC dell’indicatore più atteso.
30 novembre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 24 - 28 Novembre 2025
La settimana statunitense è stata dominata da un cambiamento improvviso e dirompente nella narrativa della Federal Reserve. Il cosiddetto “Waller Pivot” ha ribaltato mesi di prudenza: il governatore Waller e la presidente Daly hanno dichiarato apertamente che l’inflazione non rappresenta più una minaccia e che un taglio a dicembre è necessario per prevenire un deterioramento del mercato del lavoro. Questa presa di posizione esplicita, e in un certo senso sorprendente, ha creato un effetto domino sui mercati, provocando un violento repricing delle aspettative e spingendo le probabilità di un taglio oltre il settantacinque per cento. Il Dollaro è scivolato ai minimi plurimensili, indebolito da una combinazione di rendimenti in calo e abbandono della narrativa hawkish.
23 novembre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 17 - 21 Novembre 2025
La settimana 17-21 novembre 2025 si chiude con un quadro globale sfaccettato: gli indicatori anticipatori continuano a segnalare crescita, ma con forti divergenze tra servizi e manifattura, tra Stati Uniti ed Europa, tra economie ancora trainate dalla domanda interna e Paesi che iniziano a scontare pienamente dazi, rallentamento del commercio e consumatore stanco. Sullo sfondo, l’inflazione resta il tema-chiave, ma paradossalmente si fa più “opaca” proprio nel momento in cui le banche centrali dovrebbero decidere i prossimi tagli ai tassi.
16 novembre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 10 - 14 Novembre 2025
Nella settimana dal 10 al 14 novembre i mercati finanziari globali si sono mossi in un equilibrio precario, schiacciati tra tre grandi forze: il riemergere di dubbi sulle valutazioni legate all’intelligenza artificiale, il messaggio prudente e poco accomodante in arrivo dalle banche centrali – in primis la Federal Reserve – e un quadro geopolitico che continua a deteriorarsi, con tensioni concentrate soprattutto in Medio Oriente e sul fronte energetico.
09 novembre 2025
Recap dei Mercati Finanziari: 03 - 07 Novembre 2025
La prima settimana di novembre ha rappresentato uno spartiacque nei mercati finanziari globali. Dopo settimane in cui il racconto dominante era quello della forza americana — un’economia resiliente, un mercato del lavoro solido e un dollaro inarrestabile — lo scenario si è improvvisamente capovolto. Il “narrative trade” che aveva spinto investitori e algoritmi a premiare l’eccezionalismo statunitense è collassato nel giro di quarantotto ore, trascinando con sé valute, azioni e rendimenti.
02 novembre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 27 - 31 Ottobre 2025
La settimana si è aperta con il mondo finanziario concentrato sul vertice Trump-Xi, nella speranza di una de-escalation commerciale capace di offrire respiro a un contesto macro sempre più fragile. Tuttavia, ciò che doveva essere un momento di sollievo geopolitico si è trasformato in una tempesta monetaria.
26 ottobre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 20 - 24 Ottobre 2025
La settimana si è chiusa con un quadro dei mercati decisamente complesso e contraddittorio. Le nuove sanzioni americane contro i giganti energetici russi Rosneft e Lukoil hanno scatenato un forte rialzo dei prezzi del petrolio e riacceso il dibattito sull’inflazione globale, proprio nei giorni in cui i dati statunitensi sull’inflazione al consumo (CPI)suggerivano un raffreddamento dei prezzi. I mercati, già disorientati dallo shutdown del governo americano e dal silenzio stampa imposto alla Federal Reserve prima del meeting di fine mese, si sono così trovati stretti tra segnali di disinflazione, pressioni sui costi energetici e un improvviso ritorno delle tensioni geopolitiche.
19 ottobre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 13 - 17 Ottobre 2025
La settimana dal 13 al 17 ottobre 2025 ha rappresentato una parentesi di sospensione per i mercati finanziari globali. Un momento in cui l’attenzione si è concentrata non tanto sui dati pubblicati, quanto sull’assenza di essi. La prosecuzione della chiusura del governo federale statunitense, entrata ormai nella sua terza settimana, ha infatti paralizzato buona parte della macchina statistica americana, costringendo gli investitori a navigare a vista in un contesto informativo parziale.
12 ottobre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 06 - 10 Ottobre 2025
La settimana dal 6 al 10 ottobre 2025 ha segnato un nuovo capitolo di incertezza per i mercati finanziari globali. Negli Stati Uniti, il prolungarsi dello shutdown federale ha bloccato la pubblicazione di numerosi indicatori chiave, privando analisti e policymaker di punti di riferimento fondamentali in un momento delicato per il ciclo economico. Le conseguenze si sono propagate ben oltre Washington, influenzando la fiducia delle imprese, le aspettative dei consumatori e la volatilità delle borse mondiali.

Recap Speech

Pubblicato il 10/12/2025
Recap Speech Powell: 10 Dicembre 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 29/10/2025
Recap Speech Powell: 29 Ottobre 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 17/09/2025
Recap Speech Powell: 17 Settembre 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 30/07/2025
Recap Speech Powell: 30 Luglio 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 18/06/2025
Recap Speech Powell: 18 Giugno 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 07/05/2025
Recap Speech Powell: 07 Maggio 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 19/03/2025
Recap Speech Powell: 19 Marzo 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 29/01/2025
Recap Speech Powell: 29 Gennaio 2025
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 18/12/2024
Recap Speech Powell: 18 Dicembre 2024
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 08/11/2024
Recap Speech Powell: 07 Novembre 2024
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 18/09/2024
Recap Speech Powell: 18 Settembre 2024
Redazione Forex Gump
Pubblicato il 31/07/2024
Recap speech Powell: 31 Luglio 2024
Redazione Forex Gump
16 gennaio 2026
Improvvisa discesa dell’oro: 700 pips in 15 minuti nel venerdì di prese di profitto
La settimana era stata brillante per il prezzo dell’oro (Gold), con i mercati in crescita costante e nuovi massimi toccati a metà settimana. Tuttavia, nel pomeriggio di venerdì si è verificato un brusco cambio di rotta. Verso le ore 16:00 (CET), l’oro ha subito un calo repentino: in circa 15 minuti (tre candele da 5 minuti sul grafico) il prezzo è sceso di oltre 700 pips, un movimento equivalente a circa 70 dollari per oncia in meno. Questo significa che un’oncia d’oro, che pochi giorni prima aveva raggiunto un record di $4.642,72, è precipitata fin quasi a $4.560 nel giro di pochi attimi. In termini percentuali, parliamo di un calo di oltre 1% in un intervallo di tempo brevissimo – una variazione piuttosto drastica per un bene rifugio come l’oro.
14 gennaio 2026
Oro a un passo da 4.650: tagli Fed, “bene rifugio” e ombre sull’indipendenza della banca centrale spingono XAU/USD
Nella sessione asiatica di mercoledì, l’oro (XAU/USD) ha aggiornato ancora una volta i massimi storici, toccando 4.639,77 dollari e trattando in area 4.650. Il movimento non nasce da un singolo catalizzatore, ma dall’incastro di tre forze che, quando si allineano, tendono a rendere il metallo giallo particolarmente “reattivo”: aspettative di tagli dei tassi Fed, domanda di copertura geopolitica e un tema più raro ma potentissimo, cioè il rischio percepito sull’indipendenza della Federal Reserve.
12 gennaio 2026
Yellen alza il tiro: “Indagine su Powell estremamente inquietante”. E avverte i mercati: “Dovrebbero preoccuparsi”
Janet Yellen rompe il silenzio con parole che pesano come un warning istituzionale. L’ex presidente della Federal Reserve ed ex segretaria al Tesoro ha condannato l’indagine che coinvolge il suo successore, Jerome Powell, definendola “extremely chilling” per l’indipendenza della banca centrale. Il punto non è solo l’ennesimo scontro politico attorno alla Fed, ma la natura del colpo: un’inchiesta che, nella lettura di Yellen, rischia di trasformare l’autonomia monetaria in terreno di contesa giudiziaria e di convenienza.
12 gennaio 2026
Oro a 4.600 dollari: il mercato sta votando contro la Fed
L’oro ha toccato un nuovo massimo storico a 4.600 dollari l’oncia, ma questo movimento non nasce da un eccesso speculativo né da un segnale tecnico isolato. È il risultato di una crisi istituzionale nel cuore del sistema monetario americano che ha spinto i capitali globali a cercare rifugio fuori dal dollaro e fuori dalla Federal Reserve.
09 gennaio 2026
Oro scosso dal report sul lavoro: NFP debole, il mercato rilegge la Fed
Il focus del report è chiaro: la crescita dell’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls, NFP) rallenta, e lo fa in modo che il mercato fatica a ignorare. A dicembre, gli Stati Uniti registrano un aumento di +50.000 posti di lavoro: un numero contenuto, che pesa sulla narrativa di un mercato del lavoro “in accelerazione” e riporta al centro la domanda più sensibile per gli asset: quanto spazio avrà la Federal Reserve per allentare la politica monetaria nei prossimi mesi.
06 gennaio 2026
Oro, rally che sfida il “risk-on”: XAU/USD risale verso 4.500 mentre i dati sul lavoro USA incombono
Lo spot gold estende l’avanzata e, nel pomeriggio americano di martedì, oscilla in area 4.480 dollari l’oncia, con XAU/USD a 4.478. Il movimento si sviluppa nonostante il miglioramento del sentiment, visibile nel tono positivo delle borse globali: un segnale che la domanda di oro resta sostenuta in un contesto di crescita sì ancora in espansione, ma più lenta, e con il mercato già proiettato sulla prima tornata di dati occupazionali statunitensi in arrivo.
29 dicembre 2025
Minutes Fed sotto i riflettori: il dollaro si stabilizza, l’oro scivola e i mercati si preparano al nuovo anno
Il mercato entra nella giornata del 30 dicembre con una domanda semplice ma decisiva: il taglio da 25 punti base di dicembre e il segnale di un ulteriore taglio nel 2026 sono l’inizio di un percorso lineare, oppure un compromesso fragile che richiederà conferme continue? È qui che i verbali del FOMC diventano centrali: non tanto per “dire” cosa farà la Fed domani, ma per far capire quanto sia convinto, e quanto sia condizionato, il Comitato nel preparare il terreno del prossimo anno.
29 dicembre 2025
Oro e argento crollano dopo i record: prese di profitto violente riaprono la battaglia sui livelli chiave
Dopo aver aggiornato i massimi storici, oro e argento registrano una brusca inversione nelle prime ore della sessione statunitense di lunedì, travolti da un’ondata di prese di profitto e dallo smontaggio rapido delle posizioni lunghe da parte dei trader di futures di breve periodo. Il movimento segna una cesura netta rispetto all’euforia dei giorni precedenti e riporta il mercato su un terreno decisamente più tecnico, dove supporti e resistenze tornano a dettare il passo.
29 dicembre 2025
L’oro frena dopo i massimi storici: le speranze di pace raffreddano il rally, il mercato entra in fase di consolidamento
Dopo una corsa impressionante culminata in nuovi massimi storici, l’oro avvia una fase di correzione che riflette un cambiamento, seppur temporaneo, nel sentiment degli investitori. Il metallo prezioso ha infatti ceduto parte dei guadagni accumulati durante il rally natalizio, che lo aveva spinto fino a un record assoluto a quota 4.449, in concomitanza con le notizie provenienti dal vertice tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in Florida.
23 dicembre 2025
Oro ai massimi storici: Fed più incerta, dollaro fragile e geopolitica infuocata spingono il rally di XAU/USD
La corsa dell’oro non mostra segni di rallentamento. Per il secondo giorno consecutivo, il prezzo di Gold (XAU/USD) aggiorna i massimi storici e si avvicina con decisione alla soglia psicologica dei 4.500 dollari l’oncia, sostenuto da un mix di fattori macroeconomici, monetari e geopolitici che rafforzano l’idea di un trend rialzista profondo e strutturale. Non si tratta più soltanto di una reazione tattica ai movimenti del dollaro, ma di una rivalutazione più ampia del ruolo dell’oro nel sistema finanziario globale.
21 dicembre 2025
Recap Settimanale dei Mercati Finanziari: 15 - 19 Dicembre 2025
L’ultima settimana completa di contrattazioni del 2025 (15-19 dicembre) ha riservato ai mercati finanziari un finale d’anno movimentato e denso di notizie. Dagli Stati Uniti all’Asia, inflazione in calo e decisioni sui tassi d’interesse hanno dettato il sentiment degli investitori, alimentando oscillazioni marcate su azioni, obbligazioni e valute. Molte piazze azionarie hanno iniziato la settimana in ribasso, zavorrate dai timori per le valutazioni tecnologiche e dal clima pre-festivo prudente, per poi rimbalzare con vigore dopo dati sull’inflazione più benigni del previsto. Nel frattempo, le banche centrali delle principali economie hanno offerto indicazioni contrastanti: negli USA e in Europa prevale una linea accomodante di fronte al rallentamento dei prezzi, mentre in Giappone si registra una storica stretta monetaria. In questo contesto, il dollaro ha oscillato contro le altre valute chiave, mantenendosi solido soprattutto verso…
16 dicembre 2025
Occupazione USA in stallo: segnali di fine ciclo in un mercato del lavoro che scricchiola
Il mercato del lavoro statunitense del novembre 2025 mostra un'apparente stabilità che, in realtà, cela segnali inquietanti di un ciclo in fase di esaurimento. La crescita occupazionale, infatti, si è fermata a soli 64 mila posti, mentre il tasso di disoccupazione si è mantenuto al 4,6 per cento, salendo progressivamente rispetto al 4,2 per cento dello stesso mese dell'anno scorso. Se da un lato i numeri non evidenziano un crollo, dall'altro mettono in luce un mercato sempre più fragile e diviso, che fatica a rispondere alle sfide strutturali. La stabilità che appare nei dati nasconde un quadro in continua discesa, dove le opportunità si concentrano in pochi settori e dove la forza lavoro continua a essere sfruttata in modo subottimale.

Insider News

Inflazione USA: attesa per l’IPC annuale (standard e core) e possibili impatti sui mercati
13/01/2026
Oggi alle 14:30 (ora italiana) è in programma la pubblicazione di un dato molto atteso: l’indice dei prezzi al consumo (IPC) degli Stati Uniti, sia nella versione headline (inflazione complessiva) sia core (al netto di alimentari ed energia), su base annua. Si tratta di un indicatore chiave dell’andamento dei prezzi al consumo, che influenza le decisioni delle banche centrali e le reazioni dei mercati finanziari. Di seguito vediamo cosa si aspettano le principali banche d’investimento (JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, UBS e altri), le previsioni degli hedge fund istituzionali, e quali potrebbero essere gli effetti sulla politica monetaria e sui mercati.
In attesa dell'NFP USA del 9 gennaio 2026: previsioni, disoccupazione e impatto sui mercati
08/01/2026
Il Non-Farm Payrolls (NFP), ossia il rapporto mensile sull’occupazione non agricola negli Stati Uniti, in uscita venerdì 9 gennaio 2026 attirerà l’attenzione di investitori e analisti in tutto il mondo. Questo dato, insieme al tasso di disoccupazione, fornisce un termometro fondamentale della salute del mercato del lavoro americano. La sua importanza è accentuata dal contesto attuale: nel corso della seconda metà del 2025 l’occupazione USA ha mostrato segnali di rallentamento, con la disoccupazione in costante aumento da agosto. A novembre 2025 l’economia americana ha creato solo 64 mila posti di lavoro (ben al di sotto delle medie storiche recenti) e il tasso di disoccupazione è salito al 4,6%, il livello più alto dal 2021. Questa debolezza del mercato del lavoro ha già influenzato la politica monetaria: la Federal Reserve ha attuato tre tagli consecutivi dei tassi di interesse entro la fine del 2025, proprio in…
Mercato del lavoro USA: attesa per il rapporto NFP
15/12/2025
Il 16 dicembre 2025 gli investitori di tutto il mondo avranno gli occhi puntati sul rapporto occupazionale degli Stati Uniti, comunemente noto come Non-Farm Payrolls (NFP). Si tratta del primo aggiornamento completo sul mercato del lavoro americano dopo settimane di ritardo dovute a uno shutdown del governo federale, che ha posticipato la diffusione dei dati. Oltre al numero di nuovi posti di lavoro non agricoli creati (NFP), il report fornirà anche il tasso di disoccupazione di novembre – indicatori chiave per tastare il polso dell’economia USA. Questo appuntamento è particolarmente cruciale perché giunge a ridosso di decisioni importanti della Federal Reserve e potrebbe influenzare le aspettative sui tassi d’interesse nel 2026.
Powell non salva il mercato: Goldman Sachs rivela le crepe tecniche ignorate dagli analisti
11/12/2025
Un documento ufficiale e interno di Goldman Sachs, firmato da Rich Privorotsky, racconta con una franchezza sorprendente ciò che realmente è accaduto sui mercati dopo la riunione della Federal Reserve e il crollo inatteso di Oracle. Non si tratta di un report di ricerca, ma di materiale operativo dei desk FICC ed Equities: proprio per questo la sua lettura offre una profondità interpretativa molto più nitida rispetto ai commenti pubblici. Il documento mette in luce una serie di elementi quantitativi che spiegano perché una Fed più morbida del previsto non sia riuscita a generare neppure un rimbalzo tecnico sui principali indici, aprendo invece uno scenario di crescente fragilità.
Riunione Fed del 10 dicembre: un pivot in bilico tra inflazione e crescita
09/12/2025
La riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) del 9-10 dicembre 2025 si preannuncia come uno degli appuntamenti più attesi e delicati dell’anno. Dopo mesi di segnali economici contrastanti e dichiarazioni discordanti all’interno della stessa Federal Reserve, i mercati finanziari guardano a questo meeting come a un possibile punto di svolta – un pivot – della politica monetaria americana. Sarà un momento chiave per capire se la Fed taglierà nuovamente i tassi di interesse o manterrà una pausa prudente, e soprattutto come traccerà la rotta per il 2026. Di seguito analizziamo i temi fondamentali: le ultime dichiarazioni dei membri di spicco della Fed, il quadro macroeconomico recente, le aspettative di taglio o status quo, le previsioni delle grandi banche d’investimento, il ruolo cruciale del nuovo “dot plot” e delle proiezioni economiche, e infine l’importanza della comunicazione del presidente Jerome Powell nel bilanciare la…

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