Fed, pausa con allarme sullo sfondo: tassi fermi, inflazione rivista al rialzo e incertezza geopolitica al centro della scena
Redazione Forex Gump il 18/03/2026

Fed, pausa con allarme sullo sfondo: tassi fermi, inflazione rivista al rialzo e incertezza geopolitica al centro della scena

La Federal Reserve sceglie la continuità sul piano operativo, ma il messaggio che emerge dall’aggiornamento di marzo è tutt’altro che immobile. Il Federal Open Market Committee ha lasciato invariato il target dei Fed Funds al 3,50%-3,75%, ribadendo che l’economia statunitense continua a espandersi a un ritmo solido, mentre l’inflazione resta ancora “somewhat elevated”, cioè moderatamente elevata. A colpire, però, non è soltanto la decisione sui tassi, bensì il quadro complessivo che accompagna la scelta: la banca centrale ammette che l’incertezza sullo scenario economico resta alta e sottolinea apertamente che gli sviluppi in Medio Oriente rappresentano una variabile dai contorni ancora incerti per l’economia americana. È un passaggio importante, perché segnala una Fed che non sta solo guardando ai dati interni, ma che inserisce il rischio geopolitico tra i fattori in grado di condizionare la traiettoria futura della politica monetaria.

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CPI USA, inflazione senza strappi ma con crepe interne: a febbraio i prezzi rallentano solo in apparenza
Redazione Forex Gump il 11/03/2026

CPI USA, inflazione senza strappi ma con crepe interne: a febbraio i prezzi rallentano solo in apparenza

L’inflazione statunitense di febbraio consegna ai mercati e alla Federal Reserve un quadro meno rumoroso di quanto temuto, ma non per questo davvero rassicurante. L’indice dei prezzi al consumo per gli urban consumers è salito dello 0,3% su base mensile destagionalizzata, dopo il +0,2% di gennaio, mentre il dato annuo si è attestato al +2,4%, invariato rispetto al mese precedente. Anche il CPI core, cioè l’indice al netto di alimentari ed energia, ha mostrato un incremento dello 0,2% nel mese e del 2,5% su base annua, anch’esso stabile rispetto a gennaio. A prima vista, il messaggio sembrerebbe quello di un’inflazione che non accelera e che resta contenuta entro un range relativamente compatibile con una traiettoria di graduale normalizzazione. Ma è proprio nella composizione del dato che emerge la vera storia del report.

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CPI USA in uscita domani: il “consenso” regge, ma le banche guardano soprattutto a Fed, energia e spread CPI‑PCE
Redazione Forex Gump il 10/03/2026

CPI USA in uscita domani: il “consenso” regge, ma le banche guardano soprattutto a Fed, energia e spread CPI‑PCE

Il dato sull’inflazione americana di febbraio, in uscita domani 11 marzo e arriva in un momento particolarmente delicato per i mercati. Non si tratta soltanto di una pubblicazione macro di primo piano, ma di un passaggio che cade a ridosso della riunione FOMC del 17-18 marzo e in un contesto in cui gli operatori stanno leggendo l’inflazione come un indicatore di transizione: utile per capire dove si trovava l’economia statunitense prima che lo shock energetico e geopolitico più recente iniziasse a propagarsi con maggiore intensità, ma forse meno definitivo per spiegare la traiettoria dei prezzi dei prossimi mesi.

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Oro, la tregua percepita in Iran rilancia il metallo giallo: per Commerzbank il sostegno di fondo resta intatto
Redazione Forex Gump il 10/03/2026

Oro, la tregua percepita in Iran rilancia il metallo giallo: per Commerzbank il sostegno di fondo resta intatto

Il prezzo dell’oro torna a recuperare terreno, spinto da un improvviso alleggerimento delle tensioni sui tassi dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato intendere una possibile conclusione imminente della guerra in Iran. Secondo l’analisi di Commerzbank, il rimbalzo del metallo prezioso si spiega soprattutto con il ridimensionamento dei timori di un irrigidimento monetario legato al rincaro dell’energia, in un contesto in cui il mercato del lavoro americano appare più debole e la Federal Reserve resta esposta a una forte pressione politica affinché proceda con tagli dei tassi. È proprio questa combinazione, tra minori paure di una stretta e persistente fragilità macroeconomica, a mantenere ben sostenute le prospettive dell’oro nel medio termine.

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La Fed guarda a Teheran: la guerra con l’Iran complica il sentiero dei tagli e riaccende il nodo inflazione
Redazione Forex Gump il 09/03/2026

La Fed guarda a Teheran: la guerra con l’Iran complica il sentiero dei tagli e riaccende il nodo inflazione

La guerra con l’Iran sta entrando con forza nel radar della Federal Reserve, non come semplice variabile geopolitica esterna, ma come possibile fattore capace di alterare il profilo dell’inflazione americana e di aumentare ulteriormente l’incertezza sul quadro economico. È questo il messaggio emerso dalle ultime dichiarazioni di diversi esponenti della banca centrale statunitense, mentre il balzo del petrolio e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz costringono i policymaker a interrogarsi su un punto cruciale: se lo shock energetico resterà temporaneo, la Fed potrà continuare a guardare oltre; se invece dovesse protrarsi, il calendario di eventuali tagli dei tassi rischierebbe di slittare più avanti nel corso dell’anno.

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Lavoro USA, febbraio in frenata: payroll in calo, disoccupazione stabile e segnali di raffreddamento sotto la superficie
Redazione Forex Gump il 06/03/2026

Lavoro USA, febbraio in frenata: payroll in calo, disoccupazione stabile e segnali di raffreddamento sotto la superficie

Il mercato del lavoro statunitense si presenta all’appuntamento di marzo con un volto molto meno solido di quanto il solo tasso di disoccupazione potrebbe far pensare. A febbraio l’occupazione non agricola registra infatti una contrazione di 92 mila unità, mentre il tasso di disoccupazione resta sostanzialmente fermo al 4,4%. In apparenza il quadro potrebbe sembrare quello di un rallentamento contenuto, quasi di una semplice pausa dopo mesi di crescita irregolare. In realtà, osservando il dato nella sua interezza, emerge una fotografia più fragile: la tenuta della disoccupazione non basta a nascondere l’indebolimento della dinamica occupazionale, né a cancellare i segnali di raffreddamento che si stanno accumulando sotto la superficie.

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NFP USA e tasso di disoccupazione: ultimi dati BLS, attese su febbraio 2026 e la prova del nove per Fed e mercati
Redazione Forex Gump il 05/03/2026

NFP USA e tasso di disoccupazione: ultimi dati BLS, attese su febbraio 2026 e la prova del nove per Fed e mercati

Il 6 marzo, alle 8:30 ET, il Bureau of Labor Statistics pubblica l’“Employment Situation” relativo a febbraio 2026. Al momento della stesura (prima del rilascio), l’ultimo quadro completo resta gennaio 2026: Nonfarm Payrolls +130mila, tasso di disoccupazione 4,3%, partecipazione 62,5%. Un’accelerazione dopo due mesi più deboli (+48milaa dicembre e +41mila a novembre, entrambi rivisti) e con disoccupazione rispettivamente al 4,4% e 4,5%.

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Liquidità, stigma e credito: Bowman riapre il cantiere della stabilità bancaria americana
Redazione Forex Gump il 03/03/2026

Liquidità, stigma e credito: Bowman riapre il cantiere della stabilità bancaria americana

Nel cuore del dibattito sulla stabilità finanziaria statunitense, Michelle W. Bowman, Vice Chair for Supervision della Federal Reserve, ha rimesso al centro una questione tanto tecnica quanto decisiva: la resilienza della liquidità bancaria. Nel suo intervento del 3 marzo a Washington, Bowman ha sostenuto che, a quindici anni dalla grande crisi finanziaria, non basta più chiedersi se le banche siano formalmente conformi alle regole; occorre invece capire se quella conformità produca davvero capacità di tenuta nei momenti di tensione. È qui che, secondo la governatrice, si apre il vero nodo: un impianto regolatorio che appare robusto sulla carta, ma che rischia di mostrare crepe proprio quando la pressione aumenta.

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Miran apre alla svolta Fed: quattro tagli nel 2026 e un punto percentuale in meno sui tassi
Redazione Forex Gump il 26/02/2026

Miran apre alla svolta Fed: quattro tagli nel 2026 e un punto percentuale in meno sui tassi

Le parole di Stephen Miran riaprono con forza il dibattito sulla traiettoria della Federal Reserve e, soprattutto, sulla possibilità che il ciclo monetario statunitense possa diventare molto più accomodante di quanto il mercato abbia finora incorporato. Il membro della Fed ha infatti sostenuto che la banca centrale dovrebbe tagliare i tassi di un punto percentuale nel corso dell’anno, attraverso quattro riduzioni da 25 punti base, da realizzare prima piuttosto che dopo. È una presa di posizione netta, che non si limita a suggerire una graduale normalizzazione della politica monetaria, ma delinea apertamente una Fed più pronta ad allentare le condizioni finanziarie in tempi rapidi.

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Schmid alza lo scudo della Fed: “La politica resta fuori” mentre l’inflazione impone ancora disciplina
Redazione Forex Gump il 25/02/2026

Schmid alza lo scudo della Fed: “La politica resta fuori” mentre l’inflazione impone ancora disciplina

Jeffrey Schmid, presidente della Federal Reserve Bank of Kansas City, ha scelto un palcoscenico non casuale — l’Economic Club of Colorado — per ribadire un punto che a Washington torna ciclicamente al centro del dibattito: la Fed decide in autonomia e “la politica non entra nei dibattiti di policy”. Nella lettura di Schmid, non si tratta di una dichiarazione di principio, ma del risultato di una struttura: il “sistema Fed ha livelli di indipendenza”, quasi a dire che l’autonomia non è affidata alla buona volontà dei singoli, bensì a meccanismi stratificati che rendono più difficile trasformare la politica monetaria in un terreno di contesa partitica.

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Goolsbee frena la Fed: “Il 3% non basta”. Tagli rimandati finché l’inflazione non torna davvero verso il 2%
Redazione Forex Gump il 24/02/2026

Goolsbee frena la Fed: “Il 3% non basta”. Tagli rimandati finché l’inflazione non torna davvero verso il 2%

Nella mattina di martedì, il presidente della Federal Reserve di Chicago, Austan Goolsbee, ha alzato un muro davanti all’ipotesi di tagli dei tassi nel breve: finché non arriveranno prove più solide che l’inflazione stia effettivamente tornando verso il 2%, “non è appropriato” allentare la politica monetaria. Il messaggio è diretto e, soprattutto, politico nel senso più concreto del termine: il costo della vita resta una preoccupazione primaria per le famiglie, e la banca centrale — scottata dal passato — non vuole ripetere l’errore di archiviare troppo in fretta una dinamica dei prezzi ancora resistente.

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La sentenza che abbatte i dazi non scioglie la nebbia: il dollaro arretra, l’incertezza resta sovrana
Redazione Forex Gump il 23/02/2026

La sentenza che abbatte i dazi non scioglie la nebbia: il dollaro arretra, l’incertezza resta sovrana

Il deterioramento del quadro macroeconomico statunitense, emerso dai dati di venerdì, avrebbe già potuto innescare un movimento difensivo: inflazione più alta e “appiccicosa”, crescita più lenta, e la sensazione che il rallentamento sia stato amplificato da fattori concreti come gli effetti del government shutdown, il raffreddamento dell’housing e un contributo estero deludente via esportazioni. Su questo sfondo è arrivata la decisione della Corte Suprema che ha demolito l’impianto tariffario di Trump, diventando immediatamente il catalizzatore narrativo perfetto per spiegare la debolezza del dollaro.

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La Fed prende fiato: tassi fermi, dissensi “dovish” e un’inflazione che rallenta a scatti
Redazione Forex Gump il 18/02/2026

La Fed prende fiato: tassi fermi, dissensi “dovish” e un’inflazione che rallenta a scatti

L’ultima fotografia del FOMC racconta una banca centrale che, dopo l’allentamento già effettuato, sceglie di “stare ferma” per capire se il rientro dell’inflazione verso il 2% sia davvero solido o soltanto intermittente. I verbali della riunione del 27–28 gennaio 2026 mostrano un Comitato convinto che la crescita resti “a passo sostenuto”, ma ancora preoccupato da un’inflazione che resiste soprattutto nei beni, spinta (tra le altre cose) dagli effetti dei dazi, e da un mercato del lavoro che appare stabile ma fragile nel suo equilibrio “low-hire, low-fire”.

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Wall Street ritrova i compratori: Dow Jones Industrial Average su di 300 punti tra attesa Minutes e “effetto AI” firmato Nvidia
Redazione Forex Gump il 18/02/2026

Wall Street ritrova i compratori: Dow Jones Industrial Average su di 300 punti tra attesa Minutes e “effetto AI” firmato Nvidia

La seduta di mercoledì si sta trasformando in un terzo giorno consecutivo di recupero per l’azionario statunitense, con i compratori “di ribasso” che tornano a farsi vedere dopo lo scivolone della scorsa settimana legato al selloff sull’AI. Il Dow Jones Industrial Average avanza di circa 300 punti (circa +0,65%), mentre S&P 500 sale dello 0,6% e il Nasdaq Composite guadagna intorno allo 0,5%. A guidare l’intonazione sono i semiconduttori e i big tecnologici più colpiti, ma il mercato resta “a metà strada”: la parte più importante della giornata è ancora davanti, con le Minutes di gennaio in arrivo nel pomeriggio.

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Dati USA solidi, ma niente “munizioni” per le colombe: la Fed resta appesa all’incognita Kevin Warsh
Redazione Forex Gump il 17/02/2026

Dati USA solidi, ma niente “munizioni” per le colombe: la Fed resta appesa all’incognita Kevin Warsh

Due notizie incoraggianti arrivano dagli Stati Uniti nell’ultima settimana, ma il loro effetto complessivo è più ambiguo di quanto suggerisca il primo impatto. Da un lato, il mercato del lavoro; dall’altro, l’inflazione. Entrambi i tasselli migliorano il quadro congiunturale, ma non consegnano – almeno per ora – l’argomento decisivo a chi, dentro e fuori la Federal Reserve, spinge per un’accelerazione dei tagli.

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CPI USA, gennaio rafforza la narrativa della disinflazione: ma il “nocciolo duro” passa ancora dall’abitare
Redazione Forex Gump il 13/02/2026

CPI USA, gennaio rafforza la narrativa della disinflazione: ma il “nocciolo duro” passa ancora dall’abitare

L’inflazione statunitense apre il 2026 con un segnale di graduale normalizzazione. Il Consumer Price Index di gennaio mostra una dinamica contenuta su base mensile e un ulteriore raffreddamento su base annua, alimentando la narrativa di un contesto sempre più compatibile con una politica monetaria meno restrittiva nei prossimi mesi.

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Fed tra lavoro e inflazione: Daly avverte sul rischio “no-hiring”, Jefferson vede crescita al 2,2% e tariffe come shock una tantum
Redazione Forex Gump il 06/02/2026

Fed tra lavoro e inflazione: Daly avverte sul rischio “no-hiring”, Jefferson vede crescita al 2,2% e tariffe come shock una tantum

Nelle ultime comunicazioni di venerdì, due voci della Federal Reserve hanno riportato il baricentro del dibattito monetario sul punto più delicato: tenere insieme stabilità dei prezzi e piena occupazione in una fase in cui il mercato del lavoro appare “stabile”, ma potenzialmente fragile. Da un lato Mary Daly, presidente della Federal Reserve Bank of San Francisco, ha descritto un ambiente da tempo “low-hiring, low-firing” (poche assunzioni e pochi licenziamenti), con il rischio che possa trasformarsi rapidamente in un contesto peggiore: nessuna assunzione e più licenziamenti. Dall’altro Phillip Jefferson, membro del Board of Governors della Federal Reserve, ha ribadito che la politica monetaria è “ben posizionata”, con decisioni future guidate dai dati e dall’outlook, esprimendo una cauta fiducia su crescita e disinflazione.

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Oro in retromarcia: il dollaro rialza la testa e la distensione geopolitica spegne la corsa ai beni rifugio
Redazione Forex Gump il 04/02/2026

Oro in retromarcia: il dollaro rialza la testa e la distensione geopolitica spegne la corsa ai beni rifugio

Nella seduta nordamericana di mercoledì, l’oro ha perso slancio e ha invertito la rotta dopo un tentativo di allungo che lo aveva spinto ai massimi di tre giorni. Il metallo giallo è scivolato di oltre l’1% dopo aver toccato un picco intraday a $5.091, per poi ripiegare in area $4.901, appesantito da un doppio freno: una modesta ma diffusa forza del dollaro e un clima di tensioni geopolitiche percepite in attenuazione, almeno sul fronte delle grandi relazioni tra potenze.

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Shutdown USA, la Fed prova a rassicurare: Thomas Barkin vede “solo pochi giorni di ritardo”, ma resta l’ansia su lavoro e inflazione
Redazione Forex Gump il 03/02/2026

Shutdown USA, la Fed prova a rassicurare: Thomas Barkin vede “solo pochi giorni di ritardo”, ma resta l’ansia su lavoro e inflazione

Nel pieno del braccio di ferro politico che sta congelando parte della macchina federale, la Federal Reserve tenta di evitare che l’incertezza si trasformi in panico informativo. Thomas Barkin, presidente della Federal Reserve Bank of Richmond, ha dichiarato martedì di sperare che l’attuale shutdown del governo statunitense provochi “solo pochi giorni di ritardo” nella pubblicazione dei dati economici. Un messaggio che suona come un tentativo di normalizzazione—ma che, letto tra le righe, conferma quanto il flusso statistico resti oggi una variabile critica per la politica monetaria.

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Raphael Bostic: “Il lavoro di presidente della Fed è enorme”, tra economia resiliente e inflazione ancora “non domata”
Redazione Forex Gump il 02/02/2026

Raphael Bostic: “Il lavoro di presidente della Fed è enorme”, tra economia resiliente e inflazione ancora “non domata”

Nel giorno in cui i mercati continuano a interrogarsi su traiettoria dei tassi e credibilità della banca centrale, arriva da Federal Reserve Bank of Atlanta un messaggio che è insieme macroeconomico e istituzionale. Intervenendo al Rotary Club of Atlanta, il presidente della Fed di Atlanta ha descritto un quadro di fondo che, nelle sue parole, resta sorprendentemente solido: “l’economia USA sembra resiliente”, e questo “ancora prima di tenere conto” degli effetti potenzialmente espansivi legati a sgravi fiscali e deregolamentazione.

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Rapporto occupazione USA di gennaio 2026: rinvio e implicazioni economiche
Redazione Forex Gump il 02/02/2026

Rapporto occupazione USA di gennaio 2026: rinvio e implicazioni economiche

Il Bureau of Labor Statistics (BLS) aveva programmato di pubblicare il rapporto mensile sull’occupazione statunitense di gennaio 2026 venerdì 6 febbraio 2026. Tuttavia, secondo fonti di stampa finanziaria (es. Barron’s), il BLS non pubblicherà il rapporto nella data prevista a causa della recente parziale chiusura delle attività federali (government shutdown).

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Trump sceglie Kevin Warsh per la guida della Fed: una nomina che mescola tagli ai tassi e “rigore” sul bilancio
Redazione Forex Gump il 30/01/2026

Trump sceglie Kevin Warsh per la guida della Fed: una nomina che mescola tagli ai tassi e “rigore” sul bilancio

Donald Trump ha annunciato venerdì la scelta di Kevin Warsh come prossimo Chair della Federal Reserve, imprimendo alla banca centrale statunitense un cambio di rotta che, almeno nelle intenzioni, prova a tenere insieme due anime solo in apparenza inconciliabili: la spinta verso tassi più bassi e una visione da falco dell’inflazione.

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Oro giù dai $5.300: la Fed “falco” congela i tassi e riaccende la domanda di Dollaro
Redazione Forex Gump il 28/01/2026

Oro giù dai $5.300: la Fed “falco” congela i tassi e riaccende la domanda di Dollaro

Il rally dell’oro si è inceppato proprio sul livello simbolico dei $5.300. Nella sessione nordamericana, il metallo prezioso arretra dopo che la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi e, soprattutto, ha segnalato che il mercato del lavoro statunitense si è stabilizzato: un messaggio che rafforza l’idea di tassi “più alti più a lungo” e che ha riportato acquisti sul Dollaro, togliendo slancio a XAU/USD.

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Fed, pausa sui tassi: crescita solida ma inflazione ancora alta, il Comitato resta “data-dependent” con due dissensi
Redazione Forex Gump il 28/01/2026

Fed, pausa sui tassi: crescita solida ma inflazione ancora alta, il Comitato resta “data-dependent” con due dissensi

Nel comunicato emerge con chiarezza un punto centrale: la Federal Reserve non vede segnali di rottura del ciclo economico. L’economia statunitense continua ad “espandersi a un ritmo sostenuto”, una formulazione che esclude qualsiasi lettura recessiva immediata e che fornisce alla banca centrale lo spazio politico e tecnico per mantenere invariata la politica monetaria. Tuttavia, dietro questa apparente solidità si nasconde una dinamica più sfumata. Il mercato del lavoro, storicamente pilastro della narrativa “higher for longer”, viene ora descritto in modo meno entusiastico: i guadagni occupazionali risultano “bassi” e il tasso di disoccupazione mostra segnali di stabilizzazione.

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